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Intervento:

Ristrutturazione di un appartamento

Luogo:

Roma

Progettisti:

Andrea Lupacchini

Collaboratori:

Rendering: dott. Christian Chiatante

Anno di redazione del progetto:

2005

Anno di esecuzione:

2005

Imprese esecutrici:

S.a.r. Edil Stefano Chelo (opere edili), Alberto Brandolini (opere metalliche), Ivano Scarsaletta (opere in legno)

Dati dimensionali dell'intervento:

28 mq.

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Spazialita' parallela
Un nuovo microspazio concepito per contenere molteplici prospettive ed emozioni

Linee oblique, prospettive sfuggenti e tagli di luce per trasformare un monovolume di 28 mq in una abitazione iper stylelife, ovvero dotata di comfort altamente studiati e ambienti qualificati e adatti ad ogni tipo di esigenza. Un corpus di soluzioni e relazioni integrate di sapore spaziale rende possibile tutto questo, sia a livello che fra i livelli, e rende vivo il sistema e l’ambiente attraverso scambi e sinergie fra il piano e il suo doppio in una spazialità parallela fra i due ambiti, creando una suggestione ottimale dove i vincoli oggettivi vengono modellati in un format di compenetrazioni, relazioni e sovrapposizioni. Intervenendo in un piccolo appartamento situato al piano primo con ingresso indipendente dal giardino, l’architetto Lupacchini ha realizzato il molteplice in luogo dell’unicità in un concept non convenzionale sfruttando le potenzialità offerte da una altezza pari a 3 metri dove collocare la seconda dimensione e adottando fra le due realtà, quella inferiore e quella superiore, un costante legame sinergico di natura volumetrica.

Dalla pianta originale il progettista ha eliminato le poche e insignificanti tramezzature e riconfigurato l’originario disegno planimetrico, preferendo una diversa sistemazione anche per i servizi igienici. Cambiando in maniera così radicale la logica distributiva dell’abitazione, l’attuale riqualificazione spaziale ha previsto all’ingresso il complesso spazio di cottura, ideato come angolo bar per la sua posizione dominante in costante dialogo con il soggiorno, e composto da un bancone sagomato e schermato da una mensola che nasconde il lungo piano in pietra serena della cucina in muratura con elettrodomestici a scomparsa. La cucina è integrata ad una panca con sedute apribili che introduce alla zona pranzo, arredata da un elegante tavolo estensibile di gusto squisitamente nipponico e da due serie di pensili modulari con apertura basculante, realizzati in ferro verniciato micaceo e policarbonato. Questa area, sapientemente giocata fra il pieno del bancone e il vuoto della nicchia zona pranzo, è caricata dalle suggestioni luminose create dal taglio di luce orizzontale della finestra a parete, costituita da un unico vetro fisso che si affaccia sul giardino esterno diventando uno schermo ideale ed un continuum fra interno ed esterno. Posto di fronte alla zona pranzo, il living è parzialmente ricavato sotto il soppalco in aggetto e arredato da un ampio divano letto, con libreria sullo sfondo e sovrappiano portaoggetti in legno ad altezza dello schienale. Di fronte, sotto al piano dello spazio bar, su un carrello mobile sono stati collocati gli elettrodomestici (tv, dvd, ed altri) in modo tale da essere utilizzati da tutte le postazioni dell’abitazione. Schermata dalla scala metallica con pedate di lamiera mandorlata di alluminio che ascende alla dimensione superiore, questa zona relax è in relazione con lo studio ricavato a destra dell’ingresso e posto su un piano rialzato del pavimento, pensato per i passaggi impiantistici e per una ulteriore variazione spaziale dell’ambiente.

Essenziale e obliqua, la zona lavoro ospita una postazione con computer rivolta verso il soggiorno ed agganciata, in maniera del tutto sorprendente, sotto la scala metallica. Sul fondo di questa area, a destra, si vede la completa definizione di questo ambiente con ampia armadiatura a parete realizzata in policarbonato alveolare su disegno dall’architetto. Assolutamente completo e autonomo nella dimensione giorno studiata al primo livello dell’appartamento, la dimensione altra, dedicata alla notte, si raggiunge salendo la scala/scaffale che conduce al soppalco in grigliato keller e putrelle di ferro, posto in basso rispetto al soffitto e incassato parte nel volume bagno e parte in aggetto sul livello inferiore del soggiorno. Qui è collocato il letto, protetto da due pannelli mobili in lamelle di rovere che possono essere aperti o chiusi a vasistas e alcuni impianti radianti per il riscaldamento. Posta al primo livello e nascosta dietro le molteplici e sfuggenti prospettive create, la piccola zona dei servizi igienici, contiene una serie di vani ricavati negli incastri murari, dove è stato possibile sistemare anche la lavatrice, e una parte soppalcata derivante dal penetrare della zona notte. Questo mirabile sistema strutturato in maniera totalizzante dai reciproci rapporti dialettici fra gli elementi viene definitivamente ultimato dalla libreria a nastro che si sviluppa intorno a tutti i volumi ambientali del primo livello, rappresentando, in questo complesso gioco sotteso fra concetto e materia, il trait d’union di fondo del progetto dell’architetto Lupacchini, ovvero, la chiave di lettura per leggere in maniera unica e univoca la diversità di ogni delle strutture presenti in questo appartamento. Vivo sotto ogni aspetto, anche la sistemazione degli apparecchi illuminanti, diversi da zona a zona con lampade a sospensione e pannelli retroilluminati, esalta, in questo concerto polimaterico e pluriemozionale, le peculiarità tecnico-formali della progettazione. Unico o molteplice, integrato o compenetrato, polivalente o parallelo, questo microcosmo si lascia vivere in maniera totale proprio per la sua intrigante, dinamica e indefinibile dimensione.

Testo di Francesca Pieroni

Progettisti

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