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Intervento:

A: realizzazione di un giardino pubblico
B: progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva di una piazza e delle sedute girevoli

Luogo:

A: via Salvatore Matarrese - Bari
B:piazza Risorgimento - Bari

Progettisti:

Ma0 Studio

Anno di redazione del progetto:

A: 2002 - 2003
B: 2002 - 2005

Anno di esecuzione:

A: 2004 - 2006

Costo:

A: 700.000,00 Euro
B: 680.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

A: DEC SpA

Dati dimensionali dell'intervento:

B: 2.055 mq superficie totale

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Scenari nuovi
Un giardino mediterraneo e una piazza con sedute rotanti vitalizzano gli spazi urbani di Bari

I romani emmeazero/ma0 concepiscono l'architettura come un "sapere di mezzo" a cavallo tra diverse discipline e geografie del territorio, come un sistema di regole spaziali capaci di produrre e modificare le relazioni tra spazi e abitanti, tra pubblico e privato, tra interno ed esterno, tra artificiale e naturale, reale e virtuale.

In questo percorso di ricerca e sperimentazione lo studio ha recentemente elaborato due progetti per il comune di Bari: un giardino pubblico in via Matarrese, gia' ultimato, e la centralissima piazza Risorgimento, in fase di realizzazione. Entrambi gli interventi muovono da una premessa comune: la ridefinizione del rapporto tra forma e ruolo sociale dell'architettura. Nel punto di sconnessione tra la citta' costruita e la campagna barese, il giardino di via Matarrese si pone come elemento di mediazione tra due diverse tipologie di paesaggio: quello antropico della periferia, costruito negli anni Settanta, e quello rurale, caratterizzato da coltivazioni di tipo intensivo.

Questo giardino si configura come una progressione di quattro differenti fasce: la prima, piu' aderente alla citta', si presenta come una elegante piazza-percorso realizzata in pietra bianca e piantumata con palme di notevole dimensione; una seconda fascia che, utilizzando i materiali tipici dei giardini mediterranei, erbe e arbusti da roccia, separa e filtra le due tipologie di paesaggio, regolandone l'equilibrio formale e funzionale.

Una terza fascia si presenta come un ampio giardino mediterraneo caratterizzato dalla presenza di vigorosi pini marittimi; infine, in continuita' con il paesaggio rurale, un'ultima fascia, separata dalla precedente da un sinuoso percorso pedonale, accoglie diversi esemplari di ulivi e fichi, tipiche colture mediterranee. Alla composizione si sovrappone un piccolo padiglione rettangolare, che ospita un bar e dei servizi igienici, anch'esso realizzato, nelle parti opache, in pietra bianca come la pavimentazione della piazza. In pianta, la composizione ricorda il dinamismo del mare, delle onde che s'infrangono sulla riva.

Il doppio filare di palme crea un percorso protetto e riparato sul quale passeggiare, sostare, o riposarsi. Le sedute, su disegno dei progettisti, si accostano ai fusti delle palme, cingendoli fino alla meta'. La copertura del bar, staccata dalle pareti verticali mediante una lama di luce continua, piega sul lato corto per raccordarsi col piano della piazza-percorso. Lo spazio che ne risulta e' un ibrido tipologico di piazza-giardino che costituisce una dimensione nuova di paesaggio urbano, risultato della mediazione tra paesaggio rurale e paesaggio antropico.

Ecco dunque che lo spazio pubblico torna ad assumere un ruolo predominante in questo ripensamento di un margine della citta' proposto dallo studio emmeazero; quello stesso spazio pubblico che si rivela come un nuovo campo d'azione dove e' possibile riconferire alla citta' contemporanea intensita' d'uso, molteplicita' delle relazioni e sedimentazione dell'identita', in altre parole quella ricchezza che e' propria della citta' storica.

Il secondo intervento, ancora in fase di realizzazione, riguarda una piccola piazza di forma rettangolare, piazza Risorgimento, nella parte murattiana della citta'; a oggi questo spazio si presenta come un affollatissimo parcheggio a raso. Volumetricamente la piazza e' individuata sul fronte lungo da un lato dalla monumentale facciata della scuola media, recentemente recuperata, dall'altro da un asse stradale che porta dritto fino alla facciata del celebre teatro Petruzzelli.

Sui due lati corti insiste un tessuto urbano che, a eccezione di qualche piu' recente e ingombrante intrusione, risulta proporzionato al tessuto storico circostante. Al centro della piazza una fontana piuttosto modesta, risalente all'inizio del secolo scorso, che per esplicita richiesta della committenza dovra' rimanere in sito senza subire alcuna trasformazione. La ridefinizione di un invaso, mediante la ricollocazione dei filari di alberi parallelamente al lato corto della piazza, consente di riconciliare il contesto con il fronte della scuola media, che risultera' quindi inquadrata in una prospettiva centrale, e riuscendo cosi' a mediare tra lo spazio della piazza e quello degli edifici che superano l'altezza del tessuto storico.

Per ricercare un'asimmetria gli emmeazero propongono un inedito sistema di sedute girevoli incernierate a terra, su un lato, e libere di ruotare descrivendo traiettorie circolari, sull'altro. Il dispositivo e' un esplicito riferimento alle vecchie giostre dei playground per bambini. La posizione delle cerniere a terra e' distribuita casualmente, in modo da moltiplicare le possibilita' di combinazioni tra le sedute; l'illuminazione e' disposta in modo tale che i lampioni non ostacolino la rotazione delle panchine.

Questa continua riconfigurazione della piazza, a opera dei cittadini o dei fruitori stessi, consentira' di mutarne la rigida simmetria. Si potra' quindi sedere all'ombra degli alberi nei giorni piu' caldi dell'anno, o al contrario al sole in quelli piu' freddi per rivolgersi verso l'uscita della scuola in attesa di un figlio che sta per uscire, o verso la via commerciale di fronte in attesa di un appuntamento galante, o ancora alla luce del lampione per leggere la sera o al contrario nella penombra per appartarsi in un dolce incontro. La piazza come nella tradizione italiana torna ad assumere i connotati dello spazio d'incontro e socializzazione, rappresentando un'ulteriore declinazione del rapporto tra forma e ruolo sociale dell'architettura.

Alessandro Beato

Progettisti

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