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Intervento:

Ristrutturazione di interni

Luogo:

Formello Roma

Progettisti:

Claudio Presta

Commitente:

Privato casa C.F.

Anno di redazione del progetto:

2006

Anno di esecuzione:

2006 - 2007

Dati dimensionali dell'intervento:

160 mq

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Contraddizioni formali
Connubio di forme geometriche, giochi di equilibrio e ricerca nel progetto d'interni per un appartamento di grandi dimensioni

Il quadrato, l'espressione di una forma geometrica per eccellenza, l'equilibrio, l'armonia, il rapporto e la proporzione tra l'intero e le parti, e' il dato di partenza per la realizzazione di un interno che e' quasi un esercizio di stile sul valore e sul significato dello spazio dell'abitare.

Un atto progettuale che tende ad allontanarsi dalle logiche della globalizzazione alla ricerca di un linguaggio, originale e personale, che affonda le sue radici nel passato; un significato antico che parte da lontano, quello della casa scavata nella roccia, quello della casa come riparo, una matrice geometrica carica di significati resi vivi e tangibili attraverso un linguaggio ricco di contraddizioni, una sintassi volta ad evidenziare i valori formali attraverso uno slittamento, una traslazione, una rotazione, un dinamismo capace di ritrovare sempre il suo punto di equilibrio.

L'intervento di Claudio Presta si attesta in una casa unifamiliare con giardino, sita a Formello, di circa 140 mq, con pianta quadrata e un volume a due piani coronato da un tetto a padiglione molto alto nella parte centrale, area che verra' sfruttata con l'introduzione di un terzo livello dove e' stato collocato lo studiolo.

L'omogeneita' dello spazio definito dalla pianta quadrata contiene in se' una gerarchia di valori tra cio' che e' centrale e cio' che e' sul perimetro, la volonta' di disporre nel fulcro del piano terra la sala da pranzo esprime l'esigenza di attribuire ad essa un ruolo centrale rispetto alle funzioni della casa. Il significato dell' abitare e il modo in cui esso avviene muta con l'evoluzione dell'uomo e si arricchisce di sfaccettature e complessita' che sono lo specchio di nuove e mutevoli esigenze.

Questo concetto si materializza attraverso una rotazione delle pareti che contengono la sala da pranzo, le giaciture e le direzioni del volume esterno vengono "disassate", il senso del parallelismo e dell'ortogonalita' si esprimono non tanto per assonanza ma per contraddizione, si evidenziano nuove direzioni che favoriscono e danno significato alla distribuzione: la sala da pranzo grazie a questa operazione contiene una duplice valenza quella di cuore dell'abitazione e al contempo di tangenza delle funzioni che scivolano lungo le sue pareti.

Il tema dei muri e' affrontato in modo fantasioso e originale, letto e rielaborato nel suo contenuto piu' autentico quello di separazione, della delimitazione, della definizione dello spazio, uno spazio che vuol essere al contempo unitario, continuo, unico, ma necessariamente frazionato. La risposta a questo quesito e' quella di dare un corpo e un'anima alle pareti, attraverso direzioni singolari, tagli, pendenze, scavi e soprattutto una mancanza di tangenza al soffitto; sono pareti capaci di "stare in piedi da sole", che delineano uno spazio animato in cui l'architettura non e' sfondo scenografico ma attore protagonista.

La sala da pranzo e' uno spazio che si espande su tutto il piano terra; esiste una continuita' degli spazi che in alcuni casi e' solo visiva mentre e' reale per quanto riguarda la cucina e il soggiorno. Attraverso le scale che si trovano in posizione angolata si accede al seconda piano; anche l'elemento di giunzione tra i vari livelli e' pensato in modo da dare continuita' evitando cesure nette e sfruttando al meglio la capacita' di generare nuovi spazi dal semplice cambio di quota.

La zona notte si articolata in una serie di ambienti in cui la logica progettuale e' sempre la stessa, ovvero la capacita' di costruire ambienti che dialoghino in modo armonioso tra loro e allo stesso tempo che lascino la necessaria "privacy" destinata agli ambienti della zona notte che non e' pensata esclusivamente per il riposo ma anche come studio. E' questo il fulcro del piano superiore, posto al livello piu' alto di tutta la casa.

E' uno spazio articolato che riesce a stabilire una relazione, una connessione in alcuni casi visiva come rispetto alla camera padronale e in altri diretta con il resto dell'abitazione, un'armonia di spazi enfatizzata anche dai materiali semplici e naturali, rispettosi dell'articolazione funzionale dell'intera casa.

Arianna Ciciani

Progettisti

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