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Intervento:

Tesi di laurea

Progettisti:

Maria Azzurra Rossi

Relatore:

Giulio Romoli

Titolo:

La tangenziale est sopraelevata di Roma trasformata in mercato e parco urbano attraverso la rilettura della sua struttura, della sua storia e della sua contemporaneita'
Argomento: Composizione architettonica

Luogo:

Roma

Correlatore:

Francesco Careri

Anno accademico:

2006 - 2007

Università:

Universita' degli Studi "La Sapienza" - Roma
Facolta': Facolta' di Architettura "Valle Giulia"

Corso di laurea:

Arredamento e architettura degli interni

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Il mercato verde
Progetto per uno spazio pubblico sulla sopraelevata della Tangenziale Est a Roma

Come a Parigi la vecchia linea metro Gare de Lion - Chateau de Vicennes e' diventata una promenade bucolica sopra i semafori e il traffico della citta', cosi' anche a Roma la Tangenziale Est sopraelevata potrebbe essere trasformata in un valore. Il dibattito dura da anni e le soluzioni, sia progettuali che legislative sono molteplici. Questa in particolare agisce a scala di quartiere restituendo agli abitanti, nel tratto piu' critico compreso tra piazza Caballini e viale Castrense, le condizioni minime di vivibilita' e altro.

Il progetto si propone di offrire un nuovo spazio pubblico, partecipato, caratteristico, quotidiano come quello del mercato. I chioschi del mercato sono dispersi nel verde: oleandri, eriche, bouganvilles sostituiscono, ai fumi del traffico, i loro colori per rendere piu' piacevole il momento della spesa. Alla base della progettazione vi e' lo studio degli elementi caratterizzanti la sopraelevata stessa, che si scompongono in fase di analisi mantenendo e valorizzando la loro memoria.

Si ottengono cosi' 5 layers: quattro legati alla fisicita' del viadotto, che andranno a costituire il parco urbano e uno, mediato dalla dimensione temporale, generatore del chiosco "base" del mercato. La struttura orizzontale: le luci, le carreggiate e le barriere di sicurezza diventano una griglia spaziale che da' vita alla planimetria progettuale; la struttura verticale: analizza per punti la contemporaneita' della sopraelevata, attraverso la rilettura temporale di eventi, manifestazioni, film, cortometraggi, decreti legge e provvedimenti.

La linea che interseca i pilastri coordina cosi' il sistema di sedute, parcheggi per le bici, punti luce ed elementi vegetali; l' asfalto: lo spazio superficiale, il manto bituminoso, si trasforma in una nuova pavimentazione pigmentata con due diverse colorazioni, a seconda dell'esposizione piu' o meno diretta ai raggi solari; il traffico: lo spazio volumetrico occupato dai veicoli sull'asfalto, diventa il negativo di quest'ultimo e genera la superficie verde; il movimento: un breve filmato girato sulla sopraelevata viene scomposto in 11 frames, a distanza di un secondo l'uno dall'altro, e analizzato spazialmente, in modo architettonico: viste prospettiche, piante per individuare la posizione dei veicoli nelle carreggiate e prospetti per comprendere il rapporto tra i mezzi di trasporto e gli edifici circostanti.

Il chiosco tipo del mercato nasce dalla trasformazione di queste scene reali in una scena immaginaria, cinematografica: un sorpasso azzardato tra due macchine di diversa tipologia, ambientato in un preciso set (la sopraelevata), con altri personaggi e una colonna sonora. Gli elementi della scena diventano gli elementi compositivi del chiosco; attraverso la loro evoluzione spaziale e dimensionale si ottengono 11 nuovi chioschi del mercato che vengono distribuiti nello spazio del parco urbano, seguendo il ritmo dato dalla griglia planimetrica.

La particolare composizione dei chioschi permette di avere due diverse tipologie: una a struttura aperta, dove il venditore e il cliente si muovono liberamente attorno allo spazio espositivo e la seconda a struttura classica composta dai banconi e dallo spazio magazzino. Il mercato e il parco sono accessibili da via del Pigneto e da viale Castrense sia con mezzi ciclabili che pedonali, mentre da via Casilina solo pedonalmente.

La chiusura di questo tratto di sopraelevata, nel caso in cui venisse mantenuto il traffico negli altri, non comporterebbe un problema per il traffico, che potrebbe essere fatto defluire verso via Prenestina; togliendo inoltre le code che si formano costantemente in direzione Castrense venendo da via dello Scalo San Lorenzo.

Maria Azzurra Rossi

Progettisti

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