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Intervento:

Stabilimento enologico per la produzione di vini di qualita'

Luogo:

Imola (BO)

Progettisti:

Gian Paolo Lucchi

Direzione dei lavori:

Gian Paolo Lucchi

Collaboratori:

Alessandro Aureli, Francesco Ianne

Commitente:

Cantina Terremerse scrl, Bagnacavallo (RA)

Progetto:

Progetto delle strutture in acciaio e legno: Bruno Balistreri
Progetto e calcolo delle strutture in legno: Johann Hunter
Calcolo delle strutture in acciaio: Carlo Bassetti
Coordinamento della sicurezza: Alessandro Zanotti

Anno di redazione del progetto:

2006

Anno di esecuzione:

2006 - 2007

Costo:

2.654.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

Tecomet (carpenteria metallica); Anton Lanz (strutture in legno); Steel Pool Cantieri (coperture, lattonerie, rivestimento delle facciate)

Dati dimensionali dell'intervento:

Superficie area circa 8.000 mq; superficie copertura circa 2.750 mq; strutture metalliche principali 31.350 kg circa; strutture metalliche secondarie 15.500 kg circa; strutture lamellare circa 2.690 mq (184,00 per mc); rivestimento facciate in lamiera ondulata circa 910 mq; rivestimento facciate in policarbonato circa 205 mq

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Onde di vino
Un volume prefabbricato coperto da una vela a onda in lamellare ligneo per una azienda vinicola immersa nella campagna imolese

E' certamente questa una interessante "architettura del vino", sorta recentemente nella campagna imolese su progetto dell'architetto Gian Paolo Lucchi. Il tema architettonico delle cantine, ovvero di tutte quelle costruzioni che le grandi case vinicole realizzano per destinarle ad alcune fasi della produzione del vino e allo stoccaggio in botti del prodotto, e' diventato un tema sul quale si sono esercitati i piu' grandi studi di architettura di tutto il mondo.

Ed e' cosi' che la cantina si arricchisce di altri valori rispetto a quelli piu' puramente funzionali, diventa importante strumento di comunicazione di un'azienda, parte integrante della sua immagine. A pieno regime lo stabilimento Terremerse scrl di Imola produrra' circa 120.000 quintali di vino l'anno, rappresentando cosi' una delle realta' piu' dinamiche del comparto agricolo bolognese.

La costruzione, che occupa una superficie totale di 2.750 metri quadrati, e' caratterizzata da un impianto semplice, a pianta rettangolare, che nella copertura trova certamente l'elemento distintivo e qualificante. Si tratta di un paraboloide iperbolico estruso lungo la direzione secondaria, un poetico omaggio alle verdi colline bolognesi. L'edificio e' stato pensato come quasi interamente prefabbricato, con lo scopo di portare rapidamente a conclusione l'opera monitorando costi e qualita' della realizzazione.

La struttura verticale consta di pilastri, alcuni dei quali a "Y", realizzati con profilati accoppiati in acciaio zincato a caldo sui quali poggiano le travi curvate in legno lamellare a sezione costante che compongono, insieme all'orditura secondaria e ai pannelli in lamiera grecata e zincata dell'estradosso, il pacchetto di copertura. Il sistema delle chiusure verticali, leggermente inclinato a formare una strombatura verso il basso, e' stato realizzato utilizzando doghe orizzontali di lamiera grecata e preverniciata.

Su tutti e quattro i lati si aprono ampie finestrature, realizzate in lastre di policarbonato alveolare montato su strutture in alluminio; il grande ambiente di lavoro risulta cosi' letteralmente inondato di luce naturale.

L'impianto presenta inoltre una ricca dotazione di apparecchiature tecnologiche quali silos, macchinari e condotte, che bene entrano a far parte della composizione generale, contribuendo a instaurare un rapporto dialettico tra il complesso produttivo e il paesaggio agrario circostante, prevalentemente pianeggiante e coltivato quasi esclusivamente a vite.

Osservando il fronte principale si nota come la copertura prosegua oltre il volume della cantina divenendo una pensilina che, sorretta dai due pilastri a "Y", sovrasta gli impianti per la prima lavorazione delle uve e la fermentazione del mosto.

La progettazione di una nuova cantina, infatti, non puo' prescindere dalla definizione del processo di produzione, articolato fase per fase e letto come sequenza operativa temporale-spaziale variabile (in relazione alla tipologia di prodotto e alle strategie produttive), cosi' come dalla organizzazione dell'impiantistica enologica necessaria alla gestione dei singoli processi di vinificazione, affinamento e imbottigliamento.

La lettura di questo intervento offre l'occasione per una riflessione sul ruolo che l'agricoltura puo' avere nella ricomposizione del paesaggio nella sua accezione scientifica, inteso come contesto sociale (qui in particolare emerge la realta' cooperativa, caratteristica dell'economia dell'intera regione), contesto storico-culturale e contesto territoriale, secondo un paradigma ispiratore che puo' essere descritto attraverso il neologismo wineryscape.

Alessandro Beato

Progettisti

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