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Luogo:

Roma

Progettisti:

Progettista Varie

Foto:

Franco Panzini

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Identita' e limite
West 8 e un tappeto verde volante tra le epoche storiche

Quando Traiano fece costruire la sua famosa colonna, innalzata, nel Foro romano, in una corte aperta tra la biblioteca Greca e quella Latina, invento' una sorta di fantastico paesaggio lineare.

La narrazione delle campagne condotte dall'imperatore si svolge - e si avvolge - come un nastro sulla superficie della colonna; i rilievi che si susseguono, generano una fascia contenente una sequenza di diversi paesaggi, volta ad evocare le molteplici regioni attraverso le quali Traiano era passato, durante le due campagne di conquista contro i Daci nella penisola dei Balcani.

Elementi precisi ricordano e rendono riconoscibili le regioni percorse: il porto di Ancona, il mare Adriatico, il fiume Danubio, i boschi e le citta' dei Balcani. Ma i diversi siti non sono raffigurati in quadri separati; a mostrare come tutti gli eventi raccontati e i luoghi attraversati facciano parte di uno stesso scenario eroico, le scene formano una sequenza ininterrotta, che connette diversi eventi, luoghi, momenti storici.

Un analogo concetto di paesaggio lineare, creato per congiungere idealmente diverse esperienze ed epoche, puo' essere riconosciuto nell'intervento di West 8 in occasione della mostra Wonder Holland, tenutasi a Roma e ospitata dai Mercati di Traiano . Nello spazio monumentale conchiuso, che fronteggia l'impressionante architettura dei Mercati Traianei, West 8 ha creato una lunga striscia di verde, un prato lievemente soprelevato rispetto al livello del terreno, e contenuta da fasce di metallo lucente.

Con la sua figura fortemente regolare e il suo andamento longitudinale, questa riga erbosa evoca il tracciato del portico ormai scomparso che, costruito tra la Basilica Ulpia e il Foro di Augusto, racchiudeva la piazza semicircolare posta di fronte alla struttura dei mercati. Il tappeto verde realizzato dal gruppo olandese soddisfa il modello del portico originario: un lungo percorso rettilineo che creava una relazione spaziale tra una serie di luoghi pubblici - la Basilica, i Mercati, il Foro di Augusto.

Nello stesso tempo, suggerisce il passaggio pedonale che si eleva al di sopra del sito archeologico: un percorso scenico, che conduce il visitatore contemporaneo attraverso una sequenza di frammenti della Roma imperiale. La fascia di prato si erige come un palco verde, un livello intermedio tra la citta' antica sottostante e quella moderna, cresciuta ad una quota superiore, segna un orizzonte e un limite tra le rovine del paesaggio urbano originario e quello contemporaneo.

Ma questo confine e', in realta', indefinito e labile; frammenti dell'antico passato emergono da fessure, da improvvisi vuoti aperti nel tessuto cittadino contemporaneo, attraverso cui la superficie storica sulla quale e' costruito si rivela e si lascia, indifferente, spiare. Parimenti, dalla lama verde ideata da Adriaan Geuze, affiorano brandelli delle epoche imperiali.

La banda di erba si rompe, si modifica e si adatta allo spazio antico che la accoglie, per lasciare che il paesaggio originario si mostri: rocce e elementi marmorei - le rovine dell'impero romano caduto - disseminati sulla piazza dei Mercati Traianei, si affacciano dalle aperture circolari che frantumano la geometria del rettangolo di verde per contenere e proteggere le tracce del passato.

Da questo punto di vista, l'istallazione di West 8 e' un tentativo di ripensare i confini tra la citta' storica e quella contemporanea, di trovare e proporre una nuova identita' - seppure temporanea e giocosa - al tessuto storico che l'ha perduta e, contemporaneamente, a quello contemporaneo, caratterizzato da molteplici forme di identita', volubili, fittizie, indefinite e tuttavia in continuo mutamento.

Il risultato e' un assemblaggio poetico di momenti del paesaggio storico e di quello attuale, un tappeto verde, volante, tra la citta' di epoca romana e quella contemporanea, che Geuze definisce come una "vibrante, vasta foresta (…) senza confini, in cui lo spazio e' sovranizzato dal movimento, dal tempo e dai media (…) in cui nuovi programmi contrastano con i frammenti archeologici" .

Questo viaggio attraverso le epoche che West 8 propone, avviene attraverso una strada ideale, una lama verde che non si puo' percorrere, ma che configura uno spazio pubblico di rinnovato carisma; una commistione di passato e futuro, che si congiungono, si riannodano, si sorridono ironicamente.

Bianca Maria Rinaldi

Progettisti

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