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Intervento:

Masterplan e progetto preliminare del "Villaggio Olimpico" per i Giochi del Mediterraneo 2009 Studio di fattibilitą economico, finanziaria, amministrativa e tecnico urbanistica

Luogo:

Chieti

Progettisti:

ABDR Architetti Associati

Progetto:

Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri, Filippo Raimondo

Collaboratori:

Collaboratori: Antonella Antonilli, Massimo Severo Barbera, Camilla Calviello, Alessandro Ciocci, Angela De Vita, Julia Forte, Arianna Francioni, Antonio Giglio, Massimo Manfredini, Maria Vittoria Manghera, Paola Mencacci, Marta Petacco, Vittorio Petrini, Stefano Pieretti, Gijs Pyckevet, Rocco Smaldone, Ilaria Soreca, Elisa Trapani

Commitente:

Villaggio Mediterraneo

Anno di redazione del progetto:

Gennaio 2007

Anno di esecuzione:

Inizio dei lavori: Aprile 2007; Fine dei lavori: gennaio 2009

Dati dimensionali dell'intervento:

250.000 mq superficie utile; 249 mc cubatura

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Chieti 2009
Uffici, residenze, centro congressi e polo multifunzionale nel masterplan del progetto preliminare del Villaggio del Mediterraneo

Chieti, 1986: nasce la visione di un "campus tra i campi", tra pianura e collina, nucleo storico, paesaggio rurale e frammenti di periferia. Chieti, 2006: quell'intuizione e' oggi una realta' piu' che consolidata, spazio di relazione tra studenti e docenti, tra accademia e citta'. Per portarla davvero a compimento manca solo un tassello, quello delle residenze per gli studenti.

Chi conosce questo campus sa che si tratta di un'assenza che lo accompagna da sempre. E' una storia nella storia che risale ai suoi piu' lontani primordi, a un leggendario progetto incompiuto di Giorgio Grassi. Allora l'architettura era in cerca di se stessa, si interrogava sulla possibilita' di tornare a costruire ancora una citta' sulle ceneri della modernita'.

Altre sono oggi le parole d'ordine: project financing, Giochi del Mediterraneo, Pescara 2009. Il nesso tra l'universita' e l'evento sportivo internazionale e' semplice da spiegare. E' proprio nel capoluogo teatino infatti, a una decina di chilometri dagli impianti dove si svolgeranno i Giochi, che sorgera' il Villaggio degli Atleti. In seguito verranno gli studenti, dandogli parte della sua destinazione definitiva.

Non a caso il nuovo complesso viene realizzato esattamente di fronte a quello universitario. Se ci si avvicina a Chieti lungo l'autostrada, si costeggia una vallata di campi coltivati che scende proprio parallelamente al tracciato stradale per risalire poi fino al limitare, appunto, dell'universita' e dell'ospedale.

Sullo sfondo il profilo della Majella, tutt'intorno invece una serie indefinita di insediamenti residenziali e produttivi, agglomerati in parte lungo la direttiva per la costa oppure sparsi a manciate sul tessuto dei poderi. Scendendo lungo il pendio della vallata, la cittadella accademica valichera' il suo confine "naturale" di via Vestini, la strada che lo collegava alla citta' storica, e penetrera' in quello che finora ne era stato il suo orizzonte visivo.

E' da una simile prospettiva che si comprende immediatamente come questo progetto intenda ridefinire il fronte nord del campus. L'impianto si basa infatti su una sequenza lineare di dieci torri, richiamo pressoche' obbligato e ingigantito, alla tipologia che Barbieri, Del Bo, Manzo e Mennella avevano scelto nel delimitare, piu' a monte, il lato meridionale dell'insediamento.

Questi ultimi lasciavano istituire alle loro volumetrie una serie quasi infinita di assi visivi. Alle spalle delle nuove, alte volumetrie sorgera' invece un lungo monumentale boulevard sul quale si affacceranno anche l'auditorium progettato da Carmen Andriani e il Polo multifunzionale, affidato in continuita' storica a Giuseppe Barbieri.

Queste strutture pubbliche provvedono a filtrare il passaggio tra il nucleo gia' esistente e il Villaggio, il cui accesso vero e proprio si colloca al principio del nuovo viale. Nel 2009 il complesso sara' in grado di ospitare 5000 atleti nella totalita' degli edifici realizzati. In seguito, gli studenti abiteranno in due torri affiancate, facilmente riconoscibili grazie al coloratissimo raster dei suoi affacci.

Estremamente sobria, al contrario, si presenta la matrice di solchi che si innestano sul profilo stereometrico delle volumetrie che andranno a ospitare servizi e uffici per quasi due terzi della cubatura realizzata. Il resto e' destinato invece alla residenza, raggruppata in parte in tre torri i cui prospetti richiamano l'idea di una matrice di setti chiusi e aperture variabili, dalla fessura al doppio affaccio.

Il complesso di duecentocinquantamila metri quadri di superficie, di cui trentatremila a verde, e' stato finanziato da risorse private e firmato dagli ABDR Architetti Associati, studio in cui opera Paolo Desideri, uno dei "professori-progettisti" dell'ateneo abruzzese che con questo intervento, cui ha dato il via, si consacra definitivamente nel ruolo di urban promoter.

Flavio Venturelli

Progettisti

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Disegni e rendering