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Intervento:

Complesso ex Ducati

Luogo:

Rimini

Progettisti:

Mario Cucinella

Team project:

Mario Cucinella, Elizabeth Francis, Davide Paolini, Enrico Iascone

Strutture:

Gilberto Sarti, Fabio Bombardini

Impianti:

Polistudio

Direzione dei lavori:

Massimo Morandi

Commitente:

Edile Carpentieri srl

Anno di redazione del progetto:

2003

Anno di esecuzione:

2004 - 2006

Fornitori:

Edilecarpentieri (main contractor), Idrotermica Dica srl (impianti termico-idraulici), Raimondi e Montanari snc (impianti elettrici), Saif snc (strutture metalliche), Facadesign snc (rivestimenti facciata)

Dati dimensionali dell'intervento:

Superficie 1.500 mq

Foto:

Daniele Domenicali

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Treillage
Il complesso dell'ex Ducati di Rimini propone un nuovo linguaggio urbano di forte valore ambientale

Questo edificio per uffici e attivita' commerciali si trova all'incrocio tra via Flaminia e viale della Repubblica, nella zona sud di Rimini. Il lotto, di forma quadrangolare, presenta un lato incurvato in prossimita' dell'incrocio stradale. L'organizzazione funzionale prevede un piano terra da destinarsi ad attivita' commerciali e uffici nei tre piani superiori, oltre a un parcheggio in superficie. L'edificio si percepisce come un'unica costruzione e si sviluppa su una pianta disposta a "L" nel lotto, con l'ingresso in corrispondenza dell'incrocio stradale.

La matrice compositiva si sviluppa in pianta ad arco di circonferenza, interrotto in mezzeria dall'ingresso, trattato come un grande vuoto. Il fulcro del progetto e' costituito dalla hall d'ingresso dove e' inserita la scala in vetro-acciaio e l'ascensore coi quali si puo' accedere ai vari piani dell'edificio. Le pareti nella hall sono state costruite con allineamenti non ortogonali, un espediente questo che permette di rendere lo spazio particolarmente dinamico, distorcendone la percezione.

Attorno a questo nucleo si articolano le due ali, che al piano terreno ospitano gli spazi commerciali. La facciata di questo livello, anch'essa a sviluppo curvilineo, risulta leggermente arretrata rispetto al profilo dell'edificio; questo consente di creare una zona filtro tra lo spazio privato delle attivita' commerciali e lo spazio aperto della sistemazione esterna, una moderna rielaborazione del concetto di portico.

La soluzione adottata, ha permesso di ottenere vetrine per uno sviluppo in facciata di 50 metri in prossimita' dell'incrocio stradale, e di altri 40 metri sul giardino interno al complesso. Sul retro, le due facciate rivolte all'interno del lotto creano una zona protetta adibita a piazza coperta e giardino. I piani primo, secondo e terzo sono destinati a uffici, ai quali si accede tramite un ballatoio sul fronte strada; questo prospetto e' certamente l'elemento di forza dell'edificio; capace com'e' di connotarlo e distinguerlo, esso esprime inoltre la volonta' del progettista di creare un "angolo verde di citta'".

La facciata piu' esterna e' costituita da una "pelle verde", una griglia a maglia larga in acciaio inox, fissata alla struttura dei ballatoi di accesso agli uffici e sulla quale crescono essenze rampicanti (Gelsomino Rincosperma) che ricreano così l'aspetto di un giardino, disposto in verticale, e che rievoca l'immagine degli edifici ricoperti di edera. Si crea così un fronte compatto per tutta la lunghezza dell'edificio, sulle due facciate laterali, sino a riprendersi con il prospetto sul giardino interno realizzato in legno.

Il fronte interno si apre invece sul giardino, le due facciate di testa hanno la funzione di vetrine commerciali al piano terra, mentre dal primo al terzo piano sono completamente vetrate e dotate di infissi scorrevoli. Al livello del sottotetto, una vetrata continua protetta da un sistema di tende interne, funge da coronamento all'edificio stesso. La facciata degli uffici sul ballatoio alterna pareti opaline a porte scorrevoli che garantiscono l'accesso ai singoli uffici.

Sono stati progettati spazi estremamente flessibili, aggregabili in diverse soluzioni, con superfici che partono da un minimo di 47 mq. Questa flessibilita' e' garantita dalla predisposizione di appositi cavedi impiantistici che percorrono l'edificio in tutto il suo sviluppo verticale, e ai quali si agganciano i servizi igienici delle singole unita'.

Dinamismo e flessibilita' sono certamente parole che definiscono al meglio gli spazi dell'ex Ducati di Rimini, un edificio, questo, frutto di una rigorosa ricerca formale, al limite dell'espressione artistica, capace di diventare il logo, oltre che di se stesso, di una parte della citta' storicamente riconosciuta come quella degli ex stabilimenti Ducati di Rimini.

Alessandro Beato

Progettisti

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Disegni e rendering