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Intervento:

configurazione architettonica e allestimento della mostra "Attraverso lo specchio. Storia, inganni e verita' di uno strumento di conoscenza"

Luogo:

Museo Archeologico La Civitella - Chieti

Progettisti:

Lucio Rosato

Progetto:

Illuminotecnico: Ernani Paterra;
Ambientazioni sonore: Paolo Rosato

Commitente:

Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo

Direzione dei lavori:

Lucio Rosato;
Direzione Scientifica: Adele Campanelli e Maria Paola Pennetta

Organizzazione generale:

Promopolis

Date:

dicembre 2003 - maggio 2004

Imprese esecutrici:

IN SCENA di Gabriele Cozzolino

Allestimento:

Domenico Bencivenga, Osvaldo Corneli, Franca D'Aloisio, Walter Ragni Restauri: Rossella Calanca, Franca D'Aloisio;
Installazione luci: Claudio D'Orazio;
Apparato informativo: WPS srl Roma

Anno di redazione del progetto:

2003

Materiali:

struttura mista in ferro e legno, specchio acrilico, pvc, plexiglas

Dati dimensionali dell'intervento:

265 mq sala mostre; monolite: 62.40 mq superficie, 162.24 mc

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Tagli di ricerca
Uno scenografico parallelepipedo con pareti

Lo specchio, da sempre intrinsecamente malizioso, gioca con la realta', la riflette, la esibisce, la spoglia senza alcun pudore. Questo intrigante oggetto di uso quotidiano, carico di significati simbolici, magici, storici e scientifici e' al centro della mostra "Attraverso lo specchio.

Storia, inganni e verita' di uno strumento di conoscenza" ospitata nell'altrettanto singolare complesso archeologico La Civitella, nel cuore del vecchio quartiere, sorto sull'antico impianto romano. Questo spazio contenitore crea l'atmosfera giusta per iniziare il percorso espositivo del gioco di specchi, grazie all'allestimento di grande suggestione curato da Lucio Rosato.

La struttura monolitica rivestita esternamente da uno specchio in materiale sintetico supportato, riflette la luce della sala mostre illuminata a giorno e abbaglia il visitatore con una scarica di raggi che lo specchio moltiplica in ogni direzione, e solo attraverso un sistema di fessure misurate sulla parete (di logica casualita' apparente), riesce a far vedere dentro la luce bianca, e invita a ripararsi al suo interno per intraprendere il percorso dell'attraversamento e della conoscenza.

Il lungo parallelepipedo a sezione quadrata e' formato da dieci moduli cubici di m 2,40 di lato strutturati in ferro tubolare rivestito internamente in multistrato e pvc. Ogni modulo e' dedicato alla percezione di ogni singolo specchio che racconta la propria vita.

I tanti riferimenti storico-artistici cosi' come le evocazioni magiche o le riletture in chiave psicanalitica si susseguono coinvolgendo il visitatore in un percorso iniziatico, che rispecchia gli infiniti riflessi di un'immagine, anche la propria tra sorpresa e coscienza.

All'interno, come meteore sospese, la successione dei nove specchi ancorati tra terra e cielo da tiranti in acciaio, parlano e raccontano di tempi, contesti e mondi diversi, circondati da pareti dalle tenui tonalita' del bianco, dei grigi e dei cromatismi accennati.

La mostra non e' solo una mostra antologica di specchi, ma una mostra sui significati dello specchio, sulle valenze che diverse culture hanno attribuito a questo oggetto.

Il monolite-contenitore, funge da ponte che lega insieme corpo, spazio e tempo, e riesce a far dialogare la parte esterna legata al lato piu' disorientante, spirituale ed enigmatico dello specchio e la parte interna che fa riposare gli occhi e accompagna la mente, facendoci tornare con i piedi per terra, per riuscire a focalizzare l'attenzione sull'aura che ogni specchio con la sua presenza emana, permettendo una lettura didattica, scientifica, letteraria ed emozionale di una storia che l‘uomo ha segnato attraverso lo specchio.

L'impronta di luce reale si sovrappone alla luce di proiezione di un uomo che si mette in discussione ricercando un provvisorio equilibrio dettato dal suo modo di percepire questo cocktail di sensazioni visive. L'allestimento, di sicuro coinvolgimento sensoriale, esprime perfettamente il concept di Lucio Rosato, che riesce ad amalgamare forma e contenuto con ingredienti che si contendono l'attenzione ma che si riconducono in un equilibrio.

Equilibrio che si attua nel rincorrersi di immagini riflesse che si ricongiungono nell'asse di una rotazione a 360 gradi. Equilibrio da sempre ricercato ancestralmente dall'uomo, la cui ricerca va indagata, poiche' puo' essere minata da diversi fattori, non ultimo, dal senso della vista, come per lo sfortunato Narciso che nel tentativo di raggiungere la figura perfetta, riflessa nel magico specchio d'acqua, perde la vita tragicamente.

Equilibrio che ci lascia il dubbio dell'essenza della realta', che e' vera forse solo nel suo riflesso, testimone di noi, come del nostro passaggio, costringendoci a un altro tipo di riflessione che e' riflessione di se stessi.

Raffaella Ballarini

Progettisti

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