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Intervento:

Edificio industriale con uffici

Luogo:

SS 16 Barletta Trani - Barletta (BA)

Progettisti:

Vincenzo Laforgia

Strutture:

Del Carmine Ingegneri Associati

Commitente:

Erre Emme Arredamenti

Anno di redazione del progetto:

2003

Anno di esecuzione:

2004 - 2006

Costo:

1.800.000,00 Euro

Dati dimensionali dell'intervento:

10.000 mc

Caratteristiche tecniche particolari:

Sistema di copertura del capannone in lamiera zincata autoportante a spinta orizzontale eliminata

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Plasticismo cromatico
Corpi in aggetto e volumi lineari per una azienda di arredamenti

L'azienda Zingrillo nasce ottanta anni fa, nel 1925, in una piccola bottega artigiana di una controstrada che lambisce la S.S. 16 che congiunge Barletta a Trani. Un trend in costante crescita ha portato l'azienda, che oggi conta decine di collaboratori ed e' specializzata nella realizzazione di arredamenti per pubblici esercizi ed e' concessionaria esclusivista di marchi leader, a necessitare di un moderno stabilimento, intervento progettato da Vincenzo Laforgia.

E proprio questa consolidata tradizione caratterizzante l'attivita' aziendale che coniuga modernita' e tecnologia suggerisce all'architetto la matrice progettuale dell'intero intervento: la fusione di due opposti tramite l'uso di materiali e soluzioni tecnologiche innovative e una complessa composizione planimetrica.

Risultato, il conferimento al manufatto architettonico di un significato di forte intensita'. L'edificio industriale e' costituito da due corpi di fabbrica: un capannone, di superficie complessiva di 1.500 mq, caratterizzato da un sistema di copertura a volta circolare in lamiera zincata autoportante, posta su travi di banchina in cemento armato, e una palazzina che si affaccia sul piazzale antistante strada, e il cui fronte costituisce dunque la parte visibile al pubblico.

Questa parte del manufatto industriale, senz'altro di rappresentanza, sviluppa un volume complessivo di 3392.30 mc per una superficie di circa 1000 mq suddivisa in piano seminterrato, piano rialzato, piano primo e lastrico solare. Il piano rialzato e' quasi definitivamente destinato a uffici e comunica con il retrostante capannone mediante una porta REI 60. Il dislivello di 1,50 mt tra l'interno e l'esterno e' superato mediante una scala posta sul retro.

Il primo piano e' anch'esso adibito a uffici e vi si accede tramite il corpo scala o attraverso l'ascensore. Dal punto di vista strutturale la palazzina e' stata realizzata in cemento armato con solai in laterocemento. A una impostazione costruttiva abbastanza tradizionale viene contrapposto un rivestimento esterno con dei materiali di finitura particolarmente innovativi, che ne risaltano le forme per certi versi allusive a un discorso organico e per certi altri ad alcuni esempi del movimento decostruttivista.

Le pareti ovest della palazzina, unitamente alle vetrate colorate continue sono realizzate in lamine di zinco-titanio, che con l'esposizione agli agenti atmosferici e il trascorrere del tempo, subisce dei mutamenti nella superficie, evolvendo in una intensa tonalita' di grigio che si fonde in un'armonia cromatica con gli altri materiali da costruzione. Il "tunnel" rosso ubicato lungo la parete sud e' invece stato realizzato con un rivestimento in alucobond, pannello composito in alluminio con un'anima in polietilene che abbina apprezzabili qualita' come leggerezza, robustezza, planarita', autoestinguenza e lavorabilita'.

Il capannone invece non presenta alcun rivestimento: i suoi tompagni sono realizzati in cemento armato facciavista. Di particolare rilievo sembra essere l'uso dei colori, sia per l'interno che l'esterno: il rosso acceso del tunnel, il blu, l'arancione, il lilla delle aperture per altro ripresi all'interno esaltano quest'architettura volutamente "senza geometria" (la geometria euclidea), senza piani e assi di riferimento, fatta di forme esplose e di volumi plastici, in cui il caos diventa l'elemento ordinatore e il colore il simbolo della funzione.

All'interno i colori definiscono uno spazio ricco di movimento, di indicazioni direzionali, di allusioni prospettiche. La sintesi di cio' e' una nuova visione dell'ambiente costruito e dello spazio architettonico e soprattutto del contesto lavorativo: uno spazio vivo, mutevole e sicuramente non monotono.

Elisa Caivano

Progettisti

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