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Intervento:

Casa per due fratelli

Luogo:

Localita' Mezzanotte - Teramo

Progettisti:

Domenico Potenza

Progetto:

Domenico Potenza, O.Natali, B.Taraschi

Collaboratori:

Michele Fini

Commitente:

Tazio Taraschi

Anno di redazione del progetto:

2003

Anno di esecuzione:

2005

Costo:

euro 800,00

Imprese esecutrici:

Impresa edile Antonio Mandolese

Dati dimensionali dell'intervento:

12.000,00 mq. 1.500,00 mq.sup 1.000,00 mc.

Foto:

Domenico Potenza

 

TRATTO DALLA RIVISTA:

Geometrie a mezzanotte
Rigore geometrico spiccato e materiali lapidei sono gli elementi regolatori di una casa a Mezzanotte, localita' a monte della citta' di Teramo

A monte della citta' di Teramo sorge la localita' di Mezzanotte. Da essa e' possibile scorgere la vallata, Teramo e tutto il paesaggio circostante. Lo stesso nome parla di un luogo poco incline a ricevere i raggi del sole proprio per la sua posizione e per l'orientamento che assume rispetto all'illuminazione naturale. Un luogo da esaltare nella sua particolarita', nelle sue pendici e nella preziosa possibilita' di affacciarsi da un lato sullo splendido scorcio del Gran Sasso e dall'altro su quella costa Adriatica che nelle giornate di sole rende il panorama ancor piu' affascinante.

Realizzare un'abitazione per due giovani coppie formate da due fratelli e dalle rispettive mogli diventa per l'architetto Domenico Potenza e per i suoi collaboratori Ombretta Natali, Berardo Taraschi e Michele Fini, una preziosa occasione di valorizzare l'affaccio su tutte queste bellezze naturali dall'intimita' della propria casa. La struttura dell'edificio ne rivela immediatamente l'intento progettuale, quello di conciliare l'architettura alle sinuosita' del luogo affinche' queste diventino punto di forza e mai ostacolo.

Un grande basamento, incassato nel fianco della collina viene destinato alle attivita' di lavoro e ai servizi adiacenti all'abitazione. Al di sopra di questo emergono i due volumi delle abitazioni leggermente ruotati tra loro quasi a ricercare uno sguardo comune a seguire il percorso della strada che gli corre sopra.

Proprio la vista della strada superiore viene preclusa attraverso un grande muro di contenimento in travertino, un muro controterra che segna in maniera netta la presenza del pendio ma che ne delimita lo scarto entrando all'interno delle stesse abitazioni nelle quali a ridosso della scala svela tutta la sua altezza in triplice affaccio. Il muro non presenta alcuna apertura sulla sua facciata e avvolge i volumi e i grandi terrazzi prospicienti la valle.

I due volumi distinti e ben separati sono comunque identici e simmetrici e permettono di inquadrare aree diverse della citta' a valle. La facciata esterna e' estremamente rigorosa e sobria, la sua continuita' si spezza solo attraverso grandi aperture che ne disegnano l'aspetto e attraverso le canne fumarie che si elevano fino al di sopra delle coperture; cio' che ne viene e' un netto contrasto tra la pietra scura e l'intonaco chiaro. I pavimenti delle abitazioni sia all'esterno che all'interno sono in pietra, pierre grise un materiale tunisino, con la sola differenza che all'esterno sono grezzi mentre all'interno lucidati.

La grande quinta che invece attraversa tutta la casa e' in travertino delle cave di Ascoli Piceno. I rivestimenti dei servizi sono in bisazza di colori diversi. I soffitti sono in cartongesso con un'illuminazione indiretta. L'impianto d'illuminazione comprende anche lampade di "Viabizzuno" per gli ambienti, di "Flos" e "Artemide" per gli elementi puntuali e di "Oty" per i discendenti dei tavoli.

Barbara Piccolo

Progettisti

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