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Intervento:

Chiesa di Sant'Alessio

Luogo:

Ospedale civile San Salvatore - L'Aquila

Progettisti:

Vincenzo de Masi, Giampiero Duronio

Commitente:

Comitato per la costruzione della chiesa dell'Ospedale civile di L'Aquila

Progetto di Illuminotecnica:

Stefania Galanti

Strutture:

Giulio Cesare Lico

Impianti:

Impianto elettrico: Emidio Liberatore

Anno di redazione del progetto:

2000

Anno di esecuzione:

2003 - 2004

Costo:

420.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

Armido Frezza

Foto:

Giampiero Duronio

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Geometrie religiose
L'intersezione tra setti e volumi puri valorizzati dalla luce segna l'identita' di uno spazio di meditazione

All'interno del polo sanitario de L'Aquila e' stata recentemente realizzata la chiesa di Sant'Agostino su progetto degli architetti Giampiero Duronio e Vincenzo de Masi. La struttura religiosa s'inserisce all'interno di un contesto pressoche' anonimo. Circondata dai padiglioni del nosocomio abruzzese, realizzato a partire dai primi anni Sessanta, la chiesa si pone come un oggetto fortemente autonomo e svincolato dall'ambiente circostante.

L'edificio presenta una scansione orizzontale: il pronao, la navata, il transetto, il presbiterio e quindi l'altare, elementi questi caratteristici dell'architettura religiosa cristiana, e quindi assunti come prioritari nel processo di progettazione. La loro organizzazione spaziale ricalca il senso del percorso liturgico, mentre il piano di calpestio, leggermente inclinato in direzione dell'altare, fa risultare quest'ultimo il centro focale verso il quale far convergere l'attenzione di tutta l'assemblea.

Il pronao, cosi' come nei templi greci e romani, e' il prolungamento dei muri laterali della cella, sul fronte esterno una pensilina sovrasta l'ingresso: un'apertura stretta e verticale di grande impatto nell'insieme della facciata principale. L'aula e' concepita come uno spazio diafano, dalla penombra del pronao si passa alla vastita' ritmata e contenuta dell'unica navata illuminata lateralmente da quattro profonde vetrate chiuse tra i setti e scandita, sul lato opposto, dalla fila dei pilastri d'acciaio colorati d'azzurro.

Anche la copertura, curva e leggermente inclinata a convogliare l'attenzione sull'altare, e' come sospesa grazie alle due lunghe lame di luce artificiale che corrono longitudinalmente per tutta la lunghezza e s'interrompono in corrispondenza del transetto, dove lo spazio, questa volta dilatato in altezza, e' investito dalla luce proveniente dalle ampie vetrate laterali.

Lo spazio dell'altare, dalla perfetta geometria euclidea, e' sormontato da un tronco di cono che conduce un fascio di luce direttamente sull'altare, luogo fisico, dove da due millenni si ripete, ogni volta, il mistero dell'Eucarestia.

La modulazione della luce e' dunque uno dei piu' forti temi affrontati nella progettazione di questa chiesa; la scelta del colore bianco, sia negli interni che negli esterni, esalta la purezza delle superfici e delle linee usate nella composizione, facendo perdere e dissolvere la materialita' della costruzione. Lo sguardo riesce a penetrare nelle grandi vetrate della navata e del transetto, infrangendo il limite tra esterno e interno.

I fronti sono estremamente dinamici, formati da molteplici piani verticali che s'intersecano generando dei nodi complessi. Sul lato sinistro della chiesa una parete curva, tagliata da un grande bow-window in cristallo, accogliera' una rampa, che in futuro, consentira' di accedere alla chiesa direttamente dall'ospedale attraverso un passaggio sopraelevato; lateralmente all'altare trova invece collocazione la sacrestia.

Dal punto di vista costruttivo l'edificio e' costituito da setti in calcestruzzo armato e da travi-parete che sorreggono sia la volta metallica della navata che le solette di copertura. Lo spazio interno mantiene un estremo rigore formale, i materiali sono la resina per le pavimentazioni, l'intonaco, il vetro per gli infissi e l'acciaio per le colonne, dipinte dello stesso azzurro della pavimentazione.

Le apparecchiature illuminanti sono discrete, quasi impercettibili, ma in grado di sottolineare efficacemente la composizione volumetrica della chiesa. In questo intervento vale la pena sottolineare il grande impegno dei progettisti per realizzare uno spazio in cui le esigenze spirituali si coniugano impeccabilmente con quelle architettoniche.

Alessandro Beato

Progettisti

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