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Intervento:

Laboratori didattici e aule per la Facolta' di Architettura

Luogo:

Viale Pindaro - Pescara

Progettisti:

Ludovico Micara, Antonino Di Federico

Collaboratori:

F. Arrigoni, G. D'Addario, P. Fiorentini, G. Laorenza, G. Natalizia, F. Varini

Commitente:

Universita' "G. D'Annunzio", Chieti - sede di Pescara

Strutture:

Piero D'Asdia, Raffaele Landolfo

Anno di redazione del progetto:

2003

Anno di esecuzione:

2006 - 2007

Costo:

5.599.403,43 Euro

Imprese esecutrici:

ATI con Piem SpA, G.R. Impianti srl

Dati dimensionali dell'intervento:

1.960 mq superficie totale

Caratteristiche tecniche particolari:

Copertura dei laboratori con struttura in legno lamellare e fronte in ferro e vetro

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Aule d'architettura
La scuola d'architettura del Polo Pindaro si amplia con nuove aule e laboratori

Un viale, una zona inedificata, le colline e la Majella: questo finora e' stato lo sfondo che accompagnava la vita del Campus universitario di Pescara. Due bianche torri su un lato, il profilo del nuovo Tribunale e un grande parco attrezzato sull'altro segnano i nuovi orizzonti dell'intenso rinnovamento urbano pescarese. La citta' nuova ha bisogno ovviamente anche di strutture accademiche all'altezza delle ambizioni del capoluogo.

A questa esigenza si e' risposto con l'insediamento del nuovo polo comprendente oltre al suddetto gli attuali edifici che ospitano le Facolta' di Architettura, Economia e Lingue, un laboratorio scientifico per la Facolta' di Economia, i nuovi uffici della Segreteria studenti e un futuro campus per la Facolta' di Scienze e per altre strutture universitarie e infine, il complesso comprendente le aule e i laboratori per la didattica della Facolta' di Architettura.

Un grande e articolato complesso universitario che amplia il gia' esistente verso la linea ferroviaria, quindi verso sud. L'occasione per sviluppare una nuova testata per l'accesso tra il vecchio e il nuovo campus e' fornita dalla necessita' di costruire nuove aule e laboratori didattici per la progettazione.

Il passaggio tra le due zone dell'insediamento avviene attualmente attraverso un'area, lungo il lato meridionale dei padiglioni della Facolta' di Architettura, dove la quota del terreno salta di circa tre metri. Proprio questo balzo, assieme alla particolare configurazione planimetrica del lotto, a profilo d'ala, generano il progetto, curato da Ludovico Micara e Antonino Di Federico.

Questo si inserisce nell'area d'intervento attraverso l'elemento caratterizzante di un porticato coperto che ne riprende gli allineamenti. Qui si verra' accolti uscendo dall'edificio della facolta' e si potra' restare all'aperto in un momento di pausa, indugiando sulle campiture del pavimento in acciottolato di fiume riquadrato in cemento.

Attraverso questa pensilina in vetro e legno lamellare sagomato si potra' accedere alla nuova struttura per poi, percorrendone l'intera lunghezza, uscirne al livello superiore, verso la futura mediateca del nuovo polo. Le lezioni frontali e l'assimilazione dell'arte del progetto non sono la stessa forma di didattica. La distinzione d'uso diventa percio' il fattore determinante della composizione volumetrica, pensata come sviluppo di una sequenza spaziale.

Questa comincia con il corpo d'accesso alle aule stesse, uno scrigno di cristallo sostenuto da uno scheletro di profilati d'acciaio dal quale si staglia un protettivo baldacchino dalle squillanti "ciglia" di brise soleil. Le lezioni di tipo tradizionale sono accolte in un volume stereometrico di tre piani, nel quale il travertino delle pareti, ora liscio ora a spacco di cava, intreccia una fitta dialettica con l'acciaio delle diverse scale.

Scendendo di quota ci si immergera' nel buio delle camere oscure e nell'officina modelli. Oppure in quel particolare micromondo dei laboratori di progettazione. Questo ambiente si presenta come uno spazio di 16,30 x 40,30 m, percorso da un lungo ponte-soppalco. Realizzato con una soletta nervata in cemento gettato in opera e rivestito in parquet, vi troveranno posto i tavoli da disegno.

Al di sotto verranno ospitate le discussioni seminariali e di gruppo. Le attivita' verranno organizzate in quattro nuclei di 200 mq l'uno, pavimentati in cemento levigato e individuati attraverso dei tramezzi in legno dalle estremita' vetrate che permettono di non interrompere la continuita' spaziale.

Il tutto si sviluppa sotto una complessa struttura in legno lamellare composta da spicchi di volta a botte ribassata, sui quali vanno a poggiare falde in parte di lamiera zincata al titanio e in parte a vetro, in modo da permettere un'illuminazione zenitale. Lezioni e laboratori non sono la stessa cosa, certo, e finora in Italia ce lo ricordava soprattutto il campus di Roma Tre.

Parte di una stessa formazione, esse preconfigurano pero' in qualche modo due momenti salienti dell'attivita' di un architetto: la concezione e il progetto. Cosi' distinti e cosi' integrati, questi corpi sono stati progettati pensando anche nel minimo dettaglio alle diverse fasi della vita di uno studente di architettura. Che potra' cosi' afferrare, forse, lo spirito del suo futuro mestiere.

Flavio Venturelli

Progettisti

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