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Intervento:

Incubatore pluripiano per il Bic Lazio SpA

Luogo:

Via Giacomo Peroni snc, comparto C1 Tecnopolo Tiburtino - Roma

Progettisti:

Belliazzi Antonella Tecnocamere SCpA

Collaboratori:

Gilda Antonelli, Angela Coccia, Ezio Liberatore, Francesca Mizzoni, Rita PolerÓ, Egidia Suanno

Commitente:

B.I.C. Lazio SpA

Anno di redazione del progetto:

2003 - 2004

Anno di esecuzione:

2005 - 2006

Costo:

3.338.677,21 euro

Imprese esecutrici:

Aurelia 70 srl

Dati dimensionali dell'intervento:

Superficie coperta massima 1.309,15 mq, 11.782,40 mc

Caratteristiche tecniche particolari:

Il progetto prevedeva che i prospetti esterni venissero realizzati con una struttura a parete ventilata con elementi di cotto esterni e con infissi metallici nel colore grigio scuro per le parti finestrate. Il sistema delle facciate ventilate in cotto era basato sul montaggio a secco delle tavelle su di una struttura metallica a doppia parete fissata, tramite tasselli ad espansione e staffe in acciaio inox, di aggancio per le avelle alla muratura interna dell'edificio. Nel corso della realizzazione dell'edificio la D.L. ha invece scelto di utilizzare come finitura esterna un rivestimento con pannelli di Alucobond di colore grigio chiaro mentre per gli infissi esterni e' stato adottato il blu Prussia. I corpi scala laterali di sicurezza esterni sono in cemento armato a vista mentre le parti trasparenti sono state realizzate con elementi di metallo grigliato.

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Anteprime
Una grande superficie lineare e compatta per il BIC Lazio, una delle prime sedi a sorgere all'interno del grande comparto tecnologico

A fianco del Centro Direzionale e delle sue sfide architettoniche, il parco industriale Tiburtino e' fatto anche di concrete realta' produttive che ne costituiscono, in definitiva, proprio la ragion d'essere. A questo scopo la societa' Polo Tecnologico Industriale Romano SpA, non mette infatti solo a disposizione infrastrutture e spazi gia' attrezzati, ma anche superfici fondiarie di sua proprieta', regolate da un apposito Piano di Attuazione che ne stabilisce i parametri e le prescrizioni di natura urbanistica.

Ne scaturiscono allora occasioni per la progettazione di tipologie architettoniche in grado di diventare l'elemento sul quale basare il concreto realizzarsi di una visione della produzione basata su un approccio integrato tra ricerca e tecnologia. Tecnocamere firma due progetti rappresentativi del graduale processo di attuazione di questi piani. Uno, gia' realizzato, e' destinato ad una impresa che e' un po' il modello delle societa' che formano il tessuto vivo del Tecnopolo.

La B.I.C. e' infatti una di quelle "aziende dinamiche di dimensioni contenute, destinate ad una produzione leggera con processi legati alle tecnologie piu' avanzate" che si vogliono far insediare in questo territorio. Questo primo intervento tende al soddisfacimento piu' completo possibile delle esigenze del committente. Il progetto segue infatti il principio organizzativo dell'azienda, basata sull'interazione di singoli moduli operativi.

Questi individuano delle zone di estensione variabile tra i 37 e gli 87 mq, a loro volta risuddivisibili o ricomponibili a seconda dello sviluppo della produzione. Ciascuna di queste unita' produttive opera in autonomia, ma si appoggia a un'unica infrastruttura di servizio. L'edificio che le ospita sorge quindi su uno zoccolo interrato nel quale trovano posto l'autorimessa e il magazzino comune. Il collegamento diretto tra magazzino e singole divisioni funzionali va a configurare la spina portante del corpo di fabbrica.

Questo montacarichi, assieme all'ascensore, agli ambienti, agli spazi per la segreteria amministrativa e per i servizi va a formare l'asse di simmetria che costituisce, appunto, l'elemento generativo della distribuzione interna. Anche gli accessi restano indipendenti, assicurati da tre vani scala gettati in opera che si giustappongono al corpo di fabbrica vero e proprio. Assemblandosi in un insieme, i moduli spaziali–funzionali vanno a configurare un organismo di due piani fuori terra, dotato di pianta rettangolare di dimensioni pari a 56,00X23,60 m.

Questo edificio va a coprire una superficie di 1309,16 mq all'interno di un lotto che si estende per un totale di cinque ettari. Avvicinandovisi dalla strada, che permette di accedere all'area circondandola ad anello, si nota la presenza importante del verde. L'ingresso al lotto infatti e' segnato dalla presenza qualificante di tre cipressi e un cespuglio di arbusti colorati, mentre due filari di pioppi corrono lungo i lati piu' lunghi del confine.

Al verde, che prosegue con il prato che affiora dalla copertura permeabile delle superfici di parcheggio, fa da contrappunto la superficie lapidea dalle tonalita' grigie dei fronti di facciata, solcati con regolarita' dalle finestrature in metallo azzurro. Il secondo progetto, non ancora realizzato, ha tutt'altre dimensioni. La sede della SIPRO si sviluppa per svariati piani sia fuori terra che interrati, disponendosi a gomito lungo un'area che ne viene cosi' per gran parte occupata.

Grandi spazi di ingresso e generose rampe interne, scandite da pilastrature imponenti e illuminate da rivestimenti vetrati a tutta altezza si contrappongono a differenti nuclei funzionali, opachi e caratterizzati da bucature rappresentative, andando a formare cosi' un complesso che rivela grandi ambizioni.

Flavio Venturelli

Progettisti

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