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Intervento:

Concorso per il programma di recupero della zona "Magliana", realizzazione di un complesso edilizio a uso commerciale, ricettivo e per servizi privati - 3 classificato

Luogo:

Roma

Progettisti:

Paola Rossi

Coordinamento generale:

Nicola Luigi Panetta
Redazione del progetto: Valentina Armento, Tania Castagna, Gavino Cau, Vanessa Colilli, Serena De Marsanich, Francesca Giosi, Giordano Rossi

Consulenti:

Ilaria Garofolo - Architettura Sostenibile, Maria Grazia Longo - Analisi Funzionale; Susanna Nobili - Architettura e materiali; Sergio Tremi Proietti SEICO srl - Strutture; Guido Piantanida AI Studio AI Engineering srl - Stime Economiche; Stefano Cremo AI Studio AI Engineering srl - Impiantistica; Andrea Santini - Agronomia; Maria Dompe' - Arte Ambientale; Roberto Almagno - Sculture

Commitente:

Ente Banditore ATI Imprese G&G Di Stefano SpA, Federici Costruzioni srl di concetto con Comune di Roma Dip. VI

Anno di redazione del progetto:

2006

Costo:

120.247.000,00 Euro

Dati dimensionali dell'intervento:

Albergo mq 14.425; Commerciale mq 21.549; Centro direzionale mq 5240; Parcheggio multipiano e interrato mq 45.669; Area verde viabilita' e parcheggio a raso mq 45.437,90; parco mq 33.612

Caratteristiche tecniche particolari:

Copertura-piazza a verde sospesa. Sistemi a verde integrati nella composizione architettonica intesi come "polmoni attivi" del sistema di regolazione termoigrometrico sia a livello locale interno che di microambiente esterno. Sistema idrico-energetico integrato come riduzione dei consumi energetici e annullamento dell'inquinamento atmosferico

 

Nuove identita'
Una copertura a verde sospesa, sistemi naturali integrati come polmoni attivi sono il cuore del progetto di Paola Rossi

Sin dall'inizio della sua attivita' professionale l'architetto Paola Rossi ha mirabilmente coniugato architettura e arte, tema questo riscontrabile anche nella ricerca scientifica interdisciplinare "Il coraggio delle immagini" alla quale ha dato, nel corso degli anni, un fondamentale contributo.

Il rinnovamento e la trasformazione dell'attuale matrice del paesaggio nasce come evoluzione di quei processi storici di sedimentazione e contaminazione rinvenibili nel tessuto urbano consolidato; un processo che oggi appare ricco di fermenti creativi per l'eterogeneita' delle componenti sociali e per le aspettative che esse portano con se' di citta' piu' vivibili.

Il lavoro di Paola Rossi vuole quindi porre la massima attenzione a quelli che sono i caratteri propri dell'architettura e al rapporto che questa ha con le altre arti, cosi' come accadeva nei momenti migliori della storia della citta'. Il progetto si svolge lungo i due assi cartesiani, quello orizzontale e quello verticale, elaborando due figure: il "grattacielo/totem" e la "piastra/piazza".

Al grattacielo e' affidato il ruolo di segnale a scala urbana mentre alla grande copertura sospesa, una piazza grande due volte Piazza Navona, e' affidato il compito di spazio pubblico, collante sociale per una periferia estremamente disgregata. Il progetto si configura come una nuova "porta della citta'", punto di accesso anche visivo tra l'aeroporto Internazionale di Fiumicino e Roma.

La presenza di diversi fasci infrastrutturali ha costretto questo quartiere a un'emarginazione forzata. Per questo il progetto tenta di dilatare lo spazio pubblico, di moltiplicarlo e fluidificarlo affinche' questo diventi propulsore di un riscatto piuttosto che di un recupero dell'ambito urbano.

L'architetto ha scelto di "sollevare la quota di vivibilita' pubblica", prevedendo come abitabili tutte le coperture e restituendole al quartiere con inedite prospettive visive sulle emergenze ambientali e artificiali di qualita': il Tevere, la Valle dei Casali e le architetture dell'E.U.R. Per rafforzare ulteriormente l'integrazione del progetto con il territorio circostante si e' collegata la piazza centrale al parco attraverso una larga passerella che si lega fluidamente alla campagna romana.

Esplorando le possibilita' date dalla collaborazione tra l'architettura e le arti visive e' stato pensato un segno unificatore, un grande "mare verde" che unisce il segno verticale, la torre appunto, con il centro direzionale previsto nella grande piastra orizzontale. Si e' inoltre immaginato un luogo etereo, rarefatto: "il bosco fantastico", un luogo dove arte e architettura danno vita a spazi poetici a tutela, anche emotiva, di una periferia che merita e reclama riscatto.

Si e' cosi' voluta legare la fantasia degli artisti alla complessita' della dimensione ambientale e sociologica della citta' e del quartiere. La Distesa verde di Dompe' e la Foresta poetica di Almagno sono immagine e difesa di una periferia rivalutata. Lungo la via della Magliana Nuova il prospetto del centro commerciale si propone come un grande segno rosso con una facciata continua leggera in materiale composito.

Lungo l'asse verticale, al quale e' affidata la visibilita' a scala urbana dell'intervento, si sviluppa il centro alberghiero, due prismi che si inchinano l'uno opposto all'altro, lasciando al centro grandi vuoti e fasce orizzontali deputate al collegamento funzionale e strutturale dei due blocchi. Da sempre i grattacieli costituiscono un inno al progresso tecnologico, un gesto orgoglioso della capacita' umana; in questo caso sembrano voler negare i metodi di trasmissione verticale delle forze.

Un estremo tentativo di sovvertire il destino delle cose, ignorando la realta' e i condizionamenti della realta' per procedere a una libera espressione di fantasia che dovrebbe animare l'operato di ogni architetto.

Alessandro Beato

Progettisti

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