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Intervento:

Progetto degli interni e allestimento del polo museale San Domenico

Luogo:

Forlì

Progettisti:

Wilmotte & associés, Studio Lucchi & Bisemi

Commitente:

Fondazione Cassa dei Risparmi Forlì

Anno di redazione del progetto:

2003

Anno di esecuzione:

2004- 2005

Costo:

1.500.000 Euro

Rendering:

Tredistudio- Forlì

Imprese esecutrici:

Permasteelisa; Guzzini (illuminazione); Zumbotel; Erco

Dati dimensionali dell'intervento:

4.000 mq.

Caratteristiche tecniche particolari:

Tagli in intonaco con lame di ferro verniciate che individuano il collegamento tra le celle evidenziando il mattone faccia a vista

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Storia contemporanea
L'allestimento degli spazi museali del convento e il valore di un'operazione che trasforma il volto della citta'

L’analisi del percorso operativo che ha condotto alla realizzazione di una città nel complesso architettonico del convento di San Domenico riprende con gli interventi realizzati dallo studio forlivese Lucchi & Biserni in sinergia con lo studio parigino Wilmotte & Associés. Interpretando sia il valore storico dell’edificio che il suo essere cerniera urbana di una delle aree problematiche della città, il progetto declina le diverse tematiche emergenti per realizzare un nuovo generatore sensoriale capace di innescare inediti connettori urbani e sociali, ovvero una pianificazione che agisca nella politica progettuale e architettonica della città stessa.

Il contenitore – vera e propria metafora architettonica – diventa quindi luogo ideale costituito da spazi collettivi, privati e funzionali che interpretano i diversi ambiti del nucleo cittadino e li rendono ‘spazi espositivi’ nel museo civico. Il museo diventa la città; la città diventa museo. Perfettamente integrato al progetto architettonico, l’allestimento museale cura ogni minimo dettaglio degli spazi interni (pannellature, contropareti, controsoffitti e sistemi di illuminazione), fino al disegno degli arredi mobili, del sistema di posizionamento e fissaggio delle opere, della comunicazione informativa e didattica. Inserendosi in un contenitore storicizzato, il piano elaborato recupera, anzi esalta, il valore della diversità, della contraddizione e della diacronia, inserendo elementi di assoluta contemporaneità. Tagli nell’intonaco ottenuti tramite lamine di ferro verniciate, la dialettica del contrasto nell’incontro fra superfici moderne e il mattone faccia a vista, e le volte concettuali – non ricostruite matericamente ma delineate con un sistema di travi lamellari distanziate – sollecitano le capacità percettive del visitatore rendendo la visita una esperienza culturale e sensoriale che trasmutano fattura e tecnica in pelle architettonica.

Il percorso del museo ha inizio nella zona occidentale del complesso, destinata ad accogliere il pubblico in visita con hall, bar, libreria, ma anche a diventare punto di riferimento per la città museo diventando luogo sociale e d’incontro. Una ampia hall d’ingresso arredata da un banco reception, una grande panca in pietra e i pannelli retroilluminati per la comunicazione, è il primo ambiente del museo. Il locale è caratterizzato da una listellatura di legno che riveste la parete originaria, tagliata da due bussole vetrate che filtrano l’ingresso alla sala degli affreschi (ex refettorio). Proseguendo nel percorso museale si percorre una galleria affiancata da una serie di celle, adibite a museo archeologico. Salendo il corpo scala monumentale si accede al primo livello con galleria, progettata ex novo con un linguaggio contemporaneo, e celle dove si conserva parte delle opere della pinacoteca civica. Continuando nella visita, il percorso giunge alle tre grandi sale ricavate dalla biblioteca; qui i locali sono stati controsoffittati a volta ribassata con listelli di legno realizzando un dialogo diacritico fra la storicità della figura evocata e la contemporaneità del materiale utilizzato nell’allestimento. Attraversando le sale si giunge poi all’ambiente che accoglierà la celebre Ebe di Antonio Canova, per poi terminare il percorso nella sala che ospiterà la collezione Pedriali. Secondo il progetto museologico curato da Luciana Prati, dirigente del servizio pinacoteca e musei del Comune, nel complesso di San Domenico prenderanno sede la pinacoteca, il museo archeologico, il museo delle ceramiche e diverse esposizioni temporanee. La conversione in museo di questa struttura conventuale rappresenta, quindi, un momento particolarmente significativo per la città intera. Nasce infatti un nuovo modo di vivere il contesto urbano. E chissà se dopo aver visto la struttura, avvertito l’emozione di muoversi in spazi così fortemente sensoriali, vibrato nella atmosfera rarefatta e intima, qualcuno ricorderà che qui, nel contesto a maglie larghe dei conventi e delle caserme, doveva sorgere un teatro.

Francesca Pieroni

Progettisti

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Disegni e rendering