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Intervento:

Realizzazione di un asilo nido

Luogo:

Isola Sacra - Roma

Progettisti:

O/M Architetti Studio Associato

Progetto:

Aldo Olivo, Antonio Paolo Mascia, Cristiana Pacchiarotti

Collaboratori:

Andrea Caminiti

Commitente:

Responsabile del progetto Franco Quadrana - comune di Fiumicino

Anno di redazione del progetto:

1998

Anno di redazione del progetto:

2003 - 2005

Costo:

560.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

Romana Edil Tecnica Soc. Coop. arl

Fornitori:

Ringhiere Furghieri Davis, rivestimenti in pietra Lozzi, sanitari e rubinetterie Ceramiche Appia Nuova

Dati dimensionali dell'intervento:

Mq 900 ca

Foto:

Nico Marziali

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Un luogo per crescere
L'asilo nido di Isola Sacra come elemento di identita' dell'urban sprawl romano

Situato in un'area periferica cresciuta spontaneamente, dove la densita' del tessuto urbano centrale cede il passo a una trama reticolare che alterna pieni e vuoti - isolati costruiti e altri liberi a prevalente destinazione residenziale - l'asilo nido di Isola Sacra a Fiumicino progettato dallo studio O/M di Roma assume e rivaluta la condizione della marginalita', dell'assenza come carattere di forza, come elemento stesso del progetto.

Su un lotto adiacente alla strada di scorrimento che collega Fiumicino a Ostia, dove in epoca romana sorgeva la linea di costa, non lontano da un episodio illustre dell'architettura antica come il porto di Traiano, l'edificio e' riparato dai rumori del traffico da un cordone dunoso artificiale e dalla collocazione arretrata rispetto alla viabilita'. La strada e' chiave di lettura del progetto e l'edificio sembra pensato per essere percepito da chi la percorre alla velocita' delle automobili.

La struttura ha la necessita' di imporsi come segnale attrattivo nell'indifferenziato e casuale tessuto circostante. Proprio partendo dal concetto della marginalita', il progetto esalta l'idea della frammentazione, proponendo un manufatto che e' un insieme di elementi compositivi diversi. L'elemento fondante e caratterizzante del progetto e' un setto continuo di colore rosso mattone, evocativo dell'architettura romana in laterizio (il muro di costruzione) senza esserne diretta citazione.

Il muro colorato, da un lato, e una doppia teoria di pilastri intonacati di colore bianco, sul lato opposto, definiscono lo spazio del percorso connettivo, una sorta di strada coperta, con il piano orizzontale lastricato in travertino. Il percorso e' chiuso superiormente da una pensilina ad andamento spezzato, suddivisa in quattro parti; inizialmente immaginata come elemento metallico, la copertura e' stata poi realizzata in cemento armato con l'estradosso rivestito in acciaio zincato.

Tale scelta riprende e si adatta chiaramente alle coperture dei capannoni industriali e dei cantieri navali presenti in zona, pur proponendo la struttura come vero e proprio segnale urbano. La scala architettonica scandisce senza soluzione di continuita' lo spazio nel passaggio tra interno ed esterno, tra "dentro" e "fuori". Sul lato nord del percorso connettivo si innestano i volumi delle tre aule didattiche, parzialmente protetti dall'aggetto della pensilina "spezzata".

I tre parallelepipedi, pensati per garantire l'autonomia e le diversita' funzionali e spaziali delle unita' pedagogiche, riprendono le diverse giaciture del contesto, a partire dall'allineamento con la maglia ortogonale del reticolo viario, seguito, per scarti successivi, da leggere rotazioni. I lati maggiori dei volumi, trattati semplicemente con intonaco a tinte chiare, sono contrassegnati da aperture di forma quadrata ad altezza di bambino mentre ampie finestre a tutta altezza si affacciano verso l'area verde esterna.

All'articolazione volumetrica irregolare del fronte nord con le unita' didattiche si contrappone la linearita' del blocco dei servizi addossato al muro di spina, un semplice parallelepipedo scandito da bucature irregolari che esaltano l'orizzontalita' del manufatto. La scelta cromatica degli interni gioca su tinte accese e vivaci a sottolineare l'aspetto ludico dell'edificio. Il progetto dell'asilo nido di Isola Sacra concilia la periferia di un luogo considerato marginale con l'esigenza di un destinatario finale del tutto particolare.

Raffaella Antoniacci

Progettisti

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