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Intervento:

Progetto per case lungo il fiume Pescara

Luogo:

Pescara

Progettisti:

Studio Giovanni Vaccarini & Associati

Progetto:

Giovanni Vaccarini

Collaboratori:

Danilo Romani, Laura Pistacchini, Luigina D'Emilia, Andrea Bol

Commitente:

Europan7 Comune di Pescara

Anno di redazione del progetto:

2002

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Aggregazioni architettoniche
Come case sugli alberi in armonia con l'ambiente. Questa la proposta per gli spazi Europan7 a Pescara

Mentre proseguiva la riflessione su degli interventi puntuali, nel 2003 si presenta la possibilita' per Giovanni Vaccarini di riprogettare un intero brano di territorio. L'occasione e' offerta dalla scelta del comitato organizzatore di Europan7 di inserire tra i temi di concorso una lunga area verde del tratto urbano del fiume Pescara. Si tratta di un ambito di 10 ettari ingabbiato tra i nastri dell'asse attrezzato Chieti-Pescara.

Nella dimensione locale costituisce il confine di una zona altamente critica dal punto di vista sociale e urbanistico, oggetto di un'intensa azione di rigenerazione attraverso il progetto europeo Urban II. Le rovine di un inceneritore e di uno svincolo segnano l'ingresso a valle dell'area. Un'altra volumetria importante ne definisce uno dei margini, quella del cementificio e della sua zona di pertinenza, che costituisce la vera e propria area di progetto.

Per il resto, questa rimane nascosta da due viadotti che ne stringono le sponde, in parte abbandonata e in parte sfruttata. Praticamente senza essere percepito, il fiume si insinua nella citta' come una spina che tronca in due cio' che e' stato riunificato per far nascere amministrativamente il giovane capoluogo.

La richiesta di Europan era quella di immaginare intanto quali caratteristiche dovesse avere una "citta' della musica" di due ettari per poter riuscire a riconnettere le due meta' di Pescara, ricompattare il tessuto urbano e integrare il fiume con la sua citta'. L'architettura doveva definire una tipologia residenziale di possibile "casa nel parco". Anche in questo caso il progetto parte da una riduzione degli aspetti del reale alla loro essenza. Si tratta di reinventare un brano di paesaggio.

E cos'e' un paesaggio per Vaccarini? Un sistema di segni, di tracce sul suolo. Ecco allora che la piana del Pescara comincia ad addensarsi, incavarsi, ed emergere tra dislivelli e sovrapposizioni di placche tettoniche. Ciascuna piega di questo nuovo terreno, con la sua particolare conformazione, offre riparo alle differenti attivita' di un parco musicale.

Questa struttura ambientale offre diversi gradi di flessibilita' nell'uso, dalla sala al chiuso all'auditorium all'aperto per grandi spettacoli. Il pullulare di eventi e il fluire di persone, suoni e idee che andrebbero a innervarsi nella nuova piastra troverebbero un sistema di riferimento nel sistema di segni che si andrebbero a rilevare in questo ambiente.

Si tratta di elementi che altro non sono se non le abitazioni piu' o meno temporanee delle persone coinvolte nelle produzioni artistiche del parco. Come alberi, sarebbero composte da un fascio portante, dei tronchi fatti anche di impianti tecnici, collegamenti e cablaggi. Su queste si innestano, letteralmente, delle piastre e dei box che andrebbero a ospitare le differenti zone delle singole abitazioni.

Non stanze, non ambienti: supporti fissi pronti a essere variabilmente modulati a seconda degli abitanti. E' in questa dinamicita' evolutiva, piuttosto che nella suggestione formale, che va rintracciata la metafora vegetale della ricerca tipologica del progetto. I concorsi, si sa, non offrono mai certezze. La vittoria non e' andata a Giovanni Vaccarini.

Ma che cosa resta di questa esperienza? La possibilita', per chi confronta tre progetti così diversi per programma funzionale e scala d'intervento, di riuscire a individuare forse alcune costanti nel suo pensiero progettuale, quali l'aggregazione di nuclei essenziali, l'implementazione di superfici fino a renderle spazi, la tensione tra temporaneo e fisso, nonche' l'incessante riferimento al territorio e alla ricerca delle qualita' sensibili di un sito.

Esse consentono a Giovanni Vaccarini di proiettare la sua matrice culturale nella dimensione dell'Adriatico. Orizzonti e radici che, lo testimoniano gli studi tra l'Abruzzo e il Canada, costituiscono i riferimenti permanenti del suo agire.

Flavio Venturelli

Progettisti

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