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Intervento:

Progetto di Hospice, centro residenziale di cure palliative

Luogo:

Bitonto (BA)

Progettisti:

Castellaneta Michele Studio tecnico di ingegneria

Collaboratori:

Aldo Ancona, Mariagrazia Stellacci, Sabina Pice, Maria Luisa Sgaramella

Commitente:

Fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano

Commitente:

Fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano

Anno di redazione del progetto:

2002-2003

Progetto:

Architettonico:
Michele Castellaneta

Anno di esecuzione:

2005-2007

Costo:

7.623.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

Impresa Dec

Dati dimensionali dell'intervento:

6.000 mq superficie coperta

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Forme che curano
Composizione di setti curvilinei per un edificio dedicato alla cura e all'assistenza del malato

Spesso confrontarsi con la realta' significa accettare condizioni al contorno che rischiano di sacrificare ogni interesse architettonico a favore delle necessita' tecnologiche e normative. Nel caso del centro residenziale e di cura sorto all'interno della fondazione Opera Santi Medici Cosma e Damiano di Bitonto entrano in gioco delle variabili emotive, legate ad aspetti assolutamente piu' umani. Proprio perche' mortale, l'uomo si ammala e la malattia e' dunque parte della vita.

L'ospedale e' il luogo dove vita e morte si incontrano, e' un luogo dove la sofferenza del malato puo' essere accresciuta dal senso di spavento dato dall'abitare uno spazio estraneo e ignoto. Nel progettare ospedali bisogna partire dal malato, porre al centro di tutto la sua sofferenza, la sua speranza. L'importanza di una struttura innovativa che basa il modello di cura sulla medicina palliativa pone la massima attenzione a tutti quegli aspetti psicologici e percettivi che il malato assorbe durante la sua degenza nella struttura.

L'impianto, progettato dall'ingegnere Michele Castellaneta, e' una esplicita traduzione spaziale del programma funzionale che concede comunque alla "venustas" un'architettura sobria, non ossessionata dall'estetica ma assolutamente moderna. Nei suoi cinque piani l'organismo architettonico, un monoblocco a direttrice curvilinea, puo' ospitare fino a trenta malati, e relativi familiari.

Al piano interrato e' stato realizzato un parcheggio riservato al personale oltre ad alcuni vani impiantistici, mentre, al piano seminterrato, sono localizzati alcuni ambulatori medici, uffici amministrativi, una lavanderia, servizi igienici, spogliatoi e locali per il personale oltre alle cinque camere mortuarie ricollegate al livello esterno mediante una rampa. Nel piano rialzato trovano posto la portineria e l'accettazione, altri ambulatori medici con relative sale d'attesa, la farmacia, la cucina, un bar, una piccola cappella con la sagrestia, una biblioteca e diversi uffici amministrativi oltre ovviamente ai servizi igienici per il personale e per i visitatori.

Infine nei due restanti piani sono dislocate le trenta camere per la degenza dotate di propri servizi igienici e piccoli terrazzi esterni. Nelle camere si e' cercato di ricostruire quello che e' l'habitat domestico. Sono cosi' stati previsti arredi colorati, un divano letto per ospitare i familiari del malato, permettendo a questi di poterlo assistere durante il percorso di cura. L'attenzione posta nell'arredamento della stanza denota la volonta' di limitare la sensazione di estraneita' percepita dal malato che qui dovra' soggiornare. In ciascuno di questi due piani sono state inoltre realizzate delle cucine, sempre destinate ai familiari dei malati, oltre ai servizi igienici e a speciali bagni per i pazienti non autosufficienti.

L'immagine esterna dell'edificio si caratterizza per il fronte a setti curvilinei che l'uno sull'altro scartano rivelando dei profondi tagli dove le grandi vetrate illuminano le risalite verticali o gli ambienti serventi dell'Hospice Aurelio Marena. I fronti sono stati rivestiti in pietra locale, questo allo scopo di limitare nel tempo gli interventi di manutenzione e soprattutto di abbattere i costi ambientali determinati dall'approvvigionamento e dal trasporto dei materiali lapidei.

Sul prospetto nord
e' stata realizzata una facciata ventilata con lastre in pietra di tipo Trani, mentre sulle testate e' stato utilizzato travertino noce a formare delle eleganti orditure ortogonali in corrispondenza della scala di servizio. Le pareti del prospetto sud sono state invece rivestite in rame mentre tutti gli elementi verticali sporgenti sono trattati in travertino noce.

Alessandro Beato

Progettisti

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