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Intervento:

Progetto per villa bifamiliare

Luogo:

Molfetta (BA)

Progettisti:

Studio Work in Progress

Progetto:

Germana Carrieri, Corrado Petruzzella

Commitente:

Privato

Anno di redazione del progetto:

2004

Anno di esecuzione:

2005

Imprese esecutrici:

Petruzzella Nicolo', Saveco Costruzioni di Petruzzella Saverio

Fornitori:

Ime SpA

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Visione speculare
Una geometria lineare e mediterranea definisce il valore di una villa bifamiliare dove domina la pietra di Trani

Se e' vero che l'architettura nasce dall'intelligenza creativa individuale e la sua finalita' e' la creazione di stati d'animo, fare una buona architettura per noi progettisti significa coniugare il risultato dell'intuizione con una disinvolta familiarita' con le sensazioni, esprimendosi nel rispetto della massima integrita' e purezza.

Il nostro atteggiamento progettuale propone un linguaggio coerente, razionale, in linea con la continuita' della cultura e della tradizione, con immagini essenziali, che da' agli spazi un'enorme carica comunicativa. Oltre a decisioni riguardanti le misure e le geometrie, i vincoli strutturali o costruttivi, e' solo nell'attenta cura dei particolari e nella "forza nascosta" dei dettagli che si e' ritrovata la determinazione a garantire la qualita' globale del progetto.

Realizzare cosi' a Molfetta una villa bifamiliare su di un lotto, fino a ieri votato al completo degrado, e prospiciente una zona di interesse paesaggistico, ha per noi significato intervenire con un progetto che a livello macroscopico si configura come vera e propria riqualificazione urbana e, nel dettaglio, adagiandosi al naturale terrazzamento del terreno e sfruttando tutta la bellezza naturalistica del sito, ne restituisce piena identita'.

Elemento determinante per l'immagine e la concezione teorica del progetto sono le tre pareti longitudinali, cerniere di distribuzione, assi di simmetria tra le due unita' immobiliari che separano ma in realta' uniscono nell'intento e nello scopo che ci siamo prefissati di raggiungere. L'utilizzo di elementi prismatici assicura poi la plasticita' delle forme e si risolve in pianta nella distribuzione perfettamente funzionale e unitaria di tutti gli ambienti a tutti i livelli, utilizzando la luce naturale non solo come complice, ma soprattutto come veicolo per scaturire emozioni.

Attraverso l'individuazione di particolari assi visivi, essa conduce alla lettura dell'edificio, sottolineando la separazione tra le parti e i piani. Si muove lungo i volumi e gioca l'alternanza con le ombre, infrange le superfici e risalta la materia che significa rigore geometrico, ma anche protagonismo delle forme.

Individua un rituale dell'accesso, percorsi orizzontali e verticali che mai lasciano spazio a scontate aspettative, piuttosto guidano verso volutamente obbligate direzioni che improvvisamente si aprono e proiettano su ampi spazi aperti, assolati, caldi, dove l'unico e il piu' mediterraneo dei colori, il bianco, non ammette tregua se non al confronto con la vegetazione circostante poco in la'.

Mariateresa Macchitella

Progettisti

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