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Intervento:

Nuovo impianto scenico

Luogo:

via Sambuca Pistoiese, Roma

Progettisti:

Studio TondOQuadro- Erica Briani e Lucia Nigri

Collaboratori:

Consulente impianto luci: Alessandro Quilli; Assistente scenografo e render: Francesco Vizzini

Commitente:

T9

Anno di redazione del progetto:

2005

Anno di esecuzione:

2005

Imprese esecutrici:

Euroscena International Srl - Roma

Fornitori:

realizzazione stampe grafiche: Pubblicità in

Dati dimensionali dell'intervento:

80 mq

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Passioni televisive
Un sistema di vele carrellate trasforma in meno di un'ora uno 'stadio' televisivo, da romanista in laziale

Uno studio, quasi uno stadio televisivo, tecnologico, a tratti futurista, trasformista. Un impianto scenico voluto dall’emittente T9 per due storiche trasmissioni calcistiche, La Signora in Giallorosso e Goal di Notte. La prima di chiara impronta romanista, la seconda laziale. Passioni che si incontrano e scontrano nell’ambito di uno studio televisivo di appena 80 mq che per assecondare la logica delle tifoserie non poteva che essere trasformista. Diverso ogni settimana, nelle forme e nei colori, ora per l’una ora per l’altra trasmissione. Il progetto è stato affidato ad Erica Briani e Lucia Nigri di Studio TondOQuadro, due giovani architetti di grande esperienza di interior designer televisivo, dove le luci sono più importanti della materia e la stessa materia nell’affascinante mondo tv è lieve, minimamente densa. Le necessità primarie da assecondare, dunque, sono state quelle di uno studio percettivamente “leggero”, fra il consistente e l’evanescente, e modificabile, con le scene montabili e smontabili in meno di un’ora, secondo i tempi televisivi.

La soluzione più logica ed efficace è stata quella di carrellare gli elementi componibili dello studio e di utilizzare materiali che alleggerissero l’impatto visivo giocando sulle trasparenze della lamiera metallica forata, del policarbonato e delle luci. L’immagine che l’impianto scenico comunica è proprio quella di uno stadio “reinterpretato televisivamente”, con uno spazio a pianta centrale, con una grande pedana luminosa, definita da due pareti trapezoidali in legno rivestito in laminato metallico, cinque vele grandi, due piccole di quinta e le tribune. Le vele sono l’elemento di grande impatto scenico e versatilità dell’impianto. Struttura portante in ferro e tamponamento in lamiera metallica forata per alleggerire il volume, carrellate e con pannelli in policarbonato colorato sul fronte (arancio per la Roma, blu-azzurro per la Lazio), e neon alloggiati nella parte alta e in quella bassa che permettono alla vela di illuminarsi. Definiscono e trasformano lo spazio giocando con la versatilità della struttura e l’inconsistenza delle luci che, comandate direttamente dalla regia, variano nei diversi momenti della trasmissione.

La particolarità delle vele è proprio l’illuminazione con i 4 neon alloggiati nella parte alta e nella base. Permettono alla vela di illuminarsi diversamente di volta in volta. La lamiera forata trattiene la luce frontale e permette al grande ciclorama sul retro di essere visibile miscelandosi con i colori del neon. La pedana, è l’unica struttura fissa dello studio, in policarbonato trasparente, con logo al centro, ora romanista ora laziale, concepita in 12 settori regolarmente cablati per l’impianto neon a scomparsa. Raccorda le vele ed individua lo spazio in modo netto. La grata metallica appoggiata su una struttura in legno sostiene il policarbonato trasparente messo ancora più in evidenza dai neon a giro alloggiati nei bassifondi delle due circonferenze. Anche i tavoli sono componibili ed assemblabili. Così come per le vele sono stati scelti il ferro dipinto argento-satinato per la struttura e il policarbonato per il piano, composto da uno strato portante trasparente e da un altro decorativo intercambiabile.


Testo di Rosita Romeo

Progettisti

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