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Intervento:

Recupero ambientale e progetto per un parco e un teatro all'aperto in una cava dismessa

Luogo:

Cava Selp - Bari

Progettisti:

Studio di progettazione Martinelli - Mininni

Collaboratori:

Daniela Sallustro, Paolo A. M. Maffiola

Cura scientifica:

Aspetti botanici e di ingegneria naturalistica:
Antonio Bernardoni

Anno di redazione del progetto:

2006

Dati dimensionali dell'intervento:

12 ha

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Il paesaggio del teatro
Il recupero ambientale della cava Selp e il progetto per un teatro all'aperto nel piano che integra ambiente, archeologie industriali e emergenze naturalistiche

Bari, seconda metropoli del Mezzogiorno, sita nella parte mediana di una geografia regionale ha come asse dominante una fascia costiera di oltre quarantadue chilometri. Ma Bari da tempo vive in maniera conflittuale il suo rapporto con il mare, nonostante fosse quasi interamente circondata da esso fino alla fine del Settecento. Numerosi sono stati gli interventi nel corso degli ultimi decenni che hanno tentato di invertire questa tendenza: il piano–idea di Ludovico Quaroni (1973), che per primo ha individuato una continuita' spaziale fatta di sistemi lineari aperti, elementi questi caratteristici nella geografia policentrica della conca barese; il programma Urban (1994-2001); infine il piano per la XII edizione dei Giochi del Mediterraneo.

Quella che e' finora mancata e' una strategia globale di ridisegno del paesaggio barese, capace tra l'altro di riavvicinare la citta' al proprio mare. Il professor Nicola Martinelli, insieme al gruppo di progettazione, raccoglie la pesante eredita' di una citta' profondamente mutata in seguito al piano di Ludovico Quaroni e ad altri fatti assolutamente estranei alla pianificazione (basti pensare a Punta Perotti e all'urbanizzazione incontrollata al di la' del quartiere murattiano).

Il piano individua dei corridoi di tessuto seminaturale che penetrano con il loro verde agricolo e la loro folta macchia mediterranea sino all'interno dei quartieri e dei centri di corona dell'area metropolitana, integrando costa e aree urbane. Si tratta di un grande vallone erosivo del carsismo detto Lama Balice, un grande corridoio ecopaesaggistico per il quale e' stata istituita una grande Area Protetta Regionale.

Nicola Martinelli, sperimentando alcune grandi figure dell'architettura del paesaggio, localizza nodi importanti per lo sviluppo infrastrutturale della citta' e integra in questa nuova trama urbana le archeologie industriali, le aree dismesse o in attesa di una nuova identita', nonche' le emergenze naturalistiche. Il progetto di un grande teatro all'aperto nella ex cava Selp, si pone lungo questa linea tendenziale.

Il futuro teatro di Orfeo si trova tra l'aeroporto internazionale di Bari, lungo il Parco Metropolitano di Lama Balice e di fronte alla grande periferia ovest della citta'. Nel riuso e nella riqualificazione dei siti estrattivi, e' indispensabile una visione del progetto globale, orientata principalmente al riassetto del paesaggio. Cio' e' possibile guardando alle cave, non solo come a spazi fisici o geografici, ma anche per la valenza che spesso queste rivestono come monumenti del lavoro, strettamente legati a contesti storici, sociali ed economici.

Tale visione puo' rivelare itinerari di azione inesplorati a forte caratterizzazione progettuale. Si procedera' quindi alla sutura di una grande ferita inferta al paesaggio e contemporaneamente si integrera' l'offerta culturale del Parco Metropolitano di Lama Balice, grande polo attrattore, posto a ridosso di un quartiere periferico che chiede riscatto dopo anni di abbandono e marginalizzazione.

Lo scopo del progetto non deve intendersi necessariamente come la restituzione dell'area escavata allo stato originale, bensi' come un suo reinserimento nell'ambiente circostante, quasi a costituire l'immagine cristallizzata di una parte della storia lavorativa e sociale di questa citta'. Gli interventi saranno mirati inizialmente alla messa in sicurezza e alla stabilizzazione dei fronti di scavo, garantendone una adeguata stabilita' geotecnica e geomeccanica.

Successivamente si procedera' con un piano vegetazionale e con la realizzazione di tutti quegli interventi necessari a garantire l'accessibilita' e la fruibilita' dell'area. La grande conca seminaturale della ex cava Selp si presentava gia' in fase d'indagine con un'ottima acustica, suggerendone cosi' la futura destinazione a spazio per eventi e spettacoli all'aperto.

Alessandro Beato

Progettisti

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