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Intervento:

Laboratorio di Restauro Architettonico IV (B) Progetto di Restauro della Casa Stadio Balilla, (Ex-GIL) - Forli'

Luogo:

Bologna

Progettisti:

Progettisti Vari

Università:

Universita' degli Studi di Bologna Facolta' di Architettura "Aldo Rossi", sede di Cesena

Progetto:

Professori: Vincenzo Corvino, Giovanni Multari
Assistenti: Andrea Cavani e Andrea Zamboni
Studenti: Emanuele Amadori, Sibel Bas, Serena Bravaccini, Simone Bombardi, Davide Buda, Claudia Caligari, Marina Campidelli, Alessio Casadei, Margherita Castellani, Francesco Ceccarelli, Ambra Cicognani, Simone Cola, Chiara Curzi, Luca Dionigi, Giorgia Di Pilla, Marco Flamini, Manuele Focacci, Leonardo Foschi, Lucas Teixeira Franco, Sylwia Komorowska, Camila Barros Giacoia, Luca Landi, Giorgio Liverani, Alessandro Lontani, Elena Mambelli, Laura Mantovani, Simone Mazzotti, Marco Miscia, Valentina Montalti, Elisa Montanari, Emilio Roberto Morais, Lorenzo Nanni, Valentina Pozzi, Mattia Ravagli, Melina Silva Rocha, Elisa Santi, Emanuele Semprini, Agnese Serra, Magdalena Sikora, Andrea Sperandio, Federica Tassinari, Lisa Toni, Michele Vasumini, Valeria Veneroso, Enrico Versari, Ewa Wilmanska

Collaboratori:

Nadia Sarpieri e Luisa Scardovi

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Laboratorio e Restauro
Percorsi nuovi di ricerca alla Facolta' di Architettura Aldo Rossi di Cesena

Se le preposte istituzioni dello Stato e locali poco si sono interessate alle deprecabili condizioni di degrado in cui versa da almeno un quarto di secolo la Casa della GIL (Gioventu' Italiana del Littorio) di Forli', progettata da Cesare Valle tra il 1934 e il 1937 [cfr. Progetti Bologna 10, 2006, pp.150-153], oggi questo straordinario edificio diventa finalmente oggetto di riflessione progettuale e caso studio del Laboratorio di Restauro guidato dagli architetti Vincenzo Corvino e Giovanni Multari presso la Facolta' di Architettura di Cesena.

Un Laboratorio che, sotto la attenta guida e la eccezionale competenza professionale degli architetti che recentemente hanno realizzato il restauro del grattacielo Pirelli a Milano, intende proporre e affrontare un "percorso nuovo" come e' quello del restauro del patrimonio architettonico e ambientale moderno.

La scelta operata due anni fa dalla Facolta' di affidare un Laboratorio di Restauro a due architetti, non accademici, pur avendo una lunga esperienza di insegnamento, non specialisti del restauro, pur avendo condotto progetti che tali possono definirsi, ma professionisti con la capacita' di coniugare professione e ricerca, e' stata coraggiosa, e per certi aspetti anomala nel quadro della rigida scansione disciplinare che l'insegnamento dell'architettura ha assunto.

La sperimentazione didattica condotta da Corvino e Multari si e' rivelata straordinariamente positiva e ha prodotto risultati d'eccellenza. Lo scorso anno attraverso la scelta di un tema certamente singolare, ma proprio perciò produttivo: la trasformazione e riqualificazione dei grattacieli di Cervia, Milano Marittima e Cesenatico.

Esperienza che ha visto pubblicati i risultati di ricerca, analisi e sperimentazione progettuale condotti nel Laboratorio insieme agli esiti di una interessante indagine che ha inteso riaprire il dibattito sulla costruzione degli edifici alti nel territorio emiliano-romagnolo [cfr. A. Trentin, a cura di, Edifici alti in Emilia-Romagna, CLUEB, Bologna 2006].

Quest'anno, l'individuazione del caso studio si e' orientata verso un'opera che, come bene indicato nel programma e nei contenuti del Laboratorio, rappresenta un valore di eccezionale esemplarita'.

La Casa della GIL appartiene al contesto dell'entroterra romagnolo, rientrando a far parte di un ampio programma ideato per la ristrutturazione della citta' di Forli'; costituisce un "monumento" degli anni che precedono la Seconda Guerra Mondiale e un "modello" della cultura di quel periodo; e' testimone di un'architettura d'avanguardia, che presenta soluzioni tecniche avanzate per il periodo storico in cui e' stata realizzata e, infine, ma non ultimo per importanza, pone interrogativi radicali sul ruolo del progetto.

Ciò che il Laboratorio ha proposto e' una riflessione sull'architettura moderna e contemporanea che a partire dal riconoscimento del valore dell'edificio, allarga lo sguardo al contesto, alla citta' e al paesaggio, cercando di riconoscere e rendere espliciti il tema, gli elementi e il processo progettuale. In altre parole, sperimentare il progetto di architettura come intervento di conoscenza, permanenza e possibile cambiamento.

L'attenta valutazione storico-critica che un progetto di restauro del moderno esige, scrivono Corvino e Multari, non e' atto di "conservazione", non e' rifiuto o ritardo del nuovo, non e' opposizione all'innovazione tecnologica, e' conditio sine qua non per dare "spazio adeguato", contesto all'architettura.

Sul caso studio individuato si e' cosi' avviata una riflessione sulla tutela e la riconquista di un sistema di spazi e relazioni, che ha condotto a un ripensamento dell'intorno, considerando anche possibili ampliamenti del complesso esistente e non escludendo a priori possibili integrazioni funzionali ed espressive.

Si e' cosi' ricondotto "il progetto di restauro a un processo critico e consapevole che riconosca, oltre ad approfondimenti interni alla disciplina, approcci e valenze proprie della stessa progettazione architettonica, nella misura in cui essa stessa si riconosce appartenente a una storia e a un contesto".

Il Laboratorio di Restauro si e' avvalso inoltre del contributo del corso di Rilievo dell'Architettura, affidato nei due moduli di cui e' composto (Rilievo dell'Architettura e Rilievo Urbano e Ambientale) agli architetti Valentina Baroncini e Massimo Ballabeni, che ha fornito le conoscenze per la rappresentazione e una efficace gestione delle informazioni grafiche e documentali in relazione alla successiva definizione di un progetto di restauro.

Si e' cosi' creata una sinergia che ha consentito agli studenti di approfondire, dalla fase preliminare a quella progettuale, la conoscenza dell'oggetto di studio fin nei minimi particolari. La risposta degli studenti del Laboratorio, guidati e incoraggiati a "riflettere sul progetto di restauro di un'opera moderna che ha come sfondo comune il contesto e quella continuita' di consapevolezza e di responsabilita' che implicano il futuro del nostro ambiente e delle nostre architetture", e' stata particolarmente positiva.

Il livello qualitativo alto delle proposte progettuali presentate e l'entusiasmo, l'interesse, la passione con cui gli studenti hanno affrontato questa esperienza costituiscono un segnale evidente della efficacia di tale sperimentazione didattica. Tuttavia e' stata necessaria, per l'occasione, una selezione effettuata secondo criteri discussi e condivisi con i docenti e i tutor del Laboratorio di Restauro; una "sintesi" che si e' ritenuta rappresentativa della maturita' con cui gli studenti hanno affrontato un tema progettuale cosi' complesso.

Attendiamo quindi con estremo interesse la pubblicazione di un volume che, cosi' come nelle intenzioni degli architetti Corvino e Multari, raccolga l'insieme dei lavori svolti dagli studenti e illustri le linee guida di questa valida esperienza didattica. I problemi che essa solleva e con i quali intende confrontarsi sono indubbiamente importanti e urgenti, sia dal punto di vista disciplinare sia da quello professionale. Quale luogo migliore dove manifestarli e discuterne se non un'aula universitaria?

Elisabetta Vasumi Roveri

Progettisti

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