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Luogo:

Zona Roveri - Bologna

Progettisti:

Sebastiano Sarti

Collaboratori:

Andrea Bernardini, Giovanni Bertoluzza

Commitente:

Vermiglia srl

Anno di redazione del progetto:

2004

Anno di esecuzione:

2006 - 2007

Imprese esecutrici:

B&B Impresa di costruzione, Fer Trading srl (arredi spazi collettivi, topakustik per sala conferenze)

Dati dimensionali dell'intervento:

11.000 mq circa superficie totale lorda; 7.493 mq superficie utile

Foto:

Andrea Testi - Effedue.Otto

Intervento:

Restauro conservativo, recupero di corte agricola e costruzione di edifici in zona produttiva a uso terziario/commerciale

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Frammenti urbani
Il recupero di una villa ottocentesca e il contesto ambientale fra nuove costruzioni e la riqualificazione di alcune strutture di servizio

Restauro ed ex novo nel progetto che ha visto il recupero di villa Goretti, struttura passata in meno di cento anni da azienda agricola a quartier generale fascista e in seguito abbandonata fino al momento in cui il progettista incaricato del recupero, l'architetto Sebastiano Sarti, non si e' trovato a varcare una vegetazione incolta per entrare nella proprieta' e scoprire nelle prime genuine impressioni e percezioni, la storia e il valore dell'immobile.

La struttura originaria si componeva di una serie di fabbricati tipici dell'attivita' agricola svoltasi in questa bella villa di campagna, risalente ai primi anni del XIX secolo, e attualmente compresa nell'area di intervento P2 zona artigianale e industriale di completamento.

La classificazione degli edifici ha previsto il restauro conservativo per la villa, e il recupero e risanamento per la piccola chiesa, la casa colonica, la stalla e il fienile, mentre per le altre diverse strutture accessorie annesse, il pollaio, il porcile e altri piccoli fabbricati adibiti a magazzino, valutati tutti non tutelabili per lo scarso significato tipologico costruttivo e' stata prevista la demolizione.

Entrando alla scoperta della tenuta, al primo sguardo si sono rivelate le originarie trame distributive dell'immobile nell'area: dal prospetto posteriore della villa si arrivava in linea diretta alla casa colonica e al vicino fienile; poco più indietro e verso l'attuale via dell'Industria si trovavano pollaio e porcile; proseguendo si apriva la tenuta e i campi da lavorare.

Ed entrando nella villa padronale, caratterizzata da prospetti regolari e simmetrici, gli interni hanno rivelato una struttura di composta bellezza classicheggiante con doppia loggia a croce e scalone centrale rivolto verso la tenuta e la chiesa, gli ambienti voltati con crociere, le pitture parietali, i soffitti con festoni dipinti, i pavimenti alla veneziana e anche belle cantine coperte da volte a botte ribassate.

Tutte importanti testimonianze da conservare. L'attuale geometria dell'area di forma trapezoidale e' stretta fra la gia' citata via dell'Industria, a nord, e via del Fonditore, a sud-est.

Il progetto redatto dall'architetto, intrecciando nuove costruzioni a significative preesistenze, ha recuperato alcune linee guida originarie definendo gli spazi secondo alcune semplici regole scaturite direttamente dalle peculiarita' del sito: organizzare tutta l'area in base alla simmetria e all'asse prospettico del nucleo costruito (villa-casa colonica e fienile); dare dimensioni adeguate ai nuovi fabbricati affinche' non schiaccino o nascondano le preesistenze architettoniche; segnare una corte centrale, spazio vitale privo di costruzioni in epoca ottocentesca che faceva da filtro fra l'attivita' della villa e quella dell'azienda agricola, e luogo significativo chiamato a interagire con l'ambiente circostante.

Al centro della corte si e' inserita una struttura semiellittica realizzata in vetro che si prolunga a sud-est in un corridoio, sempre vetrato, che unisce, distinguendo, le due vicine facciate, quelle della casa colonica e del fienile. A nord, i diversi nuovi impianti riprendono la schiettezza semplice, l'armonia formale e il rigoroso equilibrio modulare delle bucature della villa per scandire tutti i prospetti, che diventano immediatamente un rispettoso "altro" non ingannevole ma consapevole.

Con i volumi delineati e gli spazi recuperati, l'intero piano viene infine riletto alla luce di una forte riconoscibilita' ricercata e definita. Il desiderio e' quello di creare altri sistemi di dialogo fra strutture diverse e nuove suggestioni spaziali. E realizzando tutta una serie di quinte morbide e curvilinee, realizzate in rame preossidato, che segue il profilo dei diversi edifici, si va a delineare un progetto articolato che in maniera sistematica ha costruito una sinergica vitalita' fra quel che e' stato e quel che e' senza costrizioni e forzature snaturanti.

Francesca Pieroni

Progettisti

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Disegni e rendering