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Intervento:

Parco archeologico - piano della Civita, Artena

Luogo:

Piano della Civita - Artena

Progettisti:

2T_R architettura

Progetto:

Luca Montuori, Riccardo Petrachi, Marina Checchi

Commitente:

Comune di Artena

Anno di redazione del progetto:

2004

Anno di esecuzione:

2007

Costo:

750.000,00 Euro

Imprese esecutrici:

SITARC srl

Dati dimensionali dell'intervento:

ha 30 parco, mq 800 area centrale, mq 150 centro visite

Foto:

Riccardo Petrachi

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Archeologia materica
In un paesaggio aspro il centro visitatori segnala il Parco Archeologico di Artena

Il recupero della storia di un popolo puo' rientrare talvolta nelle competenze di un architetto. Ci si avvale di resti archeologici al fine di ordinare lo spazio e la memoria collettiva integrandoli nell'attuale matrice culturale.

Gli architetti Luca Montuori, Marina Checchi e Riccardo Petrachi (2T_R architettura) hanno pensato alla costruzione di un parco come base per il rilancio culturale della citta' di Artena, dando rilievo al legame che questa ha con il proprio passato. Artena e' una caratteristica cittadina addossata sul fianco settentrionale dei Monti Lepini; dalla sommita' della collina su cui sorge lo sguardo spazia dal mare a Palestrina.

Gli scavi archeologici eseguiti sul Piano della Civita hanno riportato alla luce l'Acropoli che conserva intatti i ruderi di mura poligonali o ciclopiche e altri interessanti resti come alcuni insediamenti civili e diverse opere per la raccolta e la distribuzione delle acque risalenti al V e IV secolo a.C, appartenenti cioe' a quel mondo romanico-italico costituitosi alla vigilia delle guerre Puniche.

Il progetto tenta di operare alla scala del paesaggio valorizzando la panoramicita' del sito e ripristinando un ordine logico nella fruizione dei resti della citta' antica, sviluppatasi in epoche e fasi successive. Tutti i ritrovamenti archeologici vengono quindi inseriti in un sistema di percorsi di visita, in modo da permetterne una migliore fruibilita', e attrezzati con pannelli informativi che ne illustrano la corretta collocazione storica e geografica.

All'interno del Parco Archeologico, le costruzioni che non possono essere mantenute in vista, a causa della loro precaria stabilita', sono leggibili dai visitatori attraverso aree leggermente ribassate rispetto al piano di campagna. Queste aree sono individuate da rettangoli che presentano dimensioni pari a quelle dell'edificio originale e realizzati con un ciglio in pietra e una pavimentazione in polvere di pietra di cava bianca.

La geometria peculiare, cosi' come l'utilizzo di materiali locali per i singoli spazi, contribuiscono a contestualizzare l'impianto del Parco Archeologico, caratterizzandolo come una sorta di prolungamento delle opere e delle vestigia storiche preesistenti.

Il centro visitatori e' situato nell'area centrale del Parco Archeologico, nei pressi di un fontanile, intorno al quale e' stato realizzato un sistema di pavimentazioni costruito su una maglia dimensionale regolare e seriale che si sovrappone al disegno articolato del suolo.

Il padiglione, la cui pianta e' ortogonale in accordo con le tracce urbane e con l'andamento naturale del terreno, nasce come metafora del rapporto tra il sotto e il sopra del piano campagna. Nel padiglione trovano collocazione i servizi igienici e un ufficio.

Le chiusure verticali, quasi virtuali, sono realizzate con un sistema di infissi mobili costituiti da pannellature, in parte fisse e in parte scorrevoli, in ferro con dogature in legno di diversa dimensione, la cui scansione rimanda a una ideale sezione di uno strato archeologico. Questo sistema conferisce trasparenza e continuita' visiva tra le parti a monte e a valle, stabilendo relazioni tra l'infinito del paesaggio e la scala dell'area centrale del Parco.

I servizi igienici e l'ufficio, posti a una quota inferiore rispetto al piano campagna, sono ricavati all'interno di tre cilindri rivestiti in pietra montata a secco che evocano, per forma e matericita', le cisterne presenti nel Parco, secondo una operazione di riscrittura positiva/negativa del sito, materializzazione volumetrica del vuoto, del foro che penetra nel terreno.

Il visitatore scopre qui non solo un Parco Archeologico, ma anche un'area di quiete e di pace, di eternita', sottratta agli accadimenti della contingenza.

Alessandro Beato

Progettisti

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