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Intervento:

Realizzazione palazzina uffici per Centro Logistico - Consorzio Servizi CAR.ME.SI. CAR.ME

Luogo:

Anagni - Frosinone

Progettisti:

Federico Lestini

Consulenti:

Franco Portoghesi, Alessandro Guerra, Maurizio Zaccardini

Strutture:

Progetto delle strutture: Franco Portoghesi

Commitente:

Rogedil Servizi srl

Anno di redazione del progetto:

2002 - 2003

Anno di esecuzione:

2003 - 2005

Costo:

1.300.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

GE.SA impianti srl (impianti elettrici, termomeccanici, impianti di sicurezza e antincendio), Costruzioni Edili Industriali srl (opere edili)

Fornitori:

Ceramiche Appia Nuova (pavimenti e rivestimenti), Teknal srl (infissi), Arredufficio srl (impianti di insonorizzazione, pareti divisorie, attrezzature uffici), Weber & Broutin (intonaci), GE.SA impianti srl (illuminazione)

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Identita' ritrovata
Un centro logistico si impone come intervento di qualita' nella periferia di Anagni

Certi non-luoghi di periferia sembrano davvero delle lande desolate, nella cui vastita' anche la speranza si perde nell'attesa estenuante di un evento architettonico. Che poi sia oasi o miraggio, ci manca comunque un qualsiasi appiglio per lo sguardo: dov'e' il progetto? Dov'e' la volonta' di esserci, anche con discrezione, ma con la responsabilita' consapevole di dare forma al nuovo nostro paesaggio italiano? Nel Centro Logistico di Anagni il progetto di Federico Lestini con la consulenza di Franco Portoghesi, Alessandro Guerra e Maurizio Zaccardini cerca, almeno lui, di piantare un seme nella sabbia. E ci piace.

Questo progetto che esprime tutta la timidezza di una fortezza nel deserto, ripiegato a cercare una sua logica interna, e' anche animato da uno slancio che lo porta a gettare lo sguardo oltre i limiti del proprio perimetro. A terra, i confini del lotto sono riportati a volume attraverso dei muretti che recintano l'hortus conclusus di uno spazio che vuole risolversi in se'. In un'area urbana ancora alla ricerca di segni che ne dichiarino la personalita', la soluzione e' disegnare i limiti di un giardino e realizzare qui dentro, protetto, il progetto.

Tutto l'edificio e' quindi cinto a terra da una linea continua che si interrompe sul prospetto in cui si apre l'accesso, dove i volumi concedono una vista sugli interni attraverso le ampie vetrate. Di sera si accende di illuminazione artificiale, all'esterno realizzata con faretti bassi e percorsi di luce a segnalare l'ingresso. Le pavimentazioni esterne sono in cemento stampato di colore chiaro, e tavolato nelle parti meno esposte.

Un catalogo di materiali che si arricchisce di pannelli di lamiera ossidata e muri di pietra ingabbiata, usati per rivestire il locale tecnico e i servizi igienici esterni. L'ingresso da' nella stecca centrale, in cui sono organizzati tutti i servizi del centro direzionale; intorno, gli spazi che ospitano gli uffici. Il primo e secondo piano sono organizzati in modo analogo, e al secondo piano e' stata ricavata la sala conferenze. Al terzo la foresteria, a servizio degli ospiti. Gli ambienti per uffici, trattati con intonaci chiari, sono open space molto luminosi, scanditi da pilastri circolari; i divisori sono realizzati con sole pareti mobili.

I controsoffitti risultano dall'accostamento di pannelli 60x60 in lamiera forata. Eccezione e regola sono le estremita' di una linea che si riannodano qui: all'interno dei volumi puri, scarni e scolpiti, i piani, sfalsati sia nello sviluppo verticale sia in quello orizzontale, si articolano su direttrici diverse e producono, anche nell'accatastamento volumetrico che si dichiara all'esterno, un senso di fuga a spirale, in cui i diversi blocchi si guardano, ora di fronte, ora di profilo, e si rincorrono, disegnando prospetti che si somigliano, ma dicono cose diverse.

C'e' una conversazione in corso fra i piani, i volumi, le ombre. Nella compostezza dell'aggregazione delle forme e delle equilibrate partiture pieni-vuoti si intravede un sobbollire di energia: fuoco sotto la cenere, seme nella sabbia.

All'interno di questo guscio sobrio, infatti, a contrasto con i tenui toni dell'intonaco chiaro, del legno dai toni caldi delle controsoffittature che arredano gli ambienti comuni, del wenge' dei pavimenti in laminato, il nero a contrasto introduce una cesura, accentuata dall'inaspettato colore della scala interna.

Questa ricuce come un filo rosso i volumi che si aggregano intorno alla hall a tripla altezza dell'ingresso: contrapposta a una pacata tentazione centrifuga, la forza del colore e le sue linee spezzate richiamano la gravita' della composizione verso il baricentro, proprio come le lancette di un orologio riportano il tempo disperso alla logica di un giro di quadrante.

Lucia Maracci

Progettisti

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