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Intervento:

Sistemazione di piazza dell'Emigrante e realizzazione del Monumento ai Caduti

Luogo:

Salle (PE)

Progettisti:

Antonio D'Addario, Marco Della Torre

Ideatore:

Artistico: Enrico Della Torre

Engineering:

Gabriele Di Pierdomenico

Commitente:

Comune di Salle (PE)

Anno di esecuzione:

2003

Imprese esecutrici:

Persico Ernesto

Fornitori:

Palumbo Marmi

Foto:

Tommy Della Frana

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Tracce urbane
Arte e architettura nel progetto per la sistemazione di una piazza nel comune di Salle

Due pareti angolate e triangolari composte da blocchi di pietra messe una accanto all'altra in maniera tale da apparire frontalmente una piramide: questi sono i semplici elementi che compongono il monumento "Ai nostri Caduti per la Pace", disegnato dall'artista milanese Enrico Della Torre con la collaborazione del figlio Marco Della Torre, e collocato all'interno della sistemazione di piazza dell'Emigrante del comune di Salle, realizzata da Antonio D'Addario.

L'intervento rientra nel piano di sistemazione urbana che il Comune, di fondazione fascista e risalente agli anni Trenta, ha intrapreso negli anni 2002-2003 progettando il ripristino di piccole piazze pubbliche, di fontane esistenti e il recupero del patrimonio comunale in stato di degrado.

Quello di piazza dell'Emigrante, localizzata a ridosso del Municipio, e' un intervento realizzato con la demolizione di una strada esistente per ricavare uno spazio verde dove installare una nuova fontana sulla facciata del municipio e collocare il Monumento ai Caduti. Travertino con taglio a filo sega o bocciardato e pietra locale grezza con copertina in travertino sono i materiali utilizzati, rispettivamente, per pavimentazione e struttura della fontana e muretti di delimitazione della piazza.

E se un disegno rigoroso e "funzionale" che ricorda le tradizionali fontane abruzzesi - ovvero quelle con la parte centrale della vasca chiusa da una lastra di pietra dove appoggiare brocche e recipienti in corrispondenza del taglio da dove sgorga l'acqua - caratterizza il nuovo impianto della sorgente, due elementi "minimalisti" ma con importanti riferimenti figurativi che spaziano dalla storia dell'arte all'architettura, segnano l'opera d'arte come vero fulcro ideale dell'intervento.

La forma, la geometria e quel profilo sagomato conservano memoria di tutta una serie di riferimenti immediati (la piramide e la montagna ad esempio), esprimendo comunque "altro", un qualcosa di estremamente intimo, soggettivo, un valore del tutto personale che diventa corale nella sua epifania. Ma nessuna lettura critica puo' essere piu' idonea alla comprensione dell'origine di questo segno, come il brano che l'artista ha scritto al figlio il 26 marzo 2002.

"Caro Marco, mi sono dedicato al lavoro. Al primo momento, all'idea di fare una scultura, volevo rinunciare. Non sono uno scultore. I problemi intorno alla pittura sono già tanti. Figurarsi alla scultura. Bisognerebbe avere un'esperienza di anni (Brancusi ci metterebbe degli anni). E poi il lavoro degli scalpellini andrebbe seguito. Ho risolto, se ti va bene, traendo un particolare di una mia pittura facendolo diventare architettura.

Dalla tav. 67 nel mio catalogo Skira troverai una piramide. Puoi rifarla in pietra. Come vedi dalla piantina che qui allego l'ho piegata, la prima parte frastagliata frontale, la seconda diretta verso l'ingresso del Municipio. Elabora al computer la mia parte pittorica e riportala fedelmente, almeno la parte frastagliata. Io l'ho rifatta a occhio. Se ti sembra troppo larga in basso puoi modificarla.

Userei il marmo bianco liscio (quello che mi hai portato). La cuspide della piramide la farei in un marmo piu' caldo. [...] Pero' questa parte dovrebbe essere in un unico blocco piegato per poter reggere la parte sinistra. Ho diviso il monumento (non mi sento di chiamarla scultura per il rispetto che ho per gli scultori) in blocchi sulle linee orizzontali e verticali. [...] Ho messo delle scritte, per giustificare l'opera verso i cittadini e il pubblico, che vorrei in acciaio.

[...] Per il testo senti il sindaco. Non la scritta 'Ai nostri caduti in guerra', ma semplicemente 'Ai nostri caduti per la pace'. Cosi' si hanno due monumenti in uno: la parte sinistra frastagliata-rotta che ricorda il dolore della morte; la parte destra il triangolo incontaminato che vuole significare la pace. Il sacrificio e' servito per la pace. Ora vedi tu. Elabora come meglio credi o rifai tutto tu, che hai molto gusto. Questa soluzione mi rende tranquillo se vuoi che ci sia un mio segno".

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