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Intervento:

Multisala "Cinema Opera".

Luogo:

Via Imbriani 27 - Barletta (BA)

Progettisti:

Gruppo SAMS

Commitente:

Videodrome srl

Progetto:

Michele Sfregola, Angela De Feudis, Maria Antonietta Dimatteo, Giulio Valente.

Supervisione:

Eleonora Strada

Anno di redazione del progetto:

2004

Dati dimensionali dell'intervento:

67 mq piano terra; 400 mq piano interrato; capienza complessiva di 243 spettatori (75 spettatori sala 1; 75 spettatori sala 2; 93 spettatori sala 3)

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Visioni di celluloide
Da garage a multisala, un ammiccante progetto che unisce ricercatezza cromatica, design retro' e passione cinefila

Il progetto, commissionato nel 2004 dalla Videodrome srl al gruppo SAMS composto da Angela De Feudis, Maria Antonietta Dimatteo, Giulio Valente e Michele Sfregola, consiste nell'ardito, ma riuscito, tentativo di trasformare un deposito- garage, sito in una zona semicentrale di Barletta, in una multisala cinematografica, una delle nuove tendenze ed esigenze dell'architettura contemporanea.

La planimetria dell'immobile, per la maggior parte interrata, e' interessata da una pilastratura imponente che con le murature portanti (che sostengono l'edificio per abitazioni che lo sovrasta) caratterizzano la volumetria interna degli spazi e hanno permesso la realizzazione di tre piccole sale cinematografiche; due da 75 posti e una da 93, per un totale di 243 spettatori.

L'ingresso su via Imbriani e' stato caratterizzato da sontuose presenze che dovevano compensare le modeste dimensioni dell'ingresso e della biglietteria. L'atrio e i sistemi di comunicazione sono stati riconsiderati, organicamente e integralmente, nel progetto della pensilina aggettante luminosa (che ricorda i teatri della grande mela) e delle bacheche vetrate che dalla strada attraggono e invitano il passante con le locandine dei film in programmazione.

La pensilina introduce lo spettatore nel piccolo ambiente della biglietteria. La scalinata disegnata dalla forte scelta cromatica del rosso, come una colata lavica, porta all'antro del foyer. Il presupposto figurativo della pellicola cinematografica, nel suo ridisegno stilizzato, percorre tutti gli ambienti della struttura e fa da leit-motiv.

Per il foyer sono stati previsti un'accurata definizione di studio del disegno d'interni con rivestimenti dai colori "attraenti" come il rosso, il nero e il grigio, alternati ai riflessi dell'acciaio lucido e del vetro satinato degli apparecchi illuminanti, un unico e originale disegno dove nulla sembra lasciato al caso testimoniato dalla presenza, al centro del foyer, di un divano dalle morbide forme si contrappone alla rigida sagoma delle cabine di proiezione in aggetto che lasciano intravedere il movimento dei proiettori attraverso tagli nella muratura e alle superfici luminose delle altre pareti e del bar.

Le tre sale sono state connotate differentemente. La prima sala e' tappezzata con gli ormai storici fotogrammi del capolavoro di Federico Fellini del 1963 Otto e mezzo, in alto una grande pellicola cinematografica, che nasconde l'illuminazione, la percorre nella sua lunghezza verso il punto di fuga dello schermo; la seconda sala, che ricorda una stazione ferroviaria o l'interno di un edificio del "razionalismo strutturale", ha sia le pareti sia il soffitto rivestiti in lamiera metallica e mostra i suoi impianti attraverso le vele curve delle volte; la terza e piu' grande delle tre, dal disegno che elegantemente misura le volumetrie, propone alle pareti tagli acuti di rombi sottolineati da luci radenti su uno sfondo scuro alternati a pilastri semicircolari, un rombo luminoso al soffitto conduce lo sguardo verso lo schermo.

La realizzazione ha dovuto superare i problemi e le difficolta' di inserire in un piano cantinato gli impianti necessari - il condizionamento e il riscaldamento, il ricambio d'aria, l'impianto elettrico e antincendio, le parti tecniche per la progettazione illuminotecnica e acustica - e adeguarlo affinche' fossero abbattute le barriere architettoniche. Per garantire la qualita' di fruizione, il progetto acustico e' stato redatto con la supervisione dell'architetto Eleonora Strada, progettista dell'acustica al Teatro La Fenice di Venezia e al Teatro Petruzzelli di Bari.

Gaetano Morea

Progettisti

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