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Intervento:

Galleria d'arte contemporanea LAC

Luogo:

Roma

Progettisti:

Valeria Emanuele, Mariacristina Bottini

Commitente:

Privato

Anno di redazione del progetto:

2006

Anno di esecuzione:

2006

Costo:

25.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

Cml srl (opere in ferro); Tecnologia e Sicurezza (impianti)

Fornitori:

Three light sas

Dati dimensionali dell'intervento:

40 mq

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Art space
Un piccolo ambiente, sobrio e lineare, interpreta l'arte contemporanea della galleria LAC

Una nuova nicchia espositiva e' comparsa tra le pareti della capitale: interamente bianco e piuttosto sobrio, il progetto per la Galleria d'arte contemporanea LAC curato da Valeria Emanuele e Mariacristina Bottini sembra voler dare alla capitale una nuova tela bianca su cui riscoprire l'essenzialita' dell'espressione artistica del XXI secolo.

La sala si dischiude su un vicolo alle spalle di piazza Navona, disegnato dall'incedere ripetuto dei palazzi residenziali: si apre su questa vecchia bottega, svelandone l'anima originariamente artigiana, tramutata oggi in vetrina d'arte contemporanea.

Ad aprire lo sguardo sull'interno, una porta in cristallo ultrachiaro di poco arretrata rispetto all'ingresso: una vetrata finemente incorniciata da un infisso, realizzato a tutta altezza, che lascia cosi' la massima visibilita' su tutta la sala.

Dallo stretto vicolo, via Trento, si scorgono cosi' i 40 mq di spazio espositivo, divisi circa a meta' dalla struttura muraria di un arco, che scavalca un dinamico volume che, sospeso dal soffitto, attraversa la vetrata e scende sul fondo della sala. La percorre per tutta la sua lunghezza, dall'ingresso verso l'interno, fino a ripiegarsi perpendicolarmente a terra e sovrapporsi al fondo della sala.

Traccia cosi' il percorso visivo del visitatore, che si sofferma sul fulcro centrale della composizione: una "cornice" apparentemente sospesa nello spazio. Si tratta di un riquadro in metallo che segna la larghezza di tutta la sala, unisce la distanza tra le due pareti laterali e diviene centro focale di tutto l'ambiente.

Dietro, altri quattro elementi scorrevoli in lamiera microforata, appesi allo stesso, vanno a comporre l'archivio espositivo. Davanti l'impressione e' di una quinta teatrale: uno spettacolo il cui protagonista e' il visitatore ed il copione e' il percorso di opere d'arte.

La cornice si fa percio' elemento catalizzatore non solo dell'attenzione di chi entra, ma dell'intera filosofia intorno alla quale e' stato pensato l'allestimento: la volonta' di creare uno spazio il meno invadente e il piu' rispettoso possibile nei confronti dell'arte dell'artista, atto ad esaltarne carattere e forza, senza rinunciare ad una propria personale anima creativa.

Un involucro rigoroso, dunque, neutro, in cui le pareti intonacate bianche ed i listoni di legno del pavimento si contrappongono al fine di esaltare il piu' possibile quanto in esposizione. A movimentare questo dialogo strutturale, fogli di lamiera di ferro che spezzano la linearita' delle pareti e le dicotomiche relazioni orizzontale/verticale, muratura/ legno, ottenendo l'effetto desiderato: spingere l'occhio sul protagonista dello spazio, sull'arte.

Ad amplificare questi contrasti, giunge infine lo studio della luce. Apparecchi di tipo wall washer illuminano la parete rivestita dalla lamiera di ferro, mentre della luce diffusa proveniente dal percorso sospeso della veletta illumina l'intero ambiente. Lungo tutto il percorso espositivo, dei fasci luminosi orientabili concentrano lo sguardo sulle opere, di qualunque dimensione esse siano.

L'effetto complessivo e' dunque quello di una composizione estremamente essenziale, non convenzionale, capace di un forte impatto visivo ancor prima di entrarvi. L'effetto e' percio' perfettamente riuscito: una nuova tela bianca e' stata appesa nella grande casa dell'arte e della storia, quale e' Roma.

La capitale ha ora un nuovo spazio dove poter accogliere e condividere con sapienza le migliori creazioni artistiche contemporanee: la migliore eredita' ricevuta, e poi interpretata, dalla vita e dalla storia rimaste racchiuse tra le pareti della vecchia bottega artigiana, ancor oggi simbolo di maestria, buon gusto e ricercatezza.

Angelica Gabrielli

Progettisti

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