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Intervento:

Ampliamento campus Universita' "G. D'Annunzio", sede di Pescara - uffici di Segreteria

Luogo:

Pescara

Progettisti:

Carmine Carlo Falasca, Antonino Di Federico

Collaboratori:

Marcello Turrini, Luca Granarelli, Fabrizio Verrigni

Commitente:

Universita' "G. D'Annunzio", Chieti - sede di Pescara

Anno di redazione del progetto:

2002

Anno di esecuzione:

In corso

Costo:

2.299.079,00 Euro

Dati dimensionali dell'intervento:

1.050 mq superficie totale; 4.350 mc volume complessivo

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Architettura con le ali
Copertura ad ali di gabbiano e vetro strutturale nel progetto in corso d'opera per le Nuove Segreterie del campus universitario di Pescara

L'edificio per le Nuove Segreterie dell'Universita' degli studi "Gabriele D'Annunzio" di Pescara sorge all'estremita' del nuovo campus Pindaro, un sistema articolato di nuovi edifici e spazi relazionati da un percorso pedonale che, alle spalle dell'edificio di via Pindaro, collega i due piazzali di ingresso e conduce alle diverse quote d'accesso delle aule e dei laboratori.

Lo sviluppo urbano di questa zona, soprattutto in seguito al riassetto viario previsto dalla variante al PRG, e in particolare lungo il lato sud, prospiciente la nuova strada-parco, sta generando un luogo urbano soggetto a forze d'attrito e di tensione tra il campus e la citta'.

Il professore Carmine Carlo Falasca e l'architetto Antonino Di Federico assumono questo campo di forze quale matrice generatrice del progetto e propongono un edificio capace di relazionarsi tanto con la citta' quanto con il campus universitario esistente. L'elemento piu' interessante dell'intera composizione e' certamente la grande copertura metallica a forma di ali di gabbiano.

Le due falde in lega di zinco e titanio, sorrette da cinque setti in cemento armato a geometria variabile, si raccordano fino ad assumere una conformazione a falda unica. Sotto la grande copertura una serie di volumi e di piani definiscono i vari elementi funzionali e formali dell'edificio: tre gusci lignei che volgono le spalle alla strada e si aprono verso il piazzale dissolvendosi progressivamente, fino a ridursi a puro ordito strutturale nella sala destinata al pubblico della segreteria.

Nello sviluppo longitudinale si inscrive un quarto guscio quadrangolare, opaco sui tre lati esterni ed emergente per un solo piano fuori terra, che si distacca con una lieve rotazione concludendo di fatto la grande vetrata e fungendo da elemento di proiezione sulla citta'. L'ordine compositivo che ne risulta e' estremamente rigido e riflette alla perfezione la funzione specifica di ogni singolo spazio.

La grande sala, fortemente relazionata alla piazza esterna, si presenta come un continuum spaziale avvolgente, solcato longitudinalmente dal piano del lungo ballatoio che serve gli spazi destinati al personale interno, adeguatamente ripartiti e schermati e che termina sul terrazzo praticabile del guscio ruotato. Al di sotto si sviluppa, per tutta la lunghezza, la linea degli sportelli mentre gli elementi di risalita verticale e i blocchi dei servizi igienici interrompono questa continuita'.

Alcuni di questi blocchi protendono verso l'esterno accogliendo i sistemi d'informazione automatizzati destinati agli studenti del campus. Lo spazio esterno della piazza, in parte coperta dall'aggetto della copertura metallica, costituisce il punto di arrivo per chi riemerge dalla percorrenza del percorso pedonale est-ovest di distribuzione alle altre strutture universitarie del campus.

Nel piano interrato sono stati previsti un deposito-archivio e tutta una serie di vani tecnici per gli impianti. La scelta dei materiali e' dettata dalla volonta' di realizzare un oggetto estremamente leggero, quasi immateriale: vetro per tutta l‘altezza utile delle chiusure verticali del fronte sulla piazza, lamiera zincata per la finitura interna ed esterna dei gusci e per l'intradosso della copertura, lamiera in lega di zinco e titanio per l'estradosso della copertura.

L'accostamento di questi materiali, nelle intenzioni dei progettisti, e' stato condotto con l'obiettivo di conseguire la massima "sdelimitizzazione" dello spazio costruito e per dare esplicitazione a quell'integrazione tra interno ed esterno che e' nelle potenzialita' delle risorse oggi disponibili e che e' fortemente espressivo dello spirito del nostro tempo.

Alessandro Beato

Progettisti

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