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Intervento:

Concorso per il programma di recupero della zona "Magliana", realizzazione di un complesso edilizio a uso commerciale, ricettivo e per servizi privati - 1 classificato

Luogo:

Roma

Progettisti:

Stefano Cordeschi, David Sabatello

Collaboratori:

A.C. Beuchat, C. Garofalo, M.S. De Angelis, S. Orsi, A. Grumberg, P. D'Ercole, E. Di Martino

Progetto:

Progetto strutturale: Francesco Sylos Labini
Progetto impiantistico: Dino Boni - Manens Intertecnica
Efficienza energetica: Marco Citterio
Progettazione impianti e strutture: Progetto CMR srl
Edilizia alberghiera e commerciale: Progetto CMR srl

Commitente:

Ente Banditore ATI Imprese G&G Di Stefano SpA, Federici Costruzioni srl di concetto con Comune di Roma Dip. VI

Anno di redazione del progetto:

2006

Dati dimensionali dell'intervento:

Mq 36.000, mc 64.000

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Nuove identita'
I tre progetti selezionati del concorso per il recupero urbano di via Magliana: dal vincitore una proposta di integrazione dentro una terra di mezzo

I mutamenti indotti dalla terza rivoluzione industriale tendono a ridefinire quelle che sono le gerarchie urbane. Le trasformazioni investono l'intero territorio, urbanizzato e non urbanizzato, anche a scala ridotta. All'interno delle grandi aree urbane sempre piu' spesso rinveniamo delle zone amorfe, "momenti di un processo di trasformazione che rappresentano i tempi morti della dinamica urbana" cosi' come venivano definite da Aldo Rossi nel celebre L'architettura della citta'; sono luoghi, complessi edilizi e infrastrutture ormai inutilizzati.

Il problema del riuso delle strutture fisiche derivanti da questi processi di trasformazione viene sempre piu' spesso affrontato attraverso "Progetti Urbani", introdotti per la prima volta a Barcellona da Oriol Bohigas all'interno del "Piano per i giochi Olimpici del 1992". Si tratta di una procedura capace di trasporre le previsioni del P.R.G. in declinazioni progettuali, capaci di innescare processi di rinnovamento urbano in brani di citta'.

Con questi presupposti e' possibile leggere nella sua completezza il progetto bandito dal comune di Roma per il recupero urbano della zona Magliana. Il Concorso, a inviti, ha visto la partecipazione di nove professionisti, si tratta degli architetti: Lorenzo Bellini, Stefano Cordeschi, Nicola Di Battista, Enzo Eusebi, Giulio Fioravanti, Christhofer Lanksbury, Paola Rossi, Carlo Sadich, Tommaso Valle.

Il bando chiedeva la progettazione di tre comparti edificatori: un primo destinato a centro commerciale per la grande distribuzione, affacciato su una nuova piazza urbana; il secondo destinato ad albergo; il terzo, in prossimita' di via Frattini, riservato a polo direzionale e di servizi. E' il gruppo capeggiato dall'architetto Stefano Cordeschi, in collaborazione con l'architetto David Sabatello, a risultare vincitore di uno tra i piu' importanti interventi del Programma di Recupero Urbano della zona Magliana.

Cordeschi e Sabatello descrivono il sito come una "terra di mezzo", un luogo di transizione tra diverse realta', un punto dove la citta' finisce senza preavviso: e' il margine. Nel loro continuo dissolversi, i bordi delle citta' risultano lacerati, irriconoscibili. Sfumano le note di una campagna bucolica, che ormai non esiste piu', in una periferia oggettivamente brutta, fatta di capannoni industriali grandi e piccoli, edilizia di scarsissima qualita' che insiste su di un territorio non a pieno ascrivibile al rango di citta'.

Le infrastrutture solcano il territorio provocando lesioni nei tessuti vitali della citta': frammenti superstiti di paesaggio agricolo si alternano a svincoli autostradali e sopraelevate. Controverse vicende urbanistiche hanno fatto della "Magliana" una periferia problematica: elevatissima densita' abitativa, peraltro in una zona posta a una quota piu' bassa dell'argine del Tevere, degrado sociale e ambientale e perdita dell'identita' del luogo.

Il degrado poi diviene macroscopico intorno all'area di progetto. Si tratta di un'area industriale dismessa compresa tra la ferrovia FM1, via della Magliana Nuova, lo svincolo dell'autostrada Roma-Fiumicino e il realizzando innesto di via Frattini su via della Magliana Nuova. Il compito dell'architetto e' quello di ridisegnare i margini della citta' contemporanea e nel fare cio' Cordeschi e Sabatello hanno optato per un rigore formale e compositivo assoluto.

Il processo ideativo ha dapprima isolato quelli che sono i termini peculiari del paesaggio su cui ci si appresta a operare. Lo sky-line e' marcato dal palazzo della Civilta' Italiana e dalla Basilica dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, entrambi emergenti come avamposti della citta', ma allo stesso tempo capaci di dialogare con la collina antistante ignorando il resto.

E ancora, un'altra situazione percettiva, e un'altra realta' urbana, questa volta data dalle grandi infrastrutture e dai rapporti visivi che queste intessono a distanza con le emergenze della citta' e del paesaggio. Da questa osservazione il progettista elabora un concept chiaro, assoluto. Il progetto recepisce questa doppia realta' proponendo due soluzioni complementari, una per la fascia basamentale e l'altra per le strutture in elevazione; la prima cerca di instaurare relazioni con il contesto immediato e la seconda con i punti di riferimento nell'area vasta.

La traduzione in forma del programma e' esplicita: uno zoccolo che include la piazza, la struttura commerciale, il centro congressi e i servizi dell'albergo, ovvero i luoghi della relazione e dello scambio commerciale e culturale; la piazza e' fulcro compositivo e concettuale di tutte queste relazioni ed e' quello spazio pubblico che dovrebbe innescare la riqualificazione delle aree circostanti, cosi' come avvenne con gli Espais Urbans a Barcellona.

Aperta verso la strada e il quartiere, la piazza risulta parzialmente schermata dalla ferrovia, con un solo grande varco che si apre su di un suggestivo scorcio del paesaggio. Oltre alla piazza e alla fascia basamentale l'altro elemento fondamentale della composizione e' la torre che ospita l'hotel, oggetto capace tanto di dialogare con le emergenze monumentali della collina dell'E.U.R. quanto di fungere da marker in un contesto urbano estremamente disgregato.

Il tema della torre e' affrontato dal progettista come un complesso di elementi tra loro dialoganti piuttosto che come un apodittico monolito. L'attacco al cielo, la perentorieta' della forma, la nettezza della superficie e dell'angolo, la risposta alla luce derivano da quella tradizione moderna che nell'E.U.R. ha un suo manifesto.

Di quel mondo di forme, Cordeschi e Sabatello ripropongono alcuni codici, ma rispetto a quei modelli non possono dissimulare la ricerca di leggerezza, la difficolta' nel toccare terra, l'inclinazione alla fragilita', temi questi di assoluta contemporaneita'.

Alessandro Beato

Progettisti

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