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Intervento:

Riqualificazione e ristrutturazione architettonica del monastero femminile

Luogo:

Palo del Colle (BA)

Progettisti:

Vincenzo Loglisci

Collaboratori:

Alessandra Loglisci

Commitente:

Monache benedettine olivetane

Anno di redazione del progetto:

1992

Anno di esecuzione:

1992 - 2007

Costo:

2.000.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

Metra costruzioni; D'Introivo Angelo ebanisteria

Fornitori:

Ime SpA

Impianti:

Idrici
Francesco d'Alonzo

Impianti:

Idrici
Francesco d'Alonzo

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Forme antiche
Monumentalita' e simbolismo nell'ampliamento del monastero per le benedettine olivetane a Palo del Colle

L'architettura e' un fatto permanente. La sua comparsa segna la nascita della civilta' e della sua espressione piu' alta: la citta'. Cio' che fa parte dell'identita' di un luogo ha il diritto e il dovere di essere permanente, ma porsi il problema del recupero di questi oggetti apre una questione delicata: come aggiornare queste architetture? Aldo Rossi afferma che per "costruire sul costruito" esiste la necessita' di rinunciare all'autonomia della forma, che bisogna necessariamente aprirsi alla complessita' del luogo, inteso come habitat linguistico e culturale.

L'architettura non puo' essere ridotta al silenzio, non basta ricondurla al purismo, alla semplificazione formale o all'astrazione, bisogna guardare alla contaminazione delle cose accettando la complessita' data dal contenuto di vita e di esperienza dell'architettura, giungendo a una soluzione teorica e pratica del problema. Il Monastero e la comunita' monastica hanno da sempre un ruolo importante nella vita religiosa e sociale di Palo del Colle, per questo la struttura puo' essere definita come una "permanenza", nel senso dato al termine da Rossi, nonostante la scarsa valenza architettonica della stessa.

Dal 1987 l'architetto Vincenzo Loglisci ha iniziato un lavoro volto al ridisegno di una identita' stilistica e architettonica delle strutture tale da conferire nuova dignita' al complesso. I lavori, realizzati per gradi, nella prima fase hanno interessato la ristrutturazione della chiesa con la costruzione del coro monastico. Successivamente sono stati realizzati il chiostro interno, la biblioteca, la sala del capitolo, il noviziato, la foresteria con le sale per le attivita' religiose e le manifestazioni culturali, la cappella del Santissimo, l'infermeria e la portineria con i parlatori.

Negli ultimi due anni i lavori hanno interessato la sistemazione delle aree esterne prospicienti la facciata principale del complesso e il sagrato della chiesa. Sono stati quindi scelti materiali tali da conferire al complesso un'immagine austera e allo stesso tempo rigorosa e capace di preservarsi nel tempo.

La facciata principale e' stata cosi' rivestita in pietra bianca e mattoni a pasta molle, a formare una quinta architettonica in cui sono state ricavate piccole aperture regolari tanto da formare delle grate capaci di schermare la vista. L'intervento consente comunque una lettura stratigrafica, senza incorrere in ambigue interpretazioni stilistiche. La compenetrazione dei volumi e' evidenziata sia dai due diversi materiali con cui gli stessi sono stati trattati (pietra e mattone), sia dai tagli in corrispondenza degli angoli.

La chiesa svetta con la sua facciata rispetto ai corpi adiacenti. A essa e' collegata la cappella del Santissimo con l'abside a forma cilindrica sormontata da una piramide a base ottagonale in vetro, esplicito riferimento alla poetica rossiana, che proietta all'interno una luce intensa sull'altare. Un volume virtuale in pietra, arretrato rispetto alla cappella, definisce un cortile che separa le parti del complesso monastico destinate agli ospiti da quelle a uso esclusivo delle religiose.

Alla facciata principale si sovrascrive un parallelepipedo aggettante posizionato sull'asse centrale e realizzato anch'esso in pietra bianca, a segnalare l'ingresso alla portineria e ai parlatori. Alla foresteria, ubicata sul lato destro del complesso, si accede invece attraverso una scala realizzata con gradini prismatici a sbalzo incastrati nel muro in mattoni. Lo spazio esterno al complesso, prospiciente la strada principale, e' pavimentato con elementi in cotto e inserti in pietra. L'asse principale viene enfatizzato da un doppio filare di colonne, definendo cosi' un invaso capace di proiettare il visitatore in uno spazio che risulta dilatato in profondita'.

Il complesso risulta immerso in un elegante parco con prato all'inglese e numerose essenze mediterranee che arricchiscono questa ritrovata architettura.

Alessandro Beato

Progettisti

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