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Intervento:

Ristrutturazione

Luogo:

Roma

Progettisti:

Luca Solazzo

Commitente:

Privato

Anno di redazione del progetto:

2003- 2004

Anno di esecuzione:

2004

Costo:

120.000 Euro

Imprese esecutrici:

Remac 90 s.r.l.

Dati dimensionali dell'intervento:

120 mq

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Drammaturgia sensoriale
Giochi cromatici e materici, creano in una logica costante di contrapposizione un nuovo modo di vivere lo spazio

C’è una filosofia costante nell’appartamento ristrutturato da Luca Solazzo al primo piano di una tranquilla e formale palazzina degli anni 70 affacciata sul parco di Villa Panphilis. E’ quella dell’unità della differenza compressione/dilatazione, che l’architetto applica sulle scelte materiche e cromatiche. Le materie e i colori densi, “compressi”, fanno da contrappunto ad altrettanti di minore intensità, “dilatati”, creando atmosfere raffinate e di grande impatto emotivo. Un’elegante maison progettata per due fratelli romani, cittadini del mondo per lavoro. Un gusto spiccato per la contemporaneità e la voglia di tornare a Roma fra un viaggio e l’altro, ognuno in periodi diversi. Una casa per single e per due allo stesso tempo con una chiara impronta seduttiva. Gli elementi regolatori di tutto lo spazio sono la parete divisoria salone-pranzo in ferro nero grezzo trattato a cera, a cui si “aggrappa” un’anta in legno wenge per il guardaroba, e due porte scorrevoli a tutta altezza in metacrilato rosso a schermare la zona notte e la zona pranzo-cucina. La parete divisoria salone-pranzo è il punto di partenza della maison. Ferro nero “rugoso”, denso, si contrappone al metacrilato rosso, meno intenso, dilatato, delle porte scorrevoli.

Nel salone lo spazio viene amplificato dall’ambiente completamente chiaro. Pavimenti in teak, intonaco bianco così come le mensole dell’area libreria a tutta lunghezza con piccoli inserti in legno wenge. Un gioco di luci, mai eccessivo, illumina i volumi del living sospesi, creando un gradevole gioco volumetrico e funzionale di luci e ombre. Entrando nella zona pranzo la parete divisoria in ferro nero diventa contenitore-credenza, con le ante apribili in laminato magnetico nero ad effetto lavagna, alleggerite da fori circolari che lasciano intravedere le stoviglie al loro interno. Una studiata retro illuminazione modifica la percezione della materia che diventa leggera, diradata rispetto alla densità della parete del lato salone. Tecnico e asettico il pavimento in cemento di luna grigio, (un impasto a spessore di cemento e resina), che fa da contrappunto alla parete di fondo dell’area-pranzo trattata a smalto lucido verde acido. Il piano snack al centro, in cemento lisciato a cera, divide la cucina dall’area pranzo. Minimal design per i bagni. Di grande fascino quello più grande, con un insolito pavimento color tuorlo d’uovo, e due lavabi incassati in un piano di pietra lavica dell’Etna. Ammiccante il bagno piccolo, circa tre metri quadri, dalle pareti color sabbia, che diventa volutamente ancora più piccolo col pavimento scuro come il cioccolato fondente. C’è spazio per un sanitario, un lavabo e un’ intrigante doccia, schermata da una parete in metacrilato rosso trasparente, con due grandi bolle satinate a metà altezza. Scelti i toni tranquilli dell’avorio per gli intonaci e del parquet wenge per lo studio e per le due camere da letto. Preziosa la parete della cabina armadio, di una delle due camere, che funge da testiera. La base di legno della parete è stata trattata con cemento, rasante e cera, color tortora. Gli inserti reclinabili in wenge che diventano comodini, riconducono alla filosofia progettuale di Solazzo, quella della compressione e della dilatazione.

Testo di Rosita Romeo

Progettisti

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