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Intervento:

Nuova costruzione di edificio pluriresidenziale

Luogo:

Via Bellaria 8 - Bologna

Progettisti:

Andrea Trebbi

Collaboratori:

Angela Cazzoli

Commitente:

La Ginestra srl

Anno di redazione del progetto:

2002

Anno di esecuzione:

2003 - 2007

Costo:

630.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

Girasoli srl

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Compenetrazioni
Un dinamico gioco di volumi caratterizza un edificio residenziale

Un nuovo edificio dello Studio Trebbi nella zona del "Bitone".Incastonato nella fitta maglia urbana dell'area di Bologna nota come "Il Bitone", l'edificio residenziale di via Bellaria 8 non ama esporsi alla visibilita' pubblica. Tende a nascondersi allo sguardo di chi viene da via Emilia Levante cosi' come a quello di chi percorre la stessa via Bellaria, al cui tracciato si sottrae.

Il palazzo riesce a ritagliare per se' uno spazio proprio, modellandolo sulla propria prospettiva, cosi' come ogni buon progetto architettonico si suppone debba fare. Esso si erge per quattro piani (piu' un livello sotterraneo adibito ad autorimesse) su di un'area dalle limitatissime dimensioni, ingabbiata tra edifici molto diversi tra loro: un palazzone di epoca precedente al fascismo a bloccare l'accesso alla via principale, la clinica Villa Laura su un fianco, altri due edifici residenziali di epoca piu' recente sui rimanenti lati.

In questo setting strozzato che rischierebbe di soffocarne le possibilita', il progettista dimostra invece di sapersi destreggiare, senza inimicarsi il Regolamento Edilizio Comunale e le sue norme sulle distanze tra fabbricati limitrofi e proprieta' private contigue. Nel rispetto di queste, il palazzo adotta una forma planimetrica trapezoidale, con i lati consecutivi a due a due ortogonali.

All'asimmetria della pianta troviamo corrispondere il ritmo dinamico delle facciate: le due rivolte a sud e a ovest dominate dal ritmo orizzontale dei costoni marcati sull'intonaco grezzo, e verniciate colore sabbia; l'opposta coppia rivolta a nord-est, invece, diluisce quella staticita' con una omogenea parete rivestita di una pasta liscia stemperando il colore precedentemente utilizzato, che diluisce la durezza dello spigolo in una morbida curva.

E le due tendenze si fondono agilmente l'una nell'altra compenetrandosi, scambiandosi idee, assoggettandosi entrambe alla trasparenza delle vetrate, presenti lungo tutto il profilo del palazzo. Risulta inoltre particolarmente efficace la gestione della luce naturale, affidata principalmente ai due aggetti volumetrici vetrati delle pareti est e ovest e ai componenti frangisole, soluzioni queste che rivelano una certa raffinatezza progettuale.

Di fatto, pensato per potersi adattare a differenti soluzioni tipologiche, una volta realizzato l'edificio risulta un campione di funzionalismo abitativo. E' chiaramente percepibile il debito che esso ha nei confronti di certe istanze della tradizione funzionalista, cosi' come del purismo dei tardi '60.

Il grande parallelepipedo vetrato che spezza la sommaria uniformita' della struttura e che da' luce al confortevole vano scala condominiale ci ricorda la maniera di Meier di coniugare la funzione a un aspetto dichiaratamente segnico del soggetto architettonico, e cioe' vivere l'edificio come "evento". E questo carattere di evento, ossia la capacita' di produrre uno spunto, di spezzare la consequenzialita' del reale attraverso la categoria dello spazio, e' indubbiamente una qualita' dell'opera in questione.

E' questo il carattere che le permette di riqualificare, oltretutto, il depresso contesto preesistente, che improvvisamente viene anch'esso investito di un ruolo fondamentale nell'ambito del rapporto dinamico tra l'oggetto e il contesto. Ma anche tra vecchio e nuovo, tra soggetto e oggetto, e quindi tra il carattere di esistenzialita' e quello di percorribilita' (del palazzo, appunto).

Tutto, in esso, concorre a dare un'idea di leggera e comoda vivibilita': la struttura aperta, i toni chiari, i materiali (in primis le parti in alluminio e quelle in cristallo trasparente). Anche l'accesso all'ambiente interno non avviene in maniera traumatica, bensi' e' mediato da un'area esterna arredata con giochi urbani, con zone verdi, percorsi pedonali, e una rampa carrabile che conduce al piano sotterraneo.

Lino E. Sinibaldi

Progettisti

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