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Intervento:

Ristrutturazione di interno

Luogo:

Via Dante - Bari

Progettisti:

GAP Architetti Associati

Progetto:

Federico Bilo', Alessandro Ciarpella, Francesco Orofino - GAP Architetti Associati e Domenica Rosa Loperfido Balestrazzi

Direzione dei lavori:

Federico Bilo', Alessandro Ciarpella, Francesco Orofino - GAP Architetti Associati e Domenica Rosa Loperfido Balestrazzi

Collaboratori:

Mirko Giardino, Hudesa Kaganow, Lorella Tedeschi

Strutture:

Mario Piccioni

Impianti:

Luca Mastrantonio, Vincenzo Sepe

Anno di redazione del progetto:

2001

Anno di esecuzione:

2004

Foto:

Filippo Vinardi

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Lungo la via
Ambienti su piu' livelli e un attico-terrazza per il recupero di una palazzina che si affaccia sull'arteria centrale della citta'

Il principio che guida l'esperienza progettuale dei GAP e', per loro stessa ammissione, la ricerca di una risposta critica al contesto nel quale si trovano a operare. La ristrutturazione di questa palazzina di inizio Novecento, che si trova a Bari, nel quartiere murattiano, ne e' una conferma.

La richiesta della committenza - si tratta di una famiglia che possiede tutto lo stabile a eccezione dei negozi al pianterreno - e' stata quella di ripensare gli spazi dell'abitare, destinando il primo piano a residenza dei genitori e quello superiore alla figlia. Il terrazzo, invece, doveva diventare un ambiente godibile in comune. Anche tutto il sistema degli accessi e collegamenti interni andava riorganizzato, con il ridisegno dell'atrio e l'inserimento di un ascensore.

Il processo di interpretazione critica e' cominciato con la demolizione di tutte le incongrue partizioni aggiuntesi nel tempo. E' stata un'operazione di riduzione all'essenza del volume d'insieme, una scatola cubica in muratura portante. Ne discende uno schema distributivo a scacchiera, con la casa contraddistinta su ogni suo lato da tre ambienti, dalle dimensioni pressoche' costanti, che si affacciano tutti su uno stesso nucleo, una specie di patio di ispirazione forse mediterranea.

Poiche' vi si accede da un modulo posto, in pianta, in uno degli spigoli del quadrato, questi appartamenti sembrano scorrere ad anello intorno a un vuoto centrale. Ma proprio qui si cominciano a suggerire altri modi per concepire la vita di queste case.

Sfruttando interpiani altissimi, ecco che gli ambienti vengono attraversati da soppalchi, scale e passerelle in profilati d'acciaio scuro, che con la trasparenza dei loro piani di calpestio, di un vetro attentamente studiato, talvolta opaco talvolta no, ricordano che non di semplici aggiunte, ma di suggerimenti d'uso, appunto, si tratta.

Lo si intuisce gia' nell'appartamento dei genitori, anche se e' in quello della figlia che si viene lasciati ancor piu' liberi di scegliere se stare in uno degli ambienti in se' compiuti e posti in sequenza, o se esplorare lo spazio in tutte le sue dimensioni, passando attraverso una serie continua di sfondamenti e compressioni dei piani orizzontali.

Per esempio nel soggiorno le tonalita' bianche delle pareti intonacate sono solcate da un nastro nero, che comincia in un lato della stanza come basamento per un camino e poi prosegue come una cassapanca continua, sulla quale si appoggia una rampa metallica. Questa, nell'avvolgersi attorno a un setto portante, ne taglia i lati lasciando intuire altre viste. Come quella di una prima terrazza dell'abitazione, alla quale la scala conduce, che e' piu' privata e incassata rispetto al piano di copertura.

Oppure altre geometrie, piu' astratte, che emergono dal contrasto dei piani verticali, sempre bianchi, con il pavimento smaltato in scuro. O altre spazialita', piu' intime e raccolte, a una sola altezza, fasciate da pannelli di tonalita' piu' calde. Oppure, ancora, mondi diversi come quelli, concavi, che la soppalcatura crea sotto il soffitto voltato.

L'addensarsi dei piani si rilassa in copertura, un terrazzo raggiungibile attraverso due percorsi alternativi di rampe, una differenza per di piu' sottolineata dal dettaglio di due differenti corrimano. Vi si giunge in maniera, per cosi' dire, piu' appartata dal secondo piano, o anche dalla scala comune. Se si arriva da quest'ultima, si puo' accedere agli ambienti vetrati di una serra e di una vasca, che restano allineati su uno stesso lato.

O si raggiunge, finalmente il grande soggiorno all'aperto, volutamente lasciato libero, che va a chiudere il volume. Con i quattro anni che il progetto ha preteso per essere realizzato, i GAP hanno quindi aggiunto una tappa ulteriore al loro percorso di grande concentrazione sul tema della residenza. Un tassello in piu' nella citta' di Bari, che li ha da poco visto terminare, con grande risonanza, altri lavori.

Flavio Venturelli

Progettisti

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