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Intervento:

Manutenzione straordinaria, arredo e progetto grafico di wine bar

Luogo:

Via Dante Alighieri 71/P, Fabriano (AN)

Progettisti:

Giorgio Balestra, Silvia Brocchini

Commitente:

The Brothers sas di Santi Mirko

Anno di redazione del progetto:

2005

Anno di esecuzione:

2005

Imprese esecutrici:

PAC2000 di Santi Luciano, Serra de Conti (AN)

Fornitori:

Fornitura sedute: AUT AUT Senigallia (AN), ISMEA Ancona; illuminazione: GDT Ancona, ISMEA Ancona

Dati dimensionali dell'intervento:

103 mq

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Amb_Wine bar
Uno spazio contemporaneo all'insegna dell'artigianalita'

La ‘Distributio’ (da M. V.Pollione, De architectura, Libro I,2) delle risorse sia umane sia economiche: è questo uno dei fattori che più hanno condizionato il progetto già nella sua fase embrionale. Concepito per essere realizzato in economia dal committente (titolare di un laboratorio di falegnameria), la quasi monomatericità di tutti gli elementi e le semplici quanto efficaci idee si uniscono alla maestria di chi le realizza dando vita ad uno spazio accogliente e versatile, dalle linee pulite e decise, capace di accogliere un’utenza quanto più varia pur non dimenticando mai la sua vocazione originaria di wine bar perfettamente in sintonia con gli “umori” emanati dal legno e con il calore cromatico che questo esprime per sua stessa natura. La sala bar, esposta a sud-est, accoglie, attraverso la parete completamente vetrata, la luce solare del mattino che penetra in profondità illuminando gli elementi destinati alla prima colazione; con il passare delle ore tutto si trasferisce nella zona wine bar e la grande “parete-espositore” inizia a prendere vita disegnando ombre sempre diverse, sia che essa sia aperta, parzialmente aperta o chiusa.

Il materiale, in prevalenza legno e acciaio, è usato sia come elemento di unione sia di separazione di tutte le parti che compongono il volume principale. Il legno, protagonista principale, conferisce all’ambiente un carattere di unicità nonostante ogni sua parte venga nettamente caratterizzata dal contrasto cromatico delle essenze impiegate: faggio crudo per soffitto e pareti, palissandro per pavimento e parete di fondo della zona wine bar. Quando dal contenitore si passa al contenuto le due essenze si fondono, dall’una si passa all’altra attraverso una terza essenza (okumè), di colore intermedio, dando vita ad una composizione dinamica apparentemente casuale ma che in realtà nasce da precise regole dimensionali e proporzionali. L’equilibrio delle parti deriva inoltre da una compensazione forma-materiale.

Nei tavoli e nel bancone, dove prevale la semplicità delle linee e delle forme, il materiale impiegato e la tecnica di realizzazione conferiscono valore aggiunto all’oggetto, mentre l’impiego di materiali economici, come l’MDF laccato che troviamo nell’espositore ‘Skyline’ e nei tavoli alti per la prima colazione, compensa la ricchezza della forma adottata. Si percepisce così un ambiente equilibrato in cui ogni sua componente contribuisce nella stessa misura alla composizione dell’intera opera. L’acciaio è invece impiegato come elemento di separazione delle parti. Zoccolature e rivestimento degli elementi strutturali permettono la lettura del soffitto, della parete “wine bar”, del bancone e dei tavoli come elementi a sé stanti. Anche nella pavimentazione in palissandro l’inserimento delle fasce in acciaio divide virtualmente la sala bar in due zone: una destinata prevalentemente alla prima parte della giornata, l’altra più adatta a trascorrere le ore pomeridiane e serali quando l’attività di “wine bar” prevale sul resto e la luce del sole, assumendo tonalità rossastre, introduce all’accensione dell’illuminazione artificiale, in parte realizzata attraverso lampade a sospensione di colore rosso, in parte da faretti ad incasso e neon indiretti. Proprio l’illuminazione artificiale è l’elemento che caratterizza l’ultima fase, quella serale. Le tonalità rosse e le due asole luminose che enfatizzano l’imponente soffitto inclinato conferiscono al locale un nuovo aspetto, totalmente diverso da quello diurno e in grado di attrarre lo sguardo dei passanti che dalla strada principale riescono a percepire l’opera nella sua interezza. Ad accezione dei corpi illuminanti e delle sedute, scelti oltre che per caratteristiche di economia e praticità (impilabili) anche per effetto scenografico, come dimostrano gli sgabelli ‘Easy pieces’ collocati sullo sfondo in palissandro della zona wine bar, la progettazione e la realizzazione artigianale di ogni sua parte offrono un esempio di spazio contemporaneo dietro al quale si cela la tradizione artigianale del luogo. Il progetto va interpretato come punto di unione tra scelte compositive ed esigenze di realizzazione: è il rapporto tra progettisti ed esecutore che guida l’evoluzione dell’opera fino al suo compimento.

Progettisti

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