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Intervento:

Progetto di interior design / Ristrutturazione

Progettisti:

Nicola Auciello

Luogo:

Roma

Anno di esecuzione:

2013

Imprese esecutrici:

Best

Fornitori:

Flos, Mafi, Lozzi e

Dati dimensionali dell'intervento:

150 mq + 100 mq esterni

Foto:

Angelo Aloisi

 

Casa all'Eur
Un progetto di interior design tra misura, integrazione e contemporaneità.

Misura, integrazione e contemporaneità sono le parole chiave di questo progetto di interior design realizzato da Nicola Auciello.
Misura perché si tratta di un progetto mirato esclusivamente alla qualità e alla difesa di un'identità.
Integrazione perché il protagonista del progetto, il grès dei rivestimenti, diventa un materiale tattile capace di coniugare storia e cultura ad integrazione delle viste delle meravigliose architetture esterne.
Contemporaneità data dalla teatralità, intesa come sistema di metafore (traslate nel manufatto). Qui, al pari di gesti e parole, sono i dettagli che unendosi prendono vita, per creare il racconto.

Siamo all'interno di una città nella città. Perché nell'idea di Marcello Piacentini, l'Eur di Roma è programmata per essere "città del futuro", in grado di coniugare modernità e classicità dell'architettura romana.

L'appartamento è un duplex dal taglio borghese distribuito su due livelli - attico e superattico - e con una superficie interna di circa 150 mq e 100 mq esterna, progettato originariamente dall'architetto Claudio Dall'Olio intorno al 1953.

La distribuzione degli ambienti risultava tortuosa e poco funzionale all'organizzazione di spazi, percorsi e servizi. Il nuovo progetto ha dunque previsto una regolarizzazione degli stessi e il riposizionamento dei servizi, oltre a un'apertura totale della zona ingresso sulla zona giorno e notte. 

Il rispetto dello spazio, quanto più vicino all'originario (ove possibile) è stato "l'incìpit", insieme a un segno contemporaneo che colloquiasse con l'Eur tramite alcune delicate scelte progettuali e l'accentuazione di una serie di contrasti materici e formali.

Altro elemento chiave, la sinergia nel rapporto tra tempo passato e presentespazio interno ed esternoelementi vuoti e pieni, materia concava e convessa, geometrie rette e curve, dettagli in luce e ombra e superfici in ampiezza e contrazione.

Il dialogo tra passato e presente inizia varcando l'ingresso della casa, sottolineato da tre elementi: la scala, il guardaroba e l'armadio.
La scala, originaria degli anni '50, è preservata e resa contemporaneo dall'inserimento di un passamano in metallo bianco lucido e, alla base, uno zoccolo a filo turchese pastello (colore tipico di quegli anni).

Il guardaroba sull'ingresso, rivestito in stoffa, già presente in origine, è stato ridimensionato nella parte bassa: la stessa, fruibile dalla cucina e utilizzata per il contenimento della legna.
L'armadio incassato, anch'esso del 1950, è stato ricollocato da un'originaria zona centrale a una nuova posizione di fine corsa-corridoio, di fronte al camino.

Il dialogo prosegue poi con lo stile architettonico del quartiere Eur attraverso il grès tagliato su disegno a piè d'opera (rivestimento di superfici orizzontali e verticali).
Il rivestimento invade ogni parte della casa che comunica con l'esterno: l'ingresso, il camino, i sottofinestra degli ambienti, i bagni e la cucina e – ove necessario - i relativi gradini, i terrazzi.

Varcando la porta di ingresso dell'appartamento è evidente la presenza di un tappeto, prosecuzione della scala, che piega ortogonalmente, diventando una seduta di sosta breve. Ritroviamo il grès, come elemento di raccordo con l'esterno, nelle pareti e pavimentazioni sottofinestra del soggiorno, suddiviso in tre aree: esse eseguono un disegno che contrae lo spazio verso la zona centrale e lo dilata alle estremità.

Il grès è anche sull'asimmetrico camino (perché comunica con l'esterno) con doppio affaccio su soggiorno e cucina, che rimane separata dal corridoio tramite una porta in cristallo trasparente a scomparsa per non celarne mai il fuoco.

Il fuoco sempre visibile all'attraversamento di qualsiasi ambiente e si coniuga con una pavimentazione in rovere cotto e con tre finiture diverse nello zoccolo, a seconda degli ambienti: a filo bianco opaco (quasi ovunque), a filo turchese pastello (solo a sottolineare la scala), a sguscio lucido (dove sono state posizionate le porte a scomparsa).

Nell'ottica di un colloquio continuo tra linea retta e linea curva, le linee curve ritornano [oltre alla scala], rafforzate in un bianco lucido, sugli sgusci di raccordo: parete/parete (vedi soggiorno accesso cucina), parete/soffitto (vedi seduta ingresso e nicchia-lampada nello studio), parete/pavimento (sguscio-zoccolo).

Progettisti

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