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Intervento:

Interior design uffici sede di lavoro ++ARC

Luogo:

Granarolo Emilia (BO)

Progettisti:

++ARC

Progetto:

Alessandro Gaiani, Gianluca Cattoli, Tomas Ghisellini

Commitente:

++ARC srl

Anno di redazione del progetto:

2005

Anno di esecuzione:

2005 - 2006

Costo:

50.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

In economia

Fornitori:

Arredoluce, Vetreria Arcoveggio

Dati dimensionali dell'intervento:

140 mq

Foto:

Alessandro Ciampi

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Tradizione e innovazione
Il recupero di una casa colonica e la sua sistemazione a sede di una attivita' diversificata tra architettura, comunicazione e ricerca

Il recupero e la ristrutturazione di una casa colonica inserita in una della piu' notevoli corti della campagna bolognese, fornisce lo spunto per riflettere su quanto sia possibile far coesistere archetipi della tradizione locale con elementi del linguaggio architettonico contemporaneo. Due vocabolari apparentemente contrastanti e stridenti ma che se accostati con sapienza possono esaltarsi vicendevolmente; il nuovo posto accanto all'antico ne sottolinea il valore.

Scegliendo questa politica di recupero gli architetti Alessandro Gaiani, Gianluca Cattoli, Tomas Ghisellini hanno deciso di collocare la propria nuova sede di ++ARC srl, societa' di Architettura, Ricerca e Comunicazione fondata nel 2001, all'interno di una porzione dell'edificio colonico.

La casa contadina tipica di questa area geografica si caratterizza per la distribuzione dei diversi vani a disposizione, suddivisi fra quelli dedicati all'abitazione e posti tutti al piano rialzato, e quelli adibiti alle attivita' lavorative, con stalla, cantina, a volte la colombaia, locale che serviva anche da magazzino. Al piano abitato si presentava una grande cucina con un focolare posto a un gradino piu' alto dell'impiantito della casa, che costituiva l'unico elemento per riscaldare gli ambienti.

L'approccio utilizzato nel recupero di questa struttura, che possiamo definire morfo-tipologico, implica dunque da un lato un atto di conservazione formale, dall'altro delle ovvie azioni di ripristino tipologico, necessario all'allocazione di nuove funzioni e di nuove prestazioni che l'utenza attuale richiede. Questo naturalmente, dopo una totale comprensione dei "caratteri" dell'edificio stesso. La casa oggetto dell'intervento e' a pianta quadrata, con tetto a padiglione e struttura portante in legno, sviluppata su due piani.

Come quasi tutti gli edifici rurali della zona disponeva di una serie di attrezzature comuni come il camino e l'angolo cottura. L'intervento consiste nel mantenimento dell'impostazione tipologica originaria con diverse variazioni, (bagni ai piani e nuovo dimensionamento degli spazi), imposte piu' che altro dal cambiamento degli standard abitativi. Si tratta in particolare dell'inserimento di due blocchi "funzionali" contenenti i servizi.

Al piano terra un solo grande ambiente open space e' suddiviso da setti di vetro opalino, che insieme a grandi facciate semitrasparenti, in parte mobili, consentono di definire gli spazi; ingresso, sala d'attesa, sala riunioni e studiolo sono evidenziati da quinte luminescenti che assorbendo e diffondendo la luce naturale creano un gioco di alternanza e mescolamento con quella artificiale proveniente dalle fonti di luce sospese.

La luce costituisce un elemento davvero importante anche visto in relazione alla scelta del colore molto chiaro delle pareti, alla scelta del vetro come elemento di definizione degli ambienti e al pavimento in battuto di cemento lucidato. Qualsiasi cambiamento nei colori del cielo si rende percepibile all'interno sotto forma di differenti e mutevoli "allestimenti atmosferici". Passando ai collegamenti verticali interni, una scala a rampa unica collega il piano terra con il primo piano, tra loro indipendenti.

A sottolineare l'indipendenza tra i due livelli c'e' un pavimento in legno, anziche' in battuto di cemento e un vetro in massa opaca. Anche qui c'e' un'estrema pulizia nella ripartizione degli spazi: pochissimi elementi di suddivisione contengono le dotazioni impiantistiche e i vari elementi d'arredo, creando due ambienti principali: uno studiolo e una sala di lavoro.

L'ambiente di lavoro diventa davvero confortevole e visivamente interessante, anche grazie alla predominanza del legno e al ruolo "morbido" della luce che penetra dolcemente dalle aperture praticate nella copertura a falde.

Elisa Caivano

Progettisti

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