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Intervento:

Ristrutturazione uffici Pentamark

Luogo:

Via Vittorio Colonna, Roma

Progettisti:

Roberto Fortunato; Zeki Studio

Progetto:

Roberto Fortunato, Emanuela Di Cristino, Francesca Brunetti

Collaboratori:

Artistici, Sara Portello, Sergio Tanara

Commitente:

Pentamark

Anno di redazione del progetto:

2006

Anno di esecuzione:

2006

Costo:

65.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

RCF Sistemi srl

Fornitori:

Upper, Frezza, Targhetti, Artemide

Dati dimensionali dell'intervento:

Mq 90

Foto:

Emanuele Ciccomartino

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Spazi di carta
Carta da parati e lunghi corridoi rendono accogliente lo spazio uffici di un'azienda romana

Progettare un ambiente ufficio necessita, piu' che in altri casi, il porre attenzione alla funzionalita' e alla fruibilita' degli spazi, tenendo ben presente le differenze delle singole aree e stanze. Non solo: il risultato sara' davvero positivo solo se si sara' ottenuto il non facile obiettivo di render piu' agevole e confortevole la vivibilita' di questi ambienti.

In tal senso i progettisti degli uffici della Pentamark si sono concentrati nel comprendere le differenze e le specifiche necessita' che possono esserci nei due settori principali che un ufficio deve contenere: l'area direzionale-amministrativa e l'area produttivo-creativa. In questa ricerca il loro sforzo ha riguardato per lo piu' l'esame dei colori, materiali, forme e design il piu' possibile adeguati all'ambiente in questione.

Ma se architettonicamente e graficamente i due piani sono stati trattati in maniera diversa, concettualmente e volutamente in un esplicito contrasto, seguendo le esigenze del lavoro, il tutto segue comunque un'ottica moderna, fresca e dinamica. Il piano amministrativo si caratterizza per i due colori principali: l'arancio, accogliente e stimolante, e il grigio, colore della distensione e della riflessione.

Gli spazi sono ordinati, lineari, essenziali, a partire dalla zona reception, con un banco dalle linee taglienti e decise, che appaiono quasi in continuita' con il vicino lungo corridoio sul quale gravitano le varie stanze. Di queste prendiamo in considerazione la sala riunioni, dotata di un tavolo di cristallo corredato di sedie bianche, ancora per ricercare quella linearita', essenzialita', pulizia percettiva che facilita il lavoro.

Essa e' anche dotata di una parete tecnica, di color grigio, costituita da un lungo banco marrone e una serie di mensole in cristallo che escono da una fascia arancio in legno verniciato: al centro di questa c'e' uno schermo per video conferenze collegato a un computer fisso contenuto nel mobile, mentre le mensole ospitano i vari apparecchi elettronici come lettori cd, dvd e vhs.

Da sotto e sopra questa fascia "tecnologica" fuoriesce la luce di una serie ordinata di faretti nascosti dietro di essa. Il piano creativo invece e' studiato in modo tale da esser prima di tutto stimolante, lasciando spazio a un'apparente irrazionalita', cosicche' le idee si generino e si diffondano in assoluta liberta'.

Di fatto tali ambienti cosi' studiati agevolano chi li vive nella realizzazione del principio secondo cui "la ricerca dell'idea vince la routine della giornata di lavoro". Si e' cercato di progettare uno spazio dove le intuizioni si trasformino in idee vincenti. A tale scopo le pareti sono diventate sorgenti di parole, pensieri, immagini fumettistiche, storie che mantengano attiva l'anima giocosa e inventiva di chi vive l'ambiente.

Nel corridoio, e' l'archetipo grafico che domina su quello architettonico: e' una nuova sperimentazione, e' giocare con il significato di volume e di spazio, e' indossare i panni di un grafico progettando in due dimensioni uno spazio tridimensionale. Le porte, il soffitto, il pavimento, i supporti elettrici e caloriferi, i mobili e i tavoli, le librerie e le poltrone, gli elementi elettronici e tecnologici si mimetizzano e si confondono in un unico spazio bidimensionale.

Il loro riconoscimento visivo avviene dunque attraverso metodi nuovi rispetto alle nostre abitudini: il termosifone e' identificabile grazie a una grande scritta "hot" su di esso, gli interruttori da "light", e cosi' via. Le singole stanze sono dominate da un rosso acceso, energico, impulsivo, cosi' come rossi sono i divani e i tavolini del corridoio.

A questo si accostano e si scontrano il bianco e il grigio, piu' un'altra illimitata quantita' di colori che caratterizzano gli arredi e gli spazi personali. All'interno di questi ambienti, infine, e' la tecnologia che viene esaltata, in quanto strumento necessario per la codificazione dell'idea.

Elisa Caivano

Progettisti

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Disegni e rendering