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Intervento:

Ristrutturazione e sopralzo di edificio residenziale

Luogo:

Via Baioni, 43 Bergamo

Progettisti:

Marco Camplani

Progetto:

Marco Camplani(progetto architettonico)
Enrico Gamba(progetto arredi)

Commitente:

Enrico Gamba

Anno di redazione del progetto:

2002

Anno di esecuzione:

2004

Imprese esecutrici:

Impresa di costruzioni Vittorio Previtali

Fornitori:

Gamba serramenti
Gardesa porte blindate
Remuzzi marmi
Bieffe rivestimento in rame teku

Dati dimensionali dell'intervento:

Spl 1000 mq.

Foto:

Luciano Santiago Mora

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Mutate relazioni
Un edificio residenziale degli anni Cinquanta, non brillante, diventa composizione ripensata e ridefinita nel rapporto visivo con il parco pubblico

Un raffinatissimo scrigno sembra essere stato collocato lungo via Baioni, nel bel mezzo di una periferia urbana a Bergamo. In realta' non si tratta di qualcosa di nuovo, ma qualcosa di "ripensato": un edificio risalente agli Anni '50, rimasto vittima di un'edilizia selvaggia abilmente praticata negli Anni '60, che lo ha circondato su tre fronti con alti edifici e lo ha privato delle pertinenze originarie a giardino.

Riqualificare il piccolo anatroccolo e riuscire a non farlo scomparire nel sempre piu' fitto tessuto urbano di questa via di Bergamo, oggi divenuta importante arteria di collegamento, e' stata la prima necessita' del progetto di ristrutturazione. Il rapporto con il verde e' stato il primo obiettivo di Marco Camplani, architetto e ideatore delle modifiche apportate: ampliare il rapporto visivo con il parco pubblico che si estende sul lato ovest della strada, e reperire il piu' possibile gli spazi verdi privati fruibili.

Si e' iniziato recuperando il sottotetto a fini abitativi: cio' ha consentito di elevare il terzo piano senza l'imposizione di arretramenti e avere una copertura piana, divenuta cosi'un affascinante terrazzo parzialmente inerbato e piantumato, con vista sul parco. All'interno dei primi due piani del fabbricato sono state apportate lievi modifiche nella distribuzione degli spazi, nella maggior parte dei casi, in relazione ai cambiamenti realizzati sul fronte esterno.

La tendenza e' stata comunque quella di privilegiare ambienti aperti, resi ancora piu' ariosi grazie alla predominanza del marmo e del colore bianco sia come unica soluzione cromatica per le pareti che per molti oggetti di arredo per i quali l'architetto ha ricevuto la preziosa collaborazione di dell'architetto Diego Gamba. L'idea del contrasto e' il filone conduttore di questo progetto.

All'esterno infatti sono stati usati differenti trattamenti e materiali, e le superfici dei tre piani nella parte inferiore sono coibentate e trattate a intonaco bianco, mentre la parte superiore e' rivestita con doghe di rame preossidato e legno di larice. L'effetto e' di forte contrasto, sia nei colori che nei materiali: i piani sembrano incastrarsi e contrapporsi, sottolineando la marcatura netta tra cio' che ne rimane della struttura Anni '50 e il rinnovamento odierno, la rinascita di questo piccolo scrigno all'interno di una sempre piu' crescente selva urbana.

Sul fronte di via Baioni, la separazione dei piani e' poi sottolineata dalla presenza della loggia, divisa su due livelli da un diaframma in ferro e legno che a sua volta scinde le vetrate e ripete la perpendicolarita' delle linee, principio costante di tutto il progetto di ristrutturazione. Lungo le pareti laterali dei pannelli grigliati, scorrevoli, in legno scivolano davanti alle ampie finestre: una soluzione che consente di mascherare all'occorrenza la vista degli edifici circostanti, (di pessima fattura) e di indirizzare lo sguardo verso le aree verdi del parco.

Allo stesso tempo, con un semplice movimento della mano, e' possibile modificare l'aspetto dell'edificio, che perde la sua consueta staticita' e diviene mutevole, meno immobile del normale. Le pareti sono soggette a un continuo variare, in base alla luce, alle ore del giorno. Al desiderio di proiettare la propria visione oltre lo stato delle cose, lasciando fuori dallo spazio e dalle pareti stesse lo scorrere delle auto, della citta', del tempo.

Angelica Gabrielli

Progettisti

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