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Intervento:

Padiglione di Cardiologia e Cardiochirurgia - completamento del nuovo presidio ospedaliero clinicizzato SS. Annunziata - Chieti

Luogo:

Pescara

Progettisti:

SpA Proger

Collaboratori:

Caterina Di Zio, Umberto Iarlori, Loris Durante, Mario Bellucci, Maurizio Olla, Claudio Urbanucci

Progetto:

Onofrio Caputi, Maria Laura Morelli, Antonio D'Addario
Progetto Architettonico: Antonio D'Addario
Infrastrutture: Umberto Ricci, Francesco Calabrese
Geologia: Mario Mascarucci
Geotecnica: Marco Lombardi

Commitente:

Regione Abruzzo, ASL - Chieti

Coordinamento generale:

Onofrio Caputi, Maria Laura Morelli

Consulenti:

Sanitario: Diana Tamburi

Strutture:

Maria Angelucci, BMS progetti srl, Milano

Impianti:

Impianti termofluidici: Walter Mauro, Giuliana Rotella, Studio Massacesi
Impianti elettrici e speciali: Gabriele Patane', Studio Baldassarra

Prevenzione incendi:

Luigi Lo Muzio

Anno di redazione del progetto:

2002

Anno di esecuzione:

2006 - in corso

Direzione dei lavori:

Benito D'Armi
Assistenti: Antonio Di Paolo, Pietro Di Marco, Bruno Caputi, Giuliana Rotella

Progetto Sicurezza e Climatizzazione:

Responsabile per la sicurezza: Luca Franceschini

Dati dimensionali dell'intervento:

17.645 mq superficie complessiva; 74.676 mc volume complessivo

Costo:

34.553.032,00 Euro

Foto:

Tommy Della Frana

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Architettura al pubblico servizio
Volumi dinamici e superfici vetrate per il nuovo Dipartimento di Cardiologia e Cardiochirurgia dell'ospedale di Chieti

Il progetto per il Dipartimento di Cardiologia e Cardiochirurgia all'interno del Complesso Ospedaliero di Chieti, in localita' Colle dell'Ara, e' un nuovo importante intervento realizzato da Proger di Pescara, societa' leader in Italia e all'estero nel campo dell'ingegneria e dell'architettura. La nuova volumetria della struttura segue e ridefinisce la conformazione del corpo a "L" del preesistente edificio ospedaliero al quale si contrappone in maniera parallela.

Prevede un corpo di fabbrica di otto piani fuori terra, piu' un piano seminterrato e un piano tecnico interrato collegato al restante presidio ospedaliero da quattro collegamenti diretti posti su tre diversi livelli sfalsati. Per il progetto del Dipartimento e' stata anche realizzata una grande sala conferenze, prevista per accogliere circa trecento posti, posizionata sulla piastra, al quinto livello di accesso al dipartimento.

Il disegno "obliquo" della sala segue l'andamento in pendenza della strada che la costeggia. La progettazione ha previsto, secondo le indicazioni del programma sanitario formulato dalla Asl di Chieti, la realizzazione di quattro sale operatorie, reparti di terapia di cardiochirurgia e trapianti, ambulatori, studi di cardiologia e cardiochirurgia, servizi ambulatoriali dedicati, sale di radiologia cardiovascolare, una biblioteca, un'aula per circa sessanta posti e la gia' citata sala conferenze.

Le camere di degenza sono da a uno o due letti e vanno da un minimo di 16 mq a un massimo di 26 mq, concepiti secondo i piu' contemporanei standard di comodita' e rispettando, ovviamente, ogni requisito di igienicita' richiesto a una nuova ed efficiente struttura ospedaliera.

L'impegno piu' gravoso nella progettazione di un ospedale e' dato dalla difficolta' tecnica di prevedere e assecondare le necessita' operative; tutta la struttura ha richiesto un'analisi attenta e particolareggiata delle esigenze di un grande edificio preposto a tale funzione, attraverso lo studio dei percorsi, dell'attrezzatura tecnica, delle componenti impiantistiche e delle norme igieniche, sanitarie e di sicurezza.

E proprio in strutture di questo tipo si realizza pienamente, piu' che in altri, l'idea dell'architettura che nasce dalla funzione. Il corpo di fabbrica destinato a contenere il Dipartimento di Cardiologia e di Cardiochirurgia e la sala conferenze, e' ideato e risolto come il naturale completamento morfologico dell'esistente presidio ospedaliero.

Appare come un grande edificio di lecorbusieriana memoria con numerose e ampie superfici vetrate e con movimenti di facciata che provocano un'interruzione in quella che altrimenti sarebbe stata una prevedibile finestratura ritmica. La monoliticita' dell'edificio si dissimula agli ultimi tre livelli che contengono, tra l'altro, anche alcuni locali tecnici e una biblioteca.

La sequenza degli ambienti e i piani sovrapposti, simili a ponti di una nave, evocano l'idea di un transatlantico che riporta alla mente gli edifici legati al concetto "architettura/macchina" delle avanguardie europee degli inizi del secolo scorso.

Se si dovesse escludere l'edificio principale, la sala conferenze si definisce spazialmente come un oggetto autonomo e indipendente, a cui e' stata data una particolare attenzione nella fase progettuale, preannunciata da una profonda pensilina che fa da invito all'ingresso principale, rendendo manifesta dall'esterno la sua funzione nel volume compatto e nella copertura leggermente curva.

Una scala esterna posta tra il padiglione di Cardiochirurgia e le sale crea un passaggio/collegamento fra il livello del Pronto Soccorso e l'ingresso al CUP Per garantire una piu' visibile e facile fruizione del nuovo complesso, la progettazione ha previsto l'impiego di materiali nobili per ognuno degli spazi pubblici e di rappresentanza nonché delle finiture piu' adeguate alle esigenze tecniche per gli altri ambienti.

Gaetano Morea

Progettisti

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