hai scelto:homeprogettiristrutturazioni

Intervento:

Ristrutturazione di un appartamento

Luogo:

Via Cicerone - Roma

Progettisti:

Architetti Associati GAP

Progetto:

Federico Bilo', Alessandro Ciarpella, Francesco Orofino

Collaboratori:

Beatrice Fumarola, Mirko Giardino

Anno di redazione del progetto:

2001 - 2002

Anno di esecuzione:

2002 - 2003

Costo:

108.000,00 Euro

Dati dimensionali dell'intervento:

Mq 130 ca

Foto:

Filippo Vinardi

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Domesticita' creativa
Vetro e illuminazione innovativa in un interno romano

Trasparenza, materializzazione, flessibilita': queste le linee guida della ristrutturazione dell'appartamento in via Cicerone a Roma, concretizzata dagli architetti dello studio GAP, Federico Bilo', Alessandro Ciarpella, Francesco Orofino, e fortemente guidata da una committenza tutta particolare che ha reso davvero singolare l'intervento sul manufatto.

Raramente, a detta dell'architetto, e' capitato in questo tipo di lavori di avere dei committenti cosi' decisi, propositivi e soprattutto generosi (budget iniziale di 900 euro/mq) ma allo stesso tempo esigenti e puntigliosi. Conseguenza di questo reciproco confrontarsi e' stato un progressivo perfezionamento della piu' prudente idea iniziale.

Si trattava di ristrutturare un appartamento posto al secondo piano di un immobile a corte del secolo scorso, in muratura portante, situato nei pressi di piazza Adriana. In particolare si doveva riaccorpare in un'unica abitazione due diversi appartamenti, per un totale di 130 mq di 3,98 m di altezza interna.

L'immobile versava in pessime condizioni di conservazione: pavimenti rovinati e sovrapposti, infissi usurati, stucchi di mediocre qualita' e lacunosi, impianti concentrati in un'unica zona umida, nella parte dell'appartamento affacciata sulla corte interna.

Inoltre l'edificio nell'insieme registrava un importante dissesto statico: l'intera facciata aveva subito una rotazione all'infuori, tendendo a staccarsi dal corpo, motivo per cui si sono resi necessari consolidamenti con resine, su lesioni e fessurazioni piu' o meno profonde trovate sotto gli intonaci.

Punto di partenza della ristrutturazione interna e' stata la massima rimozione possibile dei vecchi elementi strutturali per disporre di un unico spazio vuoto dove dar vita ex novo al programma dei committenti, il quale contemplava la realizzazione di un grande ambiente soggiorno, comprendente anche la cucina, alcune aree studio-lavoro, una stanza da letto padronale, di due stanze da letto per i figli, uno spazio per un domestico; Il tutto improntato a quei criteri di flessibilita' e trasparenza sopra citati.

Idea centrale del progetto dell'architetto e' stata quella di sviluppare sul muro di spina del corridoio della casa una "macchina delle funzioni", cioe' uno spessore attrezzato che andasse a indicare distintamente e funzionalmente gli ambienti altrimenti indeterminati, generando una pianta organizzata a bande: a procedere dall'interno, il corridoio di distribuzione, il muro di spina, la macchina delle funzioni, gli ambienti.

La macchina e' pensata come una struttura metallica, rivestita in legno e vetro, che ospita al proprio interno armadi, librerie, guardaroba, le zone letto dei ragazzi e la zona studio privata dei genitori. Nell'ambiente principale, la macchina diviene un importante episodio plastico, includendo la cucina e un altro studiolo.

A tale macchina si associano elementi ulteriori, quali delle pareti in legno, parzialmente scorrevoli, per suddividere ambienti altrimenti in continuita'; delle scale (per accedere a una quota di soppalco realizzata con molte cautele, data l'altezza limitata), delle quali una mobile, bilanciata da un contrappeso. Nella parte su corte dell'appartamento, quella dotata di scarichi e adduzioni, e' stato insediato il nucleo servizi e l'area per le faccende domestiche.

Un particolare rilevante del progetto e' il rivestimento di alcune pareti in vetro diffusore scorrevole, e retroilluminate (nel corridoio); mentre la macchina e' in gran parte delimitata da una parete in vetrocemento, a illuminazione dei guardaroba retrostanti. L'ampio uso del vetro ha consentito una smaterializzazione di partizioni altrimenti ineliminabili, specie nel corridoio, su cui affaccia, angustamente, l'ingresso.

Elisa Caivano

Progettisti

Leggi la scheda completa del progettista oppure sfoglia direttamente gli altri progetti

Galleria immagini

01020304050607

Disegni e rendering