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Intervento:

Ristrutturazione e allestimento negozio di abbigliamento Feliziola

Luogo:

Roma

Progettisti:

Roberto Gregori

Commitente:

Feliziola Giuseppe

Anno di redazione del progetto:

2006 - 2007

Anno di esecuzione:

2007

Costo:

40.000 Euro

Imprese esecutrici:

Creating Design

Fornitori:

Ceramiche Appia Nuova SpA, Cerracchi illuminazioni SpA, Vuemme, C.i.s.m.er snc

Dati dimensionali dell'intervento:

53 mq

Caratteristiche tecniche particolari:

Volumi in cartongesso

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Giochi di volume
Sottrazione o addizione di materia nella filosofia progettuale di un negozio di abbigliamento della capitale

La forma segue la funzione era il motto dell'architettura moderna dei primi anni del Novecento, quando gli architetti si avvicinavano al design e perseguivano un'idea di modernita' che poneva al primo posto le ragioni della funzione. Bello era quello spazio che riusciva a rispondere in modo adeguato alle esigenze per cui era stato preposto, nessuna decorazione avrebbe potuto arricchire l'opera, piu' di se stessa, se fosse stata in grado di aderire in modo unico e coerente alla richiesta di progetto per la quale nasceva.

E' passato piu' di un secolo ma quell'insegnamento risuona oggi piu' attuale che mai. Da questa premessa parte e si sviluppa la filosofia progettuale che muove l'architetto Roberto Gregori nella creazione di due negozi, entrambi collocati nella citta' di Roma. Nessuno dei due progetti rappresenta lo svolgimento di un esercizio di solo arredamento; la filosofia e' completamente ribaltata non si tratta di allestire uno spazio ma bensi' di crearlo.

Il contenitore diventa luogo, all'interno del quale l'architettura nel suo senso piu' autentico costruisce e identifica lo spazio, il linguaggio e la sintassi sono ridotti all'essenziale, gli unici termini a disposizione sono quelli dello spazio inteso come volume o scomposizione di esso in superfici e piani, si lavora sulla materia, sulla presenza e nella assenza di questa. Le forme utilizzate partono sempre da geometrie molto elementari, dalle quali si sviluppano i volumi.

Questi vengono opportunamente modellati attraverso delle operazioni di scavo e sottrazione di materia per divenire lo spazio in cui il progettista sceglie di far abitare gli oggetti del negozio, che in questo modo diventano i veri protagonisti della scena. Il tema del negozio ha in se' delle richieste molto esplicite, si tratta di mettere in mostra qualcosa; di alimentare e far nascere il desiderio di acquisto in tutti quelli che sono dei potenziali fruitori non soltanto del negozio, ma dello spazio circostante ad esso, che si tratti del microcosmo di un centro commerciale o di un quartiere della citta'.

E' importante lavorare su due livelli differenti: quello rispetto alla citta', con cui il negozio deve stabilire delle relazioni, nel caso specifico visive che creino le giuste condizioni per attirare il passante all'interno e quello del negozio vero e proprio.

L'idea del progettista e' quella di creare dei volumi che interagiscono tra di loro trasformando il contenitore in uno spazio funzionale di facile interpretazione; la volonta' e' quella di sviluppare un habitat che non sia aderente alle mode prevalenti, ma che tenga conto prima di tutto del prodotto commerciale e del suo messaggio attraverso un'operazione che pone al centro della questione l'oggetto che viene venduto.

L'architettura deve dare una risposta in termini di ambiente cercando di trovare la giusta collocazione a cio' che deve essere esposto e soprattutto deve avere la capacita' di contenere e allo stesso tempo di valorizzare il prodotto; il contenitore viene snaturato mediante volumi che interagiscono tra di loro, eliminando elementi decorativi inutili e non aderenti alle strutture.

I volumi vengono esaltati con il colore ed evidenziati attraverso il trattamento delle superfici; all'assenza totale di decorazione si contrappone il senso della "matericita'", mentre la luce alternando zone d'ombra a zone piene di luce, inonda intere superfici e si propaga con effetti differenti a seconda della materia che colpisce.

In tutto questo gioco di relazioni spaziali e materiche, si evince inoltre una grande attenzione al dettaglio, ed e' come se la progettazione avesse stabilito due gerarchie: una dedicata, o meglio, dedita allo spazio nella sua totalita' affinche' l'intervento risulti omogeneo e quasi invisibile, come se l'ambiente si fosse generato in modo naturale e gli oggetti avessero trovato in modo altrettanto naturale la giusta collocazione negli scavi delle pareti; l'altra riservata al particolare, ovvero il linguaggio esperito attraverso il senso della materia.

Le pareti vengono trattate in modo originale e unico, in modo "vivo", e' come se le superfici avessero una pelle a tratti liscia a tratti scabra, capace di reagire e di animarsi sotto il flusso della luce, che esalta la geometria degli spazi creando un gioco volumetrico di grande impatto visivo.

Arianna Ciciani

Progettisti

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