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Intervento:

Progetto preliminare e definitivo per il restauro del Palazzo delle Esposizioni

Luogo:

Roma

Progettisti:

Architetti Associati ABDR, Michele De Lucchi, Firouz Galdo

Progetto:

Officina del Disegno, Firouz Galdo - aMDL Architetti Associati, Michele De Lucchi - ABDR Architetti Associati, Maria Laura Arlotti, Michele Beccu, Paolo Desideri, Filippo Raimondo
Gruppo di progettazione: SAC SpA, IGIT
Progetto di consolidamento dell'edificio: Paolo Rocchi
Progetto architettonico della libreria: Firouz Galdo, Gabriele Pierluisi

Progetto preliminare:

Firouz Galdo - Azienda Speciale PALAEXPO
Progetto preliminare e definitivo: Firouz Galdo - Azienda Speciale PALAEXPO
Direzione artistica: Michele De Lucchi - aMDL
Progetto esecutivo del Palazzo: ABDR Architetti Associati

Commitente:

Comune di Roma, Azienda Speciale Palaexpo

Imprese esecutrici:

SAC SpA

Anno di redazione del progetto:

2004

Anno di esecuzione:

Anno di inizio lavori: 2003
Anno di fine lavori: 2007

Allestimento:

28.000.000,00 Euro

Dati dimensionali dell'intervento:

12.000 mq; 100.000 mc

Foto:

Gabriele Basilico
Ritratto Michele De Lucchi: Ottorino De Lucchi

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Galleria Romana
La ristrutturazione del Palazzo delle Esposizioni, invita all'incontro tra citta' e arte

A Mark Rothko, Stanley Kubrick e Mario Ceroli, esponenti di spicco della "multimediale" arte contemporanea, sono affidati gli onori della celebrazione per la riapertura degli spazi del Palazzo delle Esposizioni. "Un palazzo monumentale, accademico, autocelebrativo, che denuncia i limiti dell'epoca nella conformazione architettonica come nella visione dell'esporre" lo definisce Firouz Galdo; e "un palazzo difficile [...] dove sono sbagliate le altezze, le sale, e' sbagliato l'assetto della pianta centrale, con il salone centrale, e' sbagliato l'ingresso, quella scalinata li' che non serve a niente e non da' niente ne' al Palazzo ne' alla strada", e' il risultato dell'analisi di Michele De Lucchi (cfr. A. Abruzzese, M. De Lucchi, F. Galdo, Il Palazzo di Roma.

Conversazione sulle esposizioni, Luca Sossella Editore, Roma 2003, p. 26). Rispettivamente progettista e direttore artistico, insieme a Paolo Desideri che ha curato il progetto esecutivo del Palazzo, Galdo e De Lucchi si sono impegnati nel dare nuovo volto e pertinenza a un progetto che vinse il concorso bandito nel 1877 e che, a priori, sulla carta come nella sua realizzazione modificata in parte in corso d'opera, era incapace di rispondere alle contingenti necessita' di una struttura adibita a ospitare mostre e esposizioni, ma che per converso, rappresentava il modello accademico del gusto architettonico e il ritratto della Roma di fine XIX secolo, realta' che cercava autoaffermazione e riconoscimenti dalle capitali oltralpe.

Da Pio Piacentini in poi, sono stati molti gli interventi che hanno talvolta rimaneggiato, ovvero rivisitato (particolarmente significative le operazioni svolte dagli architetti razionalisti), o restaurato i caratteri magniloquenti dell'edificio, e malgrado questa molteplicita' di atti, la struttura non e' mai stata vicina alla citta', partecipe, permeabile. A questa mancanza, in particolare, hanno dato risposta i progettisti.

Non piu' un'unica e altera scalinata trionfale per l'accesso al Palazzo, ma altri cinque ingressi, ognuno legato a diverse funzioni ma tutti indifferentemente in grado di guidare il pubblico verso le mostre d'arte. Non solo.

Queste porte che permettono degli approcci obliqui all'esposizione, si intersecano con gli spazi connettivi, tutti di libera percorrenza, accedendo ai diversi servizi commerciali previsti all'interno di questo piano (libreria, centro specializzato per l'arte, caffetteria) sottolineando un vero e proprio senso urbano di "galleria", dove, volendolo, e' possibile attraversare il palazzo al suo interno, entrando da via Milano e uscendo su via Nazionale senza accedere alle mostre.

Gli oltre 3.000 mq dei tre livelli superiori sono invece dedicati unicamente all'esposizione. La competizione fra lo spazio e il suo contenuto afferente al progetto originario viene risolta con la creazione di un percorso lineare e univoco che annulla il bisogno di orientamento inanellando le sale e creando un libero fluire di spazi mai frammentati o interrotti.

Una volta riappropriatosi dei requisiti spaziali necessari, il progetto ha curato l'allestimento delle sale espositive prevedendo un sistema di pareti verticali che riveste i muri e realizza un ideale fondo neutro e uniforme su cui appendere le opere.

L'illuminazione di questi locali, infine, e' il risultato di un regolamentato connubio fra luce naturale, quella zenitale proveniente dai lucernari e quella schermata dal brise soleil delle vetrate, e luce artificiale, presente con un apparato di pannelli luminosi e fari integrati disegnati da Michele De Lucchi e plafoni sospesi.

Un cinema da 137 posti, una sala multimediale per 112 persone e un'aula polifunzionale sono altri ambienti di questa grande operazione politica e culturale che desidera riportare Roma nella rosa delle capitali europee per la produzione di servizi integrati e della cultura interdisciplinare.

Francesca Pieroni

Progettisti

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