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Luogo:

Corato - Bari

Progettisti:

Domenico De Palo

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Tagli essenziali
Domenico De Palo, enfant terrible del design made in Puglia, presenta le sue ultime creazioni

"Taglio le mie tele all'altezza del cuore per vedere sgorgare la luce"
Lucio Fontana.

Il taglio come modalita' progettuale che ridefinisce l'oggetto e la sua vita rappresenta l'approccio creativo di Domenico De Palo. Una ricerca della linea, di un segno capace di marcare uno spazio dinamico, fluido, nel tentativo sempre in bilico di provare a disegnare oggetti che siano frutto di una relazione essenziale con lo spazio.

Calato negli scenari metropolitani contemporanei, il trentenne di Corato ha osservato come i riti collettivi di segnatura del corpo oggi sempre piu' diffusi: tatuaggi e piercing siano modi per esercitare un controllo sul proprio corpo, sulla pelle. Cosi' proiettando questa tensione fisica nel mondo del progetto, De Palo contribuisce, da una parte, a dare un segnale che il mondo che c'e' dentro di noi, sotto la nostra pelle puo' manifestarsi negli oggetti.

Dall'altra, se vogliamo estendere questa proiezione emozionale al mondo dell'arte troviamo delle assonanze concettuali con l'opera di Lucio Fontana e con l'universo di Gordon Matta-Clark. Di quelle esperienze, pero', non c'e' il senso definitivo, rivoluzionario ma, piu' intimamente, i tagli di De Palo sembrano appartenere a una sfera piu' privata. Un esempio e' rappresentato da Dodo', lampada disegnata per Viabizzuno, presente nella mostra curata da Andrea Branzi in Triennale "Il paesaggio mobile del design italiano".

Lo stesso oggetto ha conseguito il secondo premio al "Lighting Bit Award", oscar del light design. Cosi', egli stesso definisce con piglio poetico la sua creazione: "Interpretare il design non e' fine a se stesso, alla linea si affiancano il corpo, l'anima e lo spirito per fondersi in una sola emozione. Come una pagina di libro la mia lampada si sfoglia... e puoi scrivere il tuo racconto fatto di segni, bassorilievi, materia che si fa luce.

Un racconto di contrasti: i pieni, i vuoti, l'ombra e la luce". Di analoga ascendenza si presentano le collezioni di divani disegnate per Antidiva. Una combinazione di tagli geometrici sottolinea le funzioni e le modalita' di utilizzo, in opposizione a una sobrieta' minimalista che tende a occultare l'espressivita' dell'oggetto, qui De Palo traccia un percorso guidato di sguardi e di relazioni estetiche con la semplice seduta.

Il segno mai decorativo si trasforma in tema autonomo di progettazione. Spostando la logica del disegno su un piano che crea un diverso rapporto con l'oggetto, il designer crea un dialogo fruitore/prodotto, basato sull'affettivita', la comunicazione, la sensorialita'. Un design attuale, sempre in movimento che si confronta con le differenze tipologiche con la stessa freschezza inventiva, sempre sorprendente, mai banale. Come nel caso della nuova lampada Dagliretta disegnata per Viabizzuno.

E' la luce, nella sua essenza immateriale a definire l'oggetto. Un discorso a se' meritano le sedute per esterni in pietra di Trani disegnate per Antidiva realizzate da sapienti maestranze pugliesi rievocano sin dal nome Talamo antichi rituali persi nella notte dei tempi. Con questo progetto Domenico De Palo ha voluto sottolineare la sua appartenenza territoriale evocando antiche memorie che dimostrano come il design sia un lento processo di riconciliazione con se stessi e il proprio habitat.

Un dialogo continuo tra privato e pubblico nel difficile tentativo di interpretare una cultura densa di sogni e conflitti dove il designer opera alla ricerca di un accordo, un equilibrio tra storico e contemporaneo attraverso il suo ruolo di catalizzatore di stimoli diversi, aperti al cambiamento.

Marco Petroni

Progettisti

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