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Intervento:

Progettazione di unita' abitativa di casa in linea

Luogo:

Terlizzi (BA)

Progettisti:

Antonio Tempesta

Collaboratori:

Annalisa Giglio, Daniele Simeone

Commitente:

Privato

Anno di redazione del progetto:

2005

Anno di esecuzione:

2006

Fornitori:

Ime SpA

Dati dimensionali dell'intervento:

120 mq superficie utile appartamento; 90 mq superficie terrazza

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Armonie cromatiche
Luci naturali e artificiali nel progetto di ristrutturazione di una grande unita' abitativa

Rigore ed emozione, ragione calcolante e passione, con-fusi non solo non si escludono ma sembrano potenziarsi a vicenda in questa casa in cui il linguaggio architettonico contemporaneo parla la lingua degli affetti. Nel soggiorno, come in una citazione affettuosa della prospettiva di Aymonino, dominano le figure mitologiche di Atalanta e Ippomene di Guido Reni che sembrano carnali uscire dalla tela, splendida copia dell'artista Nino de Leo.

L'immagine, la cui scelta e apposizione l'architetto Antonio Tempesta ritiene fondativi del progetto, genera forti sensazioni ed emozioni costruendo sulla parete una geometria visiva regolata da specifiche proporzioni e accordi. A esaltare i volumi e a conferire all'ambiente un "clima" ben temperato e' un chiaro e discreto concetto di illuminazione. In questa casa sapientemente illuminata, la luce artificiale non invasiva, attraverso l'assenza di illuminazione diffusa a favore di elementi puntuali, asseconda e completa il percorso del sole. Esso effonde di se' il soggiorno, attraversando una scala di tek e acciaio che, verticale e dinamica conduce al piano superiore.

Qui la terrazza, profumata da semplici essenze mediterranee, regala alla casa, attraverso il filtro di una "scatola" di legno e vetro, una eccedenza di luce, laddove, per dirla con Hegel, "il bello, schön, e' l'apparire luminoso, schein". Ritagli, scavi e aperture danno continuita' tematica all'intera unita' abitativa. Compenetrazione percettiva e ideativa, visiva e spaziale dei servizi e dei vani principali (cucina e soggiorno, soggiorno e disimpegno, bagno padronale e camera matrimoniale) divisi da pareti in parte diafane e traslate dalla luce, suggeriscono la sensazione di un unicum, in cui ogni ambiente e' pro-gettato nell'altro senza soluzione di continuita'.

A dividere la casa in un palcoscenico pubblico e uno privato piu' intimo e' solo un parallelepipedo rosso, scarto dimensionale e cromatico, vestito da tavole lignee, anche esse opera del de Leo. "Ho voluto con quel forte segno murario che separa la notte dal giorno - racconta l'architetto - inserire una quinta che evidenziasse la sua massivita' attraverso l'operazione negativa della sottrazione della materia nelle teche frontali e laterali e nella dilatazione visiva del disimpegno". Lo spazio, obbedendo cosi' a due principi, uno estensivo - per cui si apre, si scopre, si dilata - e uno intensivo - per cui allo stesso tempo si approfondisce, si radicalizza - si riempie di istanze significative, diviene luogo da abitare veramente e pienamente.

Greta Franceschini

Progettisti

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