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Intervento:

Restauro e risanamento conservativo di complesso immobiliare con frazionamento

Luogo:

Castello - Castel Maggiore (BO)

Progettisti:

Studio tecnico Rimondi

Progetto:

Gian Paolo Rimondi, Giacomo Rimondi, Oscar M. Pazzini, Enzo Cassarino, Simona Bini, Nicola Biagi

Commitente:

San Martino Immobiliare srl

Anno di redazione del progetto:

2003 - 2006

Anno di esecuzione:

2004 - 2007

Costo:

7.000.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

Cogeuro SpA

Dati dimensionali dell'intervento:

8.000 mq

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Shopping nella storia
Un edificio a corte seicentesco diventa commerciale

"La storia siamo noi" cantava De Gregori; e "Historia magistra vitae" scrivevano gli antichi. Ovvero, il valore del presente e di quello che siamo nasce dall'affermazione e dal riconoscimento del cammino svolto sino a oggi e dalla presa di coscienza del valore del dato storico qualunque sia l'ambito nel quale esso si esprime. E' nata una sensibilita' nuova nei confronti della complessita' urbana, delle modalita' e degli esiti delle sue modificazioni in relazione alle condizioni economiche e sociali.

Agli insediamenti umani e' stato riconosciuto un valore di testimonianza di civilta' del passato, anche indipendentemente dall'intrinseco pregio artistico e formale o dal loro particolare aspetto ambientale, che ne possono arricchire o esaltare il valore, in quanto non solo l'architettura ma anche la struttura urbanistica possiede, in forma autonoma, significato e valore.

E' all'interno di questa corrente di pensiero che si colloca l'attivita' di restauro e risanamento conservativo operata presso il complesso architettonico che si trova a fregio di via Matteotti, nel quartiere Castello di Castel Maggiore a Bologna. Gli interventi che si sono susseguiti e che hanno contribuito alla determinazione dell'attuale struttura edilizia hanno avuto origine circa cinquecento anni fa, 1519 per l'esattezza, quando il Senato permise alla famiglia Gazzadini di costruire il primo "mulino" sul canale Navile.

Prima tessera di un mosaico ricco e articolato che ha subi'to notevoli trasformazioni nel tempo, nel 1600 la famiglia Pizzardi, divenutane proprietaria, fa costruire un grande palazzo e da quel momento inizia una forte espansione industriale, commerciale e dell'edificato che continuera' fino ai giorni nostri.

Il connubio tra l'aspetto produttivo e quello edilizio insieme alle qualita' ambientali e storiche del luogo hanno costituito il punto di partenza di un complesso lavoro di recupero che non si e' limitato a una generica conservazione dell'ambiente, ma ha messo in atto un programma di intervento in cui i meccanismi economici delle attivita' si legano alla residenza e restituiscono a essa un'identita' nuova, viva, generata dall'interrelazione reciproca e dal connubio "lavoro e residenza".

Il complesso architettonico e' costituito da quattro corpi di fabbrica, originariamente adibiti a uffici, riconvertiti a seguito della ristrutturazione di un altro edificio, sempre appartenente allo stesso comparto. Il lavoro di recupero e' consistito essenzialmente nel realizzare una serie di interventi rivolti a conservare l'organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalita' mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali dell'organismo stesso, ne consentano nuove destinazioni d'uso compatibili.

Tali interventi si sono concretizzati tramite un'operazione di consolidamento delle strutture esistenti, successivo rifacimento delle parti ammalorate, sottomurazioni e bonifica di alcune porzioni seminterrate, il rifacimento delle coperture tramite strutture lignee che hanno permesso l'utilizzo del secondo piano e la realizzazione di un sistema di percorsi che oltre a ridefinire un nuovo ordine di accessi e collegamenti alle varie quote e tra i diversi blocchi ne reinterpreta le relazioni e le connessioni a scala urbana in quanto configura uno spazio che non e' fine a se stesso ma parte integrante della citta' attraverso la rete di portici, gallerie e piazze che sono i protagonisti della scena urbana.

L'aspetto esterno degli edifici tiene conto di un attento studio tipologico e restituisce un linguaggio rispettoso del carattere storico tramite l'uso di modanature, cornici, fregi e serramenti al fine di ripristinare il carattere autentico dei luoghi senza tralasciare elementi apparentemente meno importanti o minori, come le pavimentazioni in listelli di cotto, gli elementi d'arredo, la coloritura secondo tinte e materiali tradizionali e il dato funzionale: quello legato ai parcheggi sia esterni su fronte strada che interrati.

Le funzioni espletate sono dunque molteplici grazie alla presenza dei commercianti al piano terra e delle residenze al primo e secondo piano, operando in questo sistema di equilibri un rigore che esplicita accuratezza e ordine.

Arianna Ciciani

Progettisti

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