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Intervento:

Nuovo istituto tecnico industriale

Luogo:

Palazzo Acreide(SR)

Progettisti:

Tony Ciaffaglione

Collaboratori:

Ing. A.Mangano (strutture), Ing. V.Dejean (impianti)

Commitente:

Provincia Regionale di Siracusa

Anno di redazione del progetto:

1995

Anno di esecuzione:

2001-2003

Costo:

€ 5.000.000,00

Imprese esecutrici:

Itaca s.r.l. Brolo(ME)

Foto:

Tony Ciaffaglione

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Il ritmo delle antiche calcare
A Palazzolo Acreide un edificio scolastico diventa occasione per vivere l'architettura che recupera il senso della storia

Il nuovo Istituto Tecnico Industriale di Palazzolo Acreide in provincia di Siracusa e' concepito come oggetto simbolico che recupera il senso della storia e ne perpetua il significato attraverso chiari riferimenti tipologici. E' quasi una cittadella fortificata, chiusa a roccaforte, a vederla da fuori, ma aperta all'interno, tutta affacciata su una corte-giardino. Di impianto quadrato, la struttura e' completamente ripiegata intorno alla grande piazza interna.

Qui custodisce le rovine di due vecchie "calcare", tracce e documenti di una vita rurale ormai soppiantata dai ritmi incessanti della produzione. Qui si formano i tecnici di domani, qui si costituisce la Sicilia prossima ventura, il disegno di una rinascita culturale ed economica attesa e invocata. A Palazzolo, accanto ai fasti di una civilta', quella greca, che stupisce e incanta - come il theatron, dove ancora oggi gli spettacoli contemporanei fanno rivivere l'atmosfera sospesa delle antiche rappresentazioni - c'e' un nuovo luogo pubblico.

Il progetto dell'Istituto Tecnico richiama in se' anche le suggestioni delle altre civilta' che hanno lasciato in Sicilia la loro impronta: la romana, la normanna, l'araba. Chiusa, ma percorsa e abitata, questa piazza interna, che e' anche chiostro, piazza d'armi, giardino mediorientale e campus, e' uno spazio della relazione. L'edificio scolastico vero e proprio e' organizzato come un anello quadrato, una forma semplice, un impianto simmetrico.

Per una superficie coperta di 3.500 mq e altri 1200 mq corte, il progettista, Tony Ciaffaglione si e' avvalso della collaborazione di Angelo Mangano per i calcoli strutturali e di Vincenzo Dejean per la parte impiantistica. I materiali usati sono quelli tipici della tradizione costruttiva locale: il basamento dell'edificio e' in pietra calcarea, come anche il paramento che caratterizza e impreziosisce l'ingresso principale, le facciate sono intonacate e gli elementi di collegamento e finitura, come le passerelle esterne e le ringhiere, sono in ferro smaltato.

Gli interni sono improntati alla funzionalita', con pavimenti in gres, rivestimenti in intonaco e in ceramica, controsoffitti in cartongesso. L'illuminazione e' realizzata con corpi illuminanti a parete, a sospensione e a incasso.

Le sistemazioni esterne e i muri di cinta sono realizzati con pietrame a secco, i percorsi sono illuminati da lampade a parete e a stelo e la vegetazione e' mediterranea, con alberature autoctone. In questo intervento recente - i lavori sono stati completati nel 2003 - ognuno e' chiamato a riconoscere i segni di un passato, remoto o prossimo, personale o collettivo, perche' l'ispirazione e' quella della citazione e del rimando a qualcosa che si trova altrove.

Il senso e' di una chiusura aperta, di una fortezza che come anticamente con particolari codici di fuochi accesi, oggi, proprio grazie alla tecnologia, getta oltre le sue mura una rete di infinite connessioni con il resto del mondo.

Lucia Maracci

Progettisti

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