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Intervento:

Concorso internazionale di idee "Una piazza per Bologna e l'Emilia Romagna" per la riqualificazione della piazza e degli spazi pubblici relativi al Fiera District e al Centro Direzionale di Bologna - primo classificato

Luogo:

Bologna

Progettisti:

Scape srl

Commitente:

Comune di Bologna

Progetto:

Alessandro Cambi, Ludovica Di Falco, Francesco Marinelli, Paolo Mezzalama

Collaboratori:

Marco De Angelis, Ilaria Iovino, Justyna Morawska

Consulenti:

Mario Brattella, Mauro Mazzali (artisti)

Anno di redazione del progetto:

2007

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Una piazza per Bologna
Un equilibrio di gesti progettuali regola il progetto per piazza Renzo Imbeni e mira a connettere le sue diverse scale

Il concorso "Una piazza per Bologna e l'Emilia Romagna" ha richiesto una nuova concezione per un luogo finora periferico e oggi centrale. Piazza Renzo Imbeni sorge infatti come una corte d'onore al centro di quella cittadella turrita che e' il Centro Direzionale, ultimo atto di una lunga vicenda che vide Kenzo Tange arrivare a Bologna sul finire degli anni Sessanta.

Accantonati i suoi piani per un'espansione coerente della citta' a nord, fini' per essere realizzato solo questa monumentale riproposizione delle tipologie storiche dell'ambiente urbano del capoluogo. Torri, piazze, portici formarono un fuori scala isolato e lontano, con uno spazio centrale per il quale un altro maestro, Isamu Noguchi, comincio' a studiare un'istallazione scultorea lavorando sull'orizzontalita', cercando una complementarieta' agli altissimi blocchi direzionali. Anche il suo intervento rimase parziale.

Nel frattempo, mentre politica e finanza vi si andavano a insediare, la citta' cresceva attorno a questa acropoli in beton brut. Cosi', oggi, questi spazi sono investiti sia dai flussi frenetici della fiera adiacente, sia dalla vita quotidiana di diversi quartieri residenziali, con le esigenze culturali e ricreative dei suoi abitanti.

Fisicamente isolate all'interno del reticolo stradale, le atmosfere rarefatte di questa piazza porticata restano inaccessibili laddove dovrebbero presentarsi proprio come biglietto da visita per un'intera Regione, che qui ha i suoi uffici, e punto d'incontro per la citta'. Con la futura linea metropolitana, che qui avra' una delle sue stazioni principali, questo contrasto diventera' ancora più stridente. Per ricucire questa frattura urbana, i romani-scape, vincitori del concorso, decidono di ricollegarsi all'idea di Noguchi di un equilibrio tra le forze.

Se domina la verticalita' delle torri, si interviene sull'orizzontale. Il suolo, quindi, diviene una realta' da attivare. Una specie di onda sismica lo plasma rendendolo come una mano con le dita che dal centro della piazza si aprono all'esterno. Da fuori, dalla futura stazione della metro, dalle fermate dei trasporti pubblici e dai parcheggi completamente riarticolati, dai parchi ricreativi e dei servizi ridisegnati con attenzione, si e' richiamati da netti sbalzi di quota.

Sono segni sospesi a meta' tra il molo e il ponte, strutture di per se' nate per lo scambio. Attraversandoli esse svelano, coperti e scoperti, spazi destinati a eventi culturali, puntuali e colorati padiglioni espositivi, ambienti commerciali. E' un sistema di voluta ibridazione: e' Fiera, Regione, Citta' al tempo stesso. Lentamente si riesce finalmente a raggiungere il cuore finora nascosto del Centro Direzionale.

Qui le placche, insinuandosi tra i vuoti e i portici del progetto di Tange, si fanno pieghe, in un gioco di sovrapposizioni tra le pavimentazioni di Noguchi e quelle del nuovo intervento che attraversa - e permette di attraversare - con controllato rispetto la piazza.

Sotto il titolo a prima vista generico ma in realta' precisissimo del bando, la competizione ha avviato un confronto concreto tra visioni generose ma incompiute e le necessita' impellenti di una citta' attuale, occasione per un dialogo intenso e ideale tra due titanici maestri del Novecento e un gruppo agguerrito di giovani progettisti. E' la riprova di un fatto noto. Chi vive infatti il progetto come un atto di ricerca presto ne scopre la dimensione intellettuale: non semplice repertorio di soluzioni costruite, ma spazio di idee.

Intuizioni fortunate, visioni interrotte, pensieri che ricorrono o convinzioni che mutano in un insieme contraddittorio, l'architettura vive in un confronto continuo tra riflessione e approccio alla realta'. Talvolta i concorsi di idee consentono di ampliare i confini di questo mondo. Convenzioni e abiti mentali vengono cosi' stracciati. Oppure sentieri interrotti vengono riscoperti. Come in questo caso.

Flavio Venturelli

Progettisti

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