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Concorso:

Houdini

Graduatoria:

Selezionati

Progettisti:

Gianluca Blandino, Giorgio Gugliotta, Marzia Palumbo, Carlo Ricca.

Allestimento:

LAVABO , LAUFEN, palomba collection
SANITARI, DURAVIT, starks X
MISCELATORE , HANSGROHE, soffione doccia
MOSAICO BIANCO, CERAMICA FIORANESE
MOVEMENT 20X60, ASPIRO
PANNELLI, CORVASCE
VIDEO PER PROIEZIONE, VIDEO WORKS
PARQUET CHIARO, SALIS
OBLIVION, DARK.

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

SPI-RITO D' ACQUA
IN-FORMA CON L'ACQUA

"Spi_rito d'acqua", la nostra ricerca estetico-formale applicata all'ambiente bagno, dichiara immediatamente i suoi contenuti: delineare un focus di riferimento, ovvero l'acqua, nei suoi aspetti culturali e rituali, in un confronto che travalica la funzione della stessa legata al rubinetto. Un ambiente bagno pensato interamente come oggetto tipologicamente funzionale, caratterizzato dalla forte connotazione sensoriale e dalla scoperta di un'innovativa qualita' epidermica capaci di tradursi in motivi conduttori della sperimentazione nella sua globalita' architettonica.
Pur indagando tutte le possibili esigenze personali legate alla pulizia, si e' ripensato allo stretto legame "acqua e rituali", poiche' ad una purificazione del corpo si accompagna una purificazione della mente, e che la materia acquista importanza sul piano ideale grazie alla piena consapevolezza dei gesti, ispirando cosi' percorsi di ricerca in continua evoluzione. Concept (_rif. schizzo 1).

Per Talete da Mileto l'acqua era il principio e il fondamento (arkhe') di tutte le cose perche' ogni cosa si genera e vive nell'umido. (_rif. schizzo 2). Agli aspetti puramente tecnici e funzionali del bagno si e' associata la dimensione dei rituali, delle azioni e delle abitudini dell'uomo. Non si tratta degli aspetti essenzialmente estetico-formali dell'architettura, piuttosto di rendere quest'architettura un'interfaccia tra l'utilizzatore e i suoi rituali.

Per l'uomo primitivo, preurbano - o non ancora completamente trasformato dalla dimensione urbana della civilta' - il mondo e' popolato da esseri animati, dotati di una vita propria; entrare in contatto con essi vuol dire condividere, nel bene e nel male, una parte della loro anima; non lo si puo' fare se non attraverso una serie di riti propiziatori.

Soprattutto con l'acqua e con il fuoco. Molte religioni tramandano nei loro riti una traccia di questo sentire primordiale. La reverenza verso le virtù purificatrici dell'acqua si conserva nel battesimo cristiano, nell'immersione nel fiume degli induisti, nel bagno sacro degli ebrei, nelle abluzioni prima della preghiera degli islamici.
(_rif. schizzo 3).

Lo spazio, se organizzato in funzione di una sequenza definita di rituali per la pulizia quotidiana, e' anche luogo di rigenerazione del corpo e dello spirito. Se svolge queste funzioni il bagno assume anche valenza culturale. (_rif. schizzo 4).

La logica del bagno, pone il corpo al centro dei rituali. Bagno come palestra privata, il corpo uno strumento da temprare: commistione tra spirito corpo e intelligenza. La concezione delle zone del bagno sono disposte come stazioni di un circuit training in un fitness studio, in una sequenza prestabilita oppure singolarmente.

Originalita' della trasformazione, e' sempre l'acqua al centro, punto di partenza ed elemento di trasformazione, aspetto che si palesa sui materiali all'uopo impiegati che si trasformano al contatto con l'acqua. Il bagno diventa il luogo di molti luoghi, uno spazio primordiale per rituali personali.

Ciascuno di questi rituali lascia dietro di se' tracce assolutamente individuali e rimanda all'origine di tutto: la fonte, ovvero la grande doccia, che non e' più complemento di altri elementi del bagno, ma un iniziatore che cerca interfacce con il resto della stanza, definendone l'architettura.

Spiegazione funzionale del progetto

Il bagno e' trasformato in palcoscenico di vita, con l'intento di riportare in bagno la vita e quei fondamentali che altrimenti rischierebbero di andare perduti. Il bagno e' visto quindi come luogo di riflessione, in cui possono coesistere diverse azioni. Uno spazio dagli svariati "incontri" che combinano funzione ed emozioni.

In ogni orizzonte culturale il contatto con l'acqua e' di tipo reale e quotidiano, ma anche immaginario: creiamo dei simboli e dei significati attorno all'acqua, in relazione alla vita, alla morte, ai miti (in fondo ai quali ci sono i sogni: i bisogni dell'anima, come si dice in psicanalisi), ai riti che ci accompagnano, dando un senso alla nostra esistenza. Il modo di nominare, di rappresentare e di classificare l'acqua rispecchia una molteplicita' di preoccupazioni e di credenze.

Vorremo con questo progetto evocare alcuni tratti del complesso e talvolta ambivalente, immaginario legato all'acqua, per mostrare come abbia accomunato e anche differenziato gli esseri umani, secondo le figurazioni culturali e gli ambienti sociali. Queste rappresentazioni si intrecciano, si inventano, sopravvivono o riaffiorano ancora nel nostro modo di pensare, nel nostro immaginario collettivo e nei molteplici significati rielaborati continuamente.

Rif. bibliografici "Il lento evaporare del ciclo della vita", Guido Viale ("la Repubblica", 6 marzo 2007) ; "FORME D'ACQUA" Riflessioni antropologiche sull'immaginario dell'acqua (geografia IV media, Cadenazzo febbr.'06)


Progettisti

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Disegni e rendering